Petrolio sopra i 100 dollari: Hormuz ancora al centro delle tensioni
di: Alessio Moretti 10 Settembre 2026 10:46

Il prezzo del petrolio continua a salire sotto la pressione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Mercoledì il Brent ha superato la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, dopo una nuova serie di attacchi contro petroliere che ha alimentato i timori di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche.
I futures sul Brent con scadenza più vicina hanno chiuso in rialzo del 2,58% a 101,63 dollari al barile, mentre il WTI americano ha guadagnato il 3,18% raggiungendo quota 97,04 dollari.
Per entrambi i benchmark si tratta dei livelli di chiusura più elevati dal 22 maggio.
Stretto di Hormuz, crollano i flussi di petrolio
Al centro dell’attenzione rimane soprattutto lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di greggio.
Secondo i dati preliminari di Kpler, martedì soltanto sei navi per il trasporto di materie prime avrebbero attraversato lo stretto, rispetto alle nove della giornata precedente e a una media di circa 12 nelle ultime dieci sedute.
La riduzione dei flussi è ancora più evidente osservando i volumi di petrolio. Nella settimana precedente alla ripresa dei combattimenti del 30 agosto erano transitati attraverso Hormuz circa 8-9 milioni di barili al giorno. Questa settimana il dato sarebbe sceso sotto i 2 milioni di barili giornalieri.
La crescente scarsità di offerta sta iniziando a riflettersi non soltanto sui futures, ma anche sul mercato fisico del greggio e dei prodotti raffinati.
Attacchi alle petroliere aumentano la tensione
La situazione si è ulteriormente deteriorata dopo nuovi attacchi alle navi commerciali nella regione.
Una petroliera con circa 2 milioni di barili di olio combustibile iracheno sarebbe stata colpita da un drone nelle acque territoriali dell’Iraq. L’UK Maritime Trade Operations ha inoltre segnalato diversi episodi che hanno coinvolto navi mercantili nel Golfo.
Anche il conflitto nello Yemen aumenta il rischio che la crisi possa estendersi ulteriormente. Gli scontri con i ribelli Houthi stanno infatti mettendo sotto pressione anche il traffico attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, punto fondamentale per le rotte commerciali nel Mar Rosso.
Un’eventuale contemporanea riduzione dei transiti attraverso Hormuz e Bab el-Mandeb rappresenterebbe uno scenario particolarmente delicato per il mercato energetico globale.
Mercato petrolifero sempre più teso
Anche l’EIA ha evidenziato condizioni più restrittive nel mercato globale del diesel, mentre il numero di pozzi perforati ma non completati negli Stati Uniti ha raggiunto minimi record sulla base di oltre dodici anni di dati.
Un possibile freno ai prezzi potrebbe però arrivare dalla Cina. Secondo il centro di ricerca di Sinopec, la domanda cinese di petrolio potrebbe diminuire di circa 600.000 barili al giorno nel 2026, pari all’8,9% su base annua.
Sarebbe il terzo calo annuale consecutivo, favorito sia dagli elevati prezzi del greggio sia dalla crescente diffusione dei veicoli elettrici.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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