Il prezzo del petrolio è risalito nuovamente sopra i 110 dollari al barile.

Il future sul greggio WTI con scadenza agosto 2022 ha visto incrementare il proprio valore del 2% nella giornata di ieri, chiudendo le contrattazioni vicino ai massimi a 110.4 dollari.

Le tensioni geopolitiche legate alla guerra in Ucraina non sembrano affievolirsi e ciò fa temere che i prezzi dell’oro nero possano subire un ulteriore apprezzamento.

Uno dei fattori che potrebbe alimentare il rally del greggio è la risposta della Russia al price-cap sulle importazioni da Mosca, discusso nell’ultima riunione del G7.

Qualora Putin decidesse di rispondere alle sanzioni tagliando ulteriormente la produzione di greggio, le ripercussioni secondo JPMorgan potrebbero essere catastrofiche.

Secondo gli analisti di JPMorgan infatti un taglio della Russia di 5 milioni di barili al giorno potrebbe far più che triplicare le quotazioni del petrolio, portandolo a toccare i 380 dollari al barile.

Una riduzione di 3 milioni di barili dell’offerta giornaliera spingerebbe invece il prezzo del greggio a 190 dollari.

Le economie occidentali, già messe a dura prova dall’inflazione, sarebbero a quel punto sull’orlo del baratro.

Da un punto di vista grafico possiamo osservare come quota 105 dollari ha per ora frenato ben due tentativi di discesa e se ora dovessimo registrare una chiusura giornaliera al di sopra dei 114 dollari il mercato completerebbe un modello rialzista a doppio minimo decrescente.

A quel punto aumenterebbero le possibilità di assistere ad un nuovo allungo, con primo target fissato a quota 120 dollari e in seconda battuta sui massimi di giugno.

il quadro tecnico attuale è positivo e a livello operativo una eventuale correzione intraday fino a quota 109 dollari costituirebbe la base per un setup long con operazioni buy limit.

Segnaliamo altri livelli supportivi dove cercare eventuali rimbalzi in caso di correzione a quota 108, 106.5 e 105.

Solo una chiusura settimanale sotto i 95 dollari cambierebbe gli equilibri del mercato nel medio termine.

Vediamo di seguito un’operazione aperta sul Crude Oil da uno dei nostri trading system.

L’algoritmo è entrato short con un contratto mercoledì scorso a quota 111 dollari, chiudendo poi la posizione nella sessione di ieri a 109.37; il gain è stato pari a 1640 dollari.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.