Novembre è alle porte, ecco i 3 settori che storicamente rendono di più

di: Alessio Moretti 27 Ottobre 2026 10:40

entrata new york stock exchange

Novembre è uno dei mesi più favorevoli per Wall Street, ma non tutti i settori azionari si comportano allo stesso modo. Negli ultimi dieci anni, alcuni comparti hanno registrato rendimenti medi superiori al 5%, battendo con regolarità l’S&P 500.

In vista di novembre 2026, abbiamo utilizzato WarrenAI, l’assistente finanziario di InvestingPro, per analizzare la stagionalità degli 11 settori dell’indice americano. L’obiettivo è individuare quelli che hanno ottenuto le performance migliori nel decennio 2016–2025 e capire se le attuali condizioni di mercato possano favorire una ripetizione di questo andamento.

I risultati riservano qualche sorpresa: a dominare la classifica non è la Tecnologia, ma il settore Finanziario, seguito da Industriali e Materiali.

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Novembre è davvero un mese favorevole per Wall Street?

I dati confermano una stagionalità particolarmente positiva per il mercato azionario americano. Tra il 2016 e il 2025, l’ETF SPDR S&P 500 (SPY), utilizzato come riferimento per l’indice, ha registrato a novembre un rendimento medio del 4,31%, chiudendo il mese in rialzo in nove occasioni su dieci.

Il risultato migliore è arrivato nel novembre 2020, con un progresso del 10,88%, mentre il peggiore si è verificato nel 2021, quando l’ETF ha perso lo 0,80%.

Una dinamica che può trovare spiegazione in diversi fattori: il miglioramento delle aspettative degli investitori verso la fine dell’anno, il posizionamento dei portafogli in vista dell’ultimo trimestre e l’avvio della stagione degli acquisti natalizi.

Si tratta comunque di interpretazioni economiche, non di relazioni causali dimostrate dalla statistica. Inoltre, il campione di dieci anni comprende periodi di mercato molto differenti, dalla pandemia alla successiva ripresa.

La questione più interessante riguarda però i singoli settori: quali hanno saputo sfruttare maggiormente questa finestra stagionale?

I settori azionari che hanno reso di più a novembre negli ultimi 10 anni

L’analisi condotta con WarrenAI ha preso in considerazione gli ETF settoriali SPDR Select Sector, calcolando i rendimenti di ogni novembre tra il 2016 e il 2025.

Per rendere i risultati confrontabili sono stati utilizzati i rendimenti di prezzo (Price Return), senza includere i dividendi.

Questa è la classifica completa:

migliori settori novembre

La classifica mostra una leadership piuttosto netta dei Finanziari, capaci di ottenere un rendimento medio del 6,64%, oltre due punti percentuali superiore a quello del mercato.

Gli Industriali occupano il secondo posto, con una media del 5,74%, mentre i Materiali completano il podio con il 5,24%.

Sorprende invece la posizione della Tecnologia, spesso considerata il principale motore dei rialzi di Wall Street: nonostante otto novembre positivi su dieci, il comparto ha registrato una performance media leggermente inferiore a quella dell’S&P 500.

È importante sottolineare che questi risultati descrivono esclusivamente l’ultimo decennio. Utilizzando periodi storici differenti, le medie possono cambiare sensibilmente.

Finanziari: il settore più forte a novembre

Il settore Finanziario emerge come il principale protagonista della stagionalità di novembre.

L’ETF Financial Select Sector SPDR (XLF) ha chiuso positivamente nove degli ultimi dieci novembre, con un rendimento medio del 6,64% e una mediana del 5,96%.

Il dato è particolarmente interessante perché non dipende esclusivamente da un singolo anno eccezionale. Nel novembre 2020, ad esempio, il comparto aveva guadagnato il 16,85%, beneficiando del miglioramento delle prospettive economiche dopo gli annunci sui vaccini contro il Covid.

Escludendo proprio il 2020, il vantaggio medio dei Finanziari rispetto all’S&P 500 resta comunque vicino a 1,9 punti percentuali.

Naturalmente non sono mancati i momenti difficili: nel novembre 2021 il settore aveva perso il 5,71%, dimostrando come un andamento stagionale favorevole possa essere completamente ribaltato dal contesto macroeconomico.

Cosa aspettarsi a novembre 2026?

La situazione attuale presenta luci e ombre.

Alla chiusura del 26 ottobre, XLF quotava 56,02 dollari, con una performance da inizio anno del 2,17%. Il rendimento risulta nettamente inferiore al +11,62% dell’S&P 500, segnalando una significativa debolezza relativa.

Dal punto di vista tecnico, tuttavia, il quadro rimane costruttivo: il prezzo si trova sopra la media mobile a 200 giorni, attualmente in area 53,69 dollari.

Sul fronte fondamentale, il rapporto prezzo/utili del settore si attesta intorno a 14 volte, contro 19,6 volte del mercato americano. Un differenziale che suggerisce valutazioni relativamente contenute, pur non garantendo di per sé una sottovalutazione.

La politica monetaria sarà uno dei fattori decisivi. Dopo il rialzo dei tassi di settembre, la Federal Reserve è attesa a una nuova decisione il 28 ottobre, mentre gli investitori continuano a interrogarsi sulle prospettive di dicembre.

Per il settore Finanziario, il comportamento dei rendimenti obbligazionari e della curva dei tassi potrebbe risultare più importante della stessa stagionalità.

Industriali: una statistica favorevole, ma i grafici invitano alla prudenza

Gli Industriali rappresentano il secondo settore più performante nel mese di novembre, con un guadagno medio del 5,74% e otto risultati positivi negli ultimi dieci anni.

Il comparto comprende società attive nella produzione di macchinari, infrastrutture, trasporti e aerospazio, spesso particolarmente sensibili alle prospettive di crescita economica.

Proprio per questa caratteristica, novembre può diventare una fase favorevole quando gli investitori anticipano un miglioramento del ciclo economico.

La situazione del 2026, però, appare meno convincente.

L’ETF XLI ha guadagnato il 7,29% da inizio anno, ma negli ultimi tre mesi ha perso l’8,86%. Ancora più significativo è il deterioramento del quadro tecnico: alla chiusura del 26 ottobre, il prezzo era a 166,96 dollari, al di sotto della media mobile a 200 giorni, posizionata a 173,20 dollari.

La debolezza dei prezzi contrasta con le aspettative sugli utili. Secondo i dati LSEG riportati da Investing.com, per il terzo trimestre 2026 gli Industriali presentano una crescita degli utili attesa del 18,1% su base annua.

Il problema riguarda dunque soprattutto la capacità del mercato di trasformare queste prospettive in nuovi acquisti.

La nostra valutazione è che gli Industriali, nonostante la buona statistica stagionale, siano oggi il comparto meno convincente tra i primi tre. Per ipotizzare un recupero più solido sarebbe preferibile assistere prima al ritorno dell’ETF sopra la media mobile a 200 giorni.

Materiali: il settore più interessante per novembre 2026?

Il comparto dei Materiali potrebbe essere quello con il miglior equilibrio tra stagionalità storica e andamento attuale.

Con un rendimento medio del 5,24% e nove novembre positivi su dieci, l’ETF Materials Select Sector SPDR (XLB) presenta statistiche molto favorevoli.

A differenza degli Industriali, il settore mostra però anche una forza relativa interessante nel 2026.

Alla chiusura del 26 ottobre, XLB quotava 51,38 dollari, con una performance da inizio anno del 12,87%, superiore all’11,62% dell’S&P 500.

Il prezzo rimane inoltre sopra la media mobile a 200 giorni, situata intorno a 51 dollari, anche se il margine è piuttosto ristretto. La tenuta di questa zona potrebbe quindi diventare un primo elemento tecnico da monitorare nelle prossime settimane.

Anche il quadro fondamentale offre alcuni spunti favorevoli. Le aspettative di crescita degli utili per il terzo trimestre 2026 si attestano al 31,5%, secondo le stime LSEG, un risultato leggermente superiore al 30,7% previsto per l’intero S&P 500.

Non mancano, tuttavia, i rischi. L’andamento delle materie prime, l’evoluzione dei costi energetici e l’eventuale rallentamento dell’economia mondiale potrebbero influenzare pesantemente le performance del comparto.

Inoltre, alcuni indicatori tecnici di breve periodo segnalano condizioni di ipercomprato, aumentando la possibilità di temporanee prese di profitto.

Nel complesso, i Materiali sono il settore che oggi mostra il miglior allineamento tra risultati storici, forza relativa e prospettive sugli utili, sebbene questo non si traduca automaticamente in un segnale di acquisto.

Novembre 2026: la stagionalità basterà a sostenere Wall Street?

Il principale rischio per gli investitori è attribuire un valore eccessivo alle statistiche del passato.

Un esempio arriva proprio dal novembre 2025: nonostante la stagionalità generalmente positiva, la Tecnologia ha perso il 4,81% e gli Industriali lo 0,88%. Nello stesso periodo, la Sanità ha registrato un rialzo del 9,29%.

Sono risultati che dimostrano come le rotazioni settoriali possano prevalere sui comportamenti storici.

Anche il novembre 2026 si presenta ricco di incognite. Gli investitori dovranno valutare le indicazioni della Federal Reserve, i dati sull’inflazione PCE e sul PIL americano, l’impatto dei prezzi del petrolio e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

A questi fattori si aggiunge la stagione delle trimestrali, che potrebbe modificare rapidamente le aspettative sulla crescita degli utili.

Le nostre conclusioni

Dall’analisi emerge una distinzione piuttosto chiara.

I Finanziari rimangono il settore statisticamente più forte a novembre, con una media del 6,64% nel decennio esaminato, e mostrano valutazioni relativamente contenute rispetto al mercato.

I Materiali sono invece il comparto con il quadro attuale più convincente, grazie a una performance da inizio anno superiore all’S&P 500 e a un andamento tecnico ancora positivo.

Gli Industriali, pur occupando il secondo posto nella classifica storica, necessitano a nostro avviso di ulteriori conferme grafiche prima di poter essere considerati altrettanto interessanti.

La nostra preferenza, in vista di novembre 2026, va dunque al monitoraggio dei Materiali e dei Finanziari.

Nota metodologica: lo studio utilizza dieci osservazioni annuali (otto per XLC), un campione limitato. Le statistiche sono descrittive, non previsionali. I rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Il contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria.

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Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti

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