Wall Street punisce la corsa all’AI: Alphabet perde 500 miliardi, crollano Amazon e Intel

di: Alessio Moretti 30 Ottobre 2026 9:53

rialzi da panico a wall street

La corsa all’intelligenza artificiale continua a sostenere una crescita impressionante dei ricavi, ma Wall Street sta iniziando a chiedere quanto costerà davvero finanziarla.

Giovedì i principali indici statunitensi hanno chiuso in ribasso, trascinati soprattutto dalla tecnologia. Il Nasdaq Composite ha perso l’1,37%, l’S&P 500 lo 0,30% e il Dow Jones lo 0,25%.

A dominare la seduta è stato il crollo di Alphabet, che ha perso circa il 12,6% dopo la trimestrale, cancellando approssimativamente 500 miliardi di dollari di capitalizzazione. Si tratta della peggiore seduta della storia del titolo e della seconda maggiore distruzione di valore in un solo giorno nella storia di Wall Street, dietro ai 593 miliardi persi da Nvidia nel gennaio 2025.

Alphabet, il mercato non perdona il maxi CapEx

La trimestrale di Alphabet ha mostrato una contraddizione sempre più evidente nel settore AI.

Google Cloud continua a crescere rapidamente, ma search e advertising hanno deluso le aspettative, mentre gli investimenti nelle infrastrutture hanno raggiunto 51,4 miliardi di dollari nel trimestre.

Il risultato è stato un free cash flow negativo per 9,1 miliardi.

Per gli investitori, quindi, il problema non è più soltanto capire quanto cresceranno cloud e AI, ma quanto capitale dovrà essere impiegato prima che questi investimenti generino ritorni adeguati.

Amazon: AWS accelera, ma la cassa brucia

Le stesse preoccupazioni sono emerse poche ore dopo con Amazon.

Il gruppo ha registrato ricavi trimestrali per 201,9 miliardi di dollari, in crescita del 12%, mentre AWS è salito del 39,3% a 46 miliardi, il ritmo di crescita più elevato degli ultimi cinque anni.

Numeri apparentemente molto forti, ma messi in secondo piano dalla quantità di capitale assorbita dagli investimenti.

Il CapEx trimestrale ha raggiunto circa 77,3 miliardi di dollari, mentre il free cash flow degli ultimi dodici mesi è sceso a -42,4 miliardi. Amazon continua inoltre a prevedere circa 220 miliardi di investimenti nel 2026, con ulteriore crescita attesa nel 2027.

Il titolo ha così perso fino al 7% nel trading after-hours.

Intel crolla dopo una guidance deludente

Ancora più violenta la reazione su Intel, arrivata a perdere oltre il 20% nel dopomercato.

La società ha riportato ricavi per 16,5 miliardi di dollari, in aumento del 21% su base annua, con EPS adjusted di 0,52 dollari.

A preoccupare è stata però la guidance.

Per il quarto trimestre Intel prevede ricavi tra 15 e 16 miliardi di dollari, ben al di sotto delle aspettative, a causa soprattutto della debolezza del mercato PC e delle difficoltà sul fronte dell’offerta.

La reazione mostra quanto il settore dei semiconduttori sia diventato selettivo: non basta più essere esposti all’AI per ottenere valutazioni elevate.

Microsoft torna sul mercato obbligazionario

Il cambiamento più significativo arriva forse da Microsoft.

La società starebbe preparando un’emissione obbligazionaria investment grade da circa 25 miliardi di dollari, la prima negli Stati Uniti da oltre nove anni. La domanda degli investitori avrebbe già superato i 100 miliardi.

L’operazione rappresenta un segnale importante: persino le Big Tech con enormi disponibilità finanziarie stanno valutando il ricorso al debito per sostenere la costruzione di data center e infrastrutture AI.

Il mercato sembra quindi tracciare una nuova linea di demarcazione tra aziende capaci di finanziare la corsa all’intelligenza artificiale attraverso forti flussi di cassa e quelle costrette ad aumentare significativamente debito o capitale.

Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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