Stellantis balza del 15%, ma il quadro tecnico resta debole

di: Filippo Giannini 29 Ottobre 2026 11:07

analisi tecnica stellantis

Stellantis ha chiuso la giornata di mercoledì 28 ottobre con un rialzo del 15,38%, raggiungendo i 4,28 euro, dopo aver toccato un massimo intraday a 4,321 euro.

Un movimento particolarmente significativo, accompagnato da volumi eccezionali: oltre 134 milioni di azioni scambiate, quasi tre volte la media delle precedenti venti sedute.

Una giornata che potrebbe rappresentare un primo punto di svolta, ma sulla quale è ancora prematuro costruire aspettative eccessivamente ottimistiche.

A innescare gli acquisti sono stati i risultati del terzo trimestre 2026, superiori alle attese su alcuni indicatori fondamentali, insieme alle rassicurazioni del management sui progressi del piano di rilancio.

Il recupero deve tuttavia essere contestualizzato. Nonostante il balzo di ieri, Stellantis continua a perdere oltre il 55% dall’inizio dell’anno, mentre il prezzo rimane distante quasi il 60% dai massimi delle ultime 52 settimane.

Numeri che raccontano quanto sia ancora profonda la crisi attraversata dal gruppo e perché una singola seduta positiva, per quanto importante, non sia sufficiente a decretare un’inversione del trend.

Vediamo quali sono i livelli da monitorare nelle prossime settimane secondo il WarrenAI di InvestingPro.

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Perché Stellantis è salita del 15%? I numeri della trimestrale

Il principale catalizzatore del rally è stato il miglioramento dei risultati operativi comunicati nella mattinata del 28 ottobre.

Nel terzo trimestre Stellantis ha registrato ricavi pari a 37,61 miliardi di euro, in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiori alle aspettative degli analisti, ferme a circa 36,89 miliardi.

Ancora più significativo il progresso dell’utile operativo rettificato, salito a 256 milioni di euro rispetto ai 90 milioni dell’anno precedente. Il dato ha superato anche il consenso raccolto da Reuters, pari a 191 milioni.

Il margine operativo rettificato è così passato dallo 0,2% allo 0,7%.

Anche la perdita netta si è ridotta sensibilmente, passando dai 4,53 miliardi del terzo trimestre 2025 agli attuali 453 milioni di euro. Occorre però precisare che il confronto beneficia delle componenti significative che avevano pesantemente penalizzato il risultato dell’anno precedente.

Tra i segnali più incoraggianti emerge inoltre il miglioramento delle attività nordamericane, storicamente fondamentali per la redditività del gruppo. In quest’area Stellantis è tornata a registrare un risultato operativo rettificato positivo, pari a 64 milioni di euro.

Il messaggio arrivato dai conti è dunque chiaro: Stellantis sta mostrando i primi progressi dopo un periodo estremamente difficile, anche se la redditività rimane ancora molto lontana dai livelli necessari per parlare di una ripresa strutturale.

Il piano di rilancio convince il mercato, ma resta il problema della cassa

A sostenere gli acquisti non sono stati soltanto i risultati trimestrali, ma soprattutto le indicazioni del management sulle prospettive future.

L’amministratore delegato Antonio Filosa ha confermato gli obiettivi finanziari per il 2026 e ribadito la previsione di tornare a generare un flusso di cassa industriale positivo nel 2027.

Particolare attenzione è stata riservata al Value Creation Program, il piano di efficientamento che punta a generare almeno 6 miliardi di euro di risparmi annui a regime entro il 2028. Secondo il management, entro la fine del 2026 sarà implementato almeno il 40% delle efficienze previste.

Le prospettive di risparmio, insieme al lancio di nuovi modelli e alla maggiore disciplina sui costi, hanno contribuito a rafforzare la fiducia degli investitori.

Rimane però un problema di fondo: Stellantis continua a consumare ingenti risorse finanziarie.

Nel terzo trimestre il free cash flow industriale è risultato negativo per 4 miliardi di euro, mentre nei primi nove mesi dell’anno il deficit ha raggiunto 4,93 miliardi. Un miglioramento rispetto ai 7,31 miliardi di uscite registrati nello stesso periodo del 2025, ma ancora insufficiente per considerare risolta la questione della generazione di cassa.

La situazione finanziaria presenta comunque un elemento rassicurante. Al 30 settembre Stellantis disponeva di 42,7 miliardi di euro di liquidità industriale disponibile, mentre la posizione finanziaria netta industriale rimaneva positiva per 5,4 miliardi, in riduzione rispetto ai 6,7 miliardi di fine 2025.

Il gruppo dispone quindi ancora di risorse importanti per sostenere il piano di rilancio, ma dovrà dimostrare di poter interrompere progressivamente l’assorbimento di cassa.

A preoccupare è anche l’andamento del mercato europeo, dove il risultato operativo rettificato del trimestre è stato negativo per 311 milioni di euro. Un segnale che conferma quanto il recupero della redditività sia ancora disomogeneo tra le diverse aree geografiche.

Un rimbalzo amplificato anche dalle ricoperture short?

L’intensità del movimento potrebbe essere stata accentuata anche dalle ricoperture delle posizioni ribassiste.

Secondo i dati Ortex riportati da Reuters, alla chiusura del 27 ottobre le posizioni short su Stellantis rappresentavano circa l’11,5% del flottante.

Dopo mesi di ribassi e il raggiungimento di nuovi minimi, la pubblicazione di risultati superiori alle aspettative potrebbe aver spinto una parte degli operatori a chiudere le proprie posizioni ribassiste, alimentando ulteriormente gli acquisti.

Si tratta di un’ipotesi coerente con l’accelerazione del titolo e con i volumi eccezionali registrati durante la seduta, anche se non è possibile quantificare con certezza il contributo delle ricoperture.

Questo aspetto invita alla prudenza: un rally sostenuto anche dallo short covering può essere particolarmente violento, senza necessariamente tradursi in un’inversione duratura.

Analisi tecnica Stellantis: il livello di 4,35 euro è il primo ostacolo

Passando all’analisi grafica, il forte rialzo di ieri ha certamente migliorato il momentum di brevissimo periodo, ma non ha ancora prodotto segnali sufficienti per decretare un cambiamento del trend principale.

Dai dati del WarrenAI il titolo rimane infatti inserito in una struttura ribassista caratterizzata da massimi decrescenti, con le principali medie mobili di medio-lungo periodo ancora orientate verso il basso.

Il primo livello da monitorare è l’area resistiva a 4,35 euro, particolarmente importante perché vicina ai massimi raggiunti dal titolo nel corso delle ultime settimane.

Il massimo intraday di ieri, a 4,321 euro, conferma come gli acquisti abbiano spinto le quotazioni proprio a ridosso di questa soglia, senza però riuscire a superarla.

Un recupero confermato dei 4,35 euro, preferibilmente accompagnato da volumi sostenuti, potrebbe catalizzare nuovi acquisti e favorire la prosecuzione del movimento rialzista verso la successiva resistenza.

Quest’ultima è individuabile in area 4,85 euro, livello che coincide con una zona di importanti massimi relativi registrati tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.

Si tratta di un ostacolo particolarmente significativo. Un superamento stabile di questa soglia rappresenterebbe un segnale di miglioramento decisamente più convincente per il quadro tecnico di breve periodo.

Prima di raggiungerla, il titolo dovrà però confrontarsi anche con la media mobile a 100 sedute, attualmente situata intorno a 4,63 euro.

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Per una vera inversione rialzista bisogna guardare a 5,40 euro

Se il superamento di 4,35 euro potrebbe aprire la strada a una prosecuzione del rimbalzo e quello di 4,85 euro migliorerebbe il quadro di breve, per parlare di una possibile inversione rialzista di lungo periodo sarà necessario guardare molto più in alto.

A nostro avviso, il livello strategico è rappresentato dall’area dei 5,40 euro, dove si concentrano importanti precedenti massimi e verso la quale sta progressivamente scendendo la media mobile a 200 periodi.

Quest’ultima si trova attualmente intorno a 5,65 euro, ma mantiene una traiettoria discendente che potrebbe portarla ad avvicinarsi all’area indicata nelle prossime settimane.

Un recupero stabile di questa fascia resistiva, accompagnato da un ritorno del prezzo sopra la media a 200 periodi, rappresenterebbe un segnale tecnico molto più solido di possibile inversione del trend principale.

Fino a quel momento, eventuali ulteriori rialzi dovranno essere considerati con prudenza, perché ancora compatibili con un rimbalzo all’interno di una tendenza ribassista di fondo.

Anche gli indicatori tecnici suggeriscono cautela. L’RSI giornaliero è risalito intorno a 56 punti, dopo aver raggiunto condizioni di ipervenduto nei giorni precedenti. Il MACD ha prodotto un incrocio rialzista, ma rimane sotto la linea dello zero.

Sono segnali di miglioramento del momentum, non ancora una conferma di inversione.

Cosa succede se Stellantis non supera i 4,35 euro?

L’ipotesi alternativa è quella di una fase di consolidamento dopo il violento recupero.

Un primo riferimento al ribasso si trova nell’area di 4,10-4,11 euro, mentre un ritorno verso 3,85-3,79 euro rappresenterebbe un test più significativo della tenuta degli acquisti.

La perdita di questi supporti aumenterebbe il rischio di un riassorbimento più ampio del movimento rialzista.

Particolare attenzione andrebbe riservata all’area di 3,70 euro, corrispondente ai livelli precedenti alla pubblicazione dei risultati. Una chiusura sotto questa soglia comprometterebbe sensibilmente il segnale positivo prodotto dalla seduta del 28 ottobre, riaprendo potenzialmente la strada verso i recenti minimi in area 3,50 euro.

Un consolidamento sopra i primi supporti, seguito da un superamento di 4,35 euro, rappresenterebbe invece un’evoluzione più costruttiva.

Azioni Stellantis: il +15% basta per tornare ottimisti?

Il forte rialzo registrato da Stellantis rappresenta senza dubbio un segnale incoraggiante. I risultati del terzo trimestre hanno evidenziato progressi concreti sul fronte operativo, mentre le rassicurazioni del management suggeriscono che il piano di rilancio stia iniziando a produrre i primi effetti.

Tuttavia, i problemi strutturali non sono ancora stati superati. La redditività rimane estremamente contenuta, il mercato europeo continua a registrare risultati negativi e la generazione di cassa rappresenta ancora una delle principali incognite.

Dal punto di vista delle valutazioni, il modello Fair Value di InvestingPro indica un valore teorico di circa 5,39 euro, superiore di quasi il 30% rispetto alle quotazioni della mattinata del 29 ottobre. È una stima potenziale, basata su ipotesi di recupero della redditività, e non una garanzia di rivalutazione del titolo.

La nostra valutazione è che Stellantis abbia mostrato i primi segnali di stabilizzazione, ma che sia ancora troppo presto per considerare conclusa la fase ribassista.

Dal punto di vista tecnico, il recupero di 4,35 euro rappresenterebbe un primo segnale positivo e potrebbe favorire un’estensione del movimento verso 4,85 euro. Soltanto un superamento di quest’ultima resistenza migliorerebbe in modo significativo le prospettive di breve periodo.

Per una vera inversione rialzista di lungo termine, invece, il livello da monitorare rimane l’area dei 5,40 euro, insieme al progressivo recupero della media mobile a 200 periodi.

Fino ad allora, il rialzo del 15% va interpretato come un importante rimbalzo, non ancora come la conferma di un nuovo trend rialzista.

Informazioni sull'autore: Filippo Giannini

Autore Articolo: Filippo Giannini
Laureato in ingegneria, ha 15 anni di esperienza sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro Professional della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. La sua operatività si concentra su un approccio quasi esclusivamente automatico, attraverso algoritmi da lui creati e validati che sfruttano principalmente la volatilità e le inefficienze di mercato. Viene invitato regolarmente come relatore ai principali eventi italiani inerenti al trading e agli investimenti e collabora inoltre con broker e testate giornalistiche, realizzando analisi sui principali indici e cross valutari, oltre a seminari ed eventi formativi, sia dal vivo che on-line. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.

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