Rendimenti obbligazionari in rialzo: Treasury, Bund e BTP sotto pressione
di: Alessio Moretti 10 Settembre 2026 10:28

Nuova giornata di tensione sul mercato obbligazionario, con i rendimenti dei principali titoli di Stato in forte rialzo sia negli Stati Uniti sia in Europa.
Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito di 5,1 punti base al 4,849%, mentre il Bund tedesco decennale ha guadagnato 9,9 punti base fino al 3,459%. Ancora più alto il rendimento del Gilt britannico a 10 anni, salito al 5,199%.
Treasury USA ai massimi dal 2023
Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury decennale ha toccato i livelli più alti da novembre 2023, raggiungendo un massimo intraday del 4,857%.
A spingere inizialmente al rialzo i rendimenti è stato l’annuncio di un ampliamento del programma di riacquisto del Tesoro statunitense sulle scadenze più lunghe.
Successivamente, però, la pressione si è attenuata grazie alla forte domanda registrata nell’asta da 39 miliardi di dollari di Treasury a 10 anni.
I titoli sono stati collocati con un rendimento massimo del 4,834%, oltre un punto base sotto il livello a cui venivano scambiati prima dell’asta. Il rapporto bid-to-cover è salito a 2,71 volte, il dato più elevato dal 2019.
Il rendimento del Treasury a 30 anni è comunque avanzato al 5,293%, mentre quello a 2 anni, più sensibile alle aspettative sui tassi Fed, ha raggiunto il 4,445%, massimo da luglio 2024.
Fed, salgono le probabilità di un nuovo rialzo
Gli investitori guardano ora ai prossimi dati sull’inflazione USA, con prezzi alla produzione e CPI destinati a offrire nuove indicazioni sulla politica monetaria americana.
I future sui Fed Funds attribuiscono una probabilità di circa il 60,2% a un rialzo dei tassi già nella prossima riunione della Federal Reserve.
Un’inflazione superiore alle attese potrebbe rafforzare ulteriormente lo scenario restrittivo, esercitando nuova pressione sui prezzi dei bond.
Bund ai massimi dal 2011
Anche in Europa i rendimenti hanno accelerato. Il Bund tedesco a 10 anni ha raggiunto il 3,459%, il livello più alto dal 2011, mentre il titolo tedesco a 2 anni è salito al 3,081%.
Il mercato sta progressivamente incorporando ulteriori aumenti dei tassi BCE, con un tasso sui depositi atteso al 2,75% entro fine anno e intorno al 3,1% verso la fine del 2027.
La BCE, dopo il rialzo di giugno, resta quindi al centro dell’attenzione degli investitori, soprattutto in un contesto caratterizzato da prezzi energetici elevati e tensioni geopolitiche.
BTP e OAT in rialzo
Pressione anche sul debito periferico europeo. Il rendimento del BTP italiano a 10 anni è salito di 7,7 punti base al 4,277%, con lo spread BTP-Bund a 81,8 punti base.
Ancora più marcato il movimento in Francia, dove il rendimento dell’OAT decennale ha raggiunto il 4,330%, massimo degli ultimi 18 anni, penalizzato dai timori sulla sostenibilità dei conti pubblici francesi.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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