Wall Street chiude mista: semiconduttori sotto pressione

di: Alessio Moretti 28 Luglio 2026 10:03

Borsa Wall Street

La prima seduta della settimana si è conclusa senza una direzione univoca per Wall Street. Il Dow Jones ha beneficiato della maggiore tenuta dei titoli difensivi e industriali, mentre il Nasdaq è stato penalizzato dalla nuova ondata di vendite che ha colpito il comparto dei semiconduttori.

L’S&P 500 ha terminato le contrattazioni sostanzialmente invariato, guadagnando lo 0,02% a 7.413,18 punti. Il Dow Jones Industrial Average ha invece registrato un progresso dello 0,51%, salendo di 262,83 punti fino a 52.210,08 punti.

Più debole il Nasdaq Composite, che ha perso lo 0,18% chiudendo a 24.932,08 punti, appesantito soprattutto dalle vendite sui principali titoli tecnologici e sui produttori di chip.

Gli investitori stanno cercando di bilanciare diversi elementi: da una parte il calo del prezzo del petrolio e la momentanea riduzione delle tensioni geopolitiche; dall’altra, i dubbi sulle elevate valutazioni raggiunte dalle società legate all’intelligenza artificiale e l’emergere di nuovi potenziali concorrenti cinesi nel settore dei semiconduttori.

Semiconduttori ancora in calo: l’indice SOX perde il 2,2%

La pressione maggiore si è concentrata ancora una volta sul settore dei chip.

Il Philadelphia Semiconductor Index, conosciuto anche come indice SOX, ha ceduto il 2,2%, prolungando la correzione iniziata dopo i massimi storici del 22 giugno. Rispetto a quel record, il benchmark dei semiconduttori ha perso circa il 21%.

Nonostante il recente drawdown, il bilancio dall’inizio del 2026 rimane estremamente positivo: l’indice mostra ancora un rialzo di circa il 63%.

La dinamica mette in evidenza quanto il comparto sia diventato vulnerabile alle prese di profitto. Dopo mesi di forti rialzi sostenuti dagli investimenti nell’intelligenza artificiale, il mercato sembra ora più sensibile alle valutazioni elevate, ai segnali di aumento della concorrenza e alle incertezze sulla sostenibilità della spesa per i data center.

La correzione non implica necessariamente la fine del trend strutturale legato all’AI. Segnala però che gli investitori stanno diventando più selettivi e meno disposti a premiare indiscriminatamente tutte le società collegate ai semiconduttori.

Le principali News Corporate di giornata

ASML scende per i progressi cinesi nella litografia DUV

Tra i titoli più penalizzati figura ASML Holding, leader mondiale nella produzione di apparecchiature per la litografia utilizzate nella fabbricazione dei semiconduttori.

Le azioni della società olandese sono scese dopo la diffusione di indiscrezioni secondo cui un’azienda cinese sostenuta dallo Stato avrebbe iniziato a produrre macchinari nazionali per la litografia a ultravioletti profondi, nota come DUV.

Queste apparecchiature svolgono un ruolo essenziale nella produzione dei chip. Sebbene siano tecnologicamente meno avanzate rispetto ai sistemi EUV di ultima generazione, possono essere utilizzate per realizzare numerose categorie di semiconduttori e, attraverso tecniche produttive più complesse, anche chip relativamente sofisticati.

Secondo le indiscrezioni, i primi macchinari cinesi potrebbero essere consegnati entro la fine dell’anno a importanti produttori locali, tra cui SMIC, Hua Hong Semiconductor e ChangXin Memory Technologies.

La notizia ha alimentato il timore che, nel lungo periodo, la Cina possa ridurre la propria dipendenza dalle tecnologie occidentali. Questo scenario potrebbe rappresentare una minaccia per una parte delle vendite di ASML, considerata l’importanza del mercato cinese per il gruppo.

Alcuni analisti ritengono tuttavia che la reazione del mercato sia stata eccessiva. Le soluzioni cinesi dovranno ancora dimostrare affidabilità, capacità produttiva e prestazioni paragonabili a quelle dei sistemi di ASML. Inoltre, la società olandese continua a mantenere una posizione dominante nelle apparecchiature EUV più avanzate, un segmento nel quale le barriere tecnologiche all’ingresso restano estremamente elevate.

Nvidia investe 5 miliardi di dollari in Safe Superintelligence

Nonostante la debolezza del comparto, Nvidia continua ad ampliare il proprio ecosistema di partecipazioni nel settore dell’intelligenza artificiale.

Il colosso dei chip avrebbe concordato un investimento da 5 miliardi di dollari in Safe Superintelligence, la startup fondata da Ilya Sutskever, già cofondatore e chief scientist di OpenAI.

L’accordo prevede una collaborazione strategica di lungo periodo e dovrebbe consentire a Safe Superintelligence di accedere alla piattaforma hardware Vera Rubin, la nuova generazione di sistemi Nvidia progettati per l’addestramento e l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale particolarmente complessi.

La società di Sutskever, conosciuta anche con l’acronimo SSI, è stata fondata con l’obiettivo di sviluppare un’intelligenza artificiale avanzata ponendo la sicurezza al centro del processo di ricerca.

Le attività dell’azienda restano in gran parte riservate. L’investimento di Nvidia indica però che il produttore di GPU attribuisce un valore significativo alle ricerche condotte dalla startup.

Dal punto di vista strategico, l’operazione presenta un doppio vantaggio per Nvidia. Il gruppo può ottenere un’esposizione finanziaria verso una delle realtà più promettenti del settore e, contemporaneamente, assicurarsi un nuovo grande utilizzatore delle proprie infrastrutture di calcolo.

Questo modello sta diventando sempre più comune nel settore AI: i produttori di hardware investono nelle startup che, a loro volta, utilizzano il capitale raccolto per acquistare potenza di calcolo e sistemi avanzati.

La strategia può sostenere la domanda per i prodotti Nvidia, ma alimenta anche alcuni interrogativi sulla crescente interdipendenza finanziaria tra fornitori di chip, sviluppatori di modelli e operatori di data center.

Sarepta Therapeutics nomina Michael Severino nuovo CEO

Novità anche per Sarepta Therapeutics, che ha nominato Michael Severino nuovo amministratore delegato.

Severino, ex dirigente di AbbVie ed ex CEO di Tessera Therapeutics, entrerà ufficialmente in carica il 28 luglio, sostituendo Doug Ingram, prossimo al pensionamento.

L’arrivo del nuovo CEO potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per la società biotecnologica, impegnata nello sviluppo di trattamenti per malattie rare e terapie genetiche.

Severino porta con sé una lunga esperienza nella ricerca farmaceutica e nella gestione di programmi clinici complessi. Il mercato seguirà con attenzione le sue prime decisioni, soprattutto per quanto riguarda l’allocazione del capitale, lo sviluppo della pipeline e la strategia commerciale.

AstraZeneca: utili sopra le attese nel secondo trimestre

Sul fronte delle trimestrali, AstraZeneca ha pubblicato risultati complessivamente solidi per il secondo trimestre del 2026.

I ricavi si sono attestati a 15,38 miliardi di dollari, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e sostanzialmente in linea con le attese del mercato.

L’utile per azione core ha raggiunto 2,63 dollari, superando la stima di consenso di circa 2,48 dollari. La crescita dell’EPS core a cambi costanti è stata sostenuta soprattutto dal buon andamento del portafoglio oncologico.

Le vendite dei farmaci oncologici, tra cui Tagrisso e Imfinzi, hanno contribuito a compensare la debolezza osservata in alcune aree terapeutiche colpite dalla scadenza dei brevetti.

AstraZeneca ha confermato le previsioni sui ricavi e sull’utile core per l’intero esercizio. Il gruppo ritiene inoltre di essere ancora sulla buona strada per raggiungere il proprio obiettivo strategico di 80 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030.

La conferma della guidance è un segnale positivo, soprattutto dopo alcune recenti battute d’arresto nella sperimentazione clinica. Il management continua a fare affidamento sulla crescita dell’oncologia, sul lancio di nuovi farmaci e sull’ampliamento delle indicazioni terapeutiche dei prodotti già approvati.

Cosa attendersi ora da Wall Street

La seduta di lunedì ha confermato una crescente divergenza tra i diversi comparti del mercato americano.

Il Dow Jones continua a beneficiare della rotazione verso società industriali, finanziarie e difensive. Il Nasdaq, al contrario, rimane maggiormente esposto alle prese di profitto sui titoli tecnologici e alle oscillazioni del settore dei semiconduttori.

Nel breve periodo, l’attenzione degli investitori resterà concentrata sulle trimestrali delle grandi società tecnologiche, sulle indicazioni relative agli investimenti nell’intelligenza artificiale e sulle prossime decisioni della Federal Reserve.

Per i titoli dei chip, il livello di attenzione rimane particolarmente alto. Da una parte, la crescita della domanda legata ai data center continua a rappresentare un potente catalizzatore strutturale. Dall’altra, l’aumento della concorrenza cinese e le valutazioni raggiunte da molte aziende potrebbero mantenere elevata la volatilità.

Il calo del 21% dell’indice SOX dai massimi di giugno rappresenta già una correzione significativa. Tuttavia, considerando il rialzo accumulato dall’inizio dell’anno, non è ancora possibile escludere ulteriori prese di profitto.

Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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