ProPicks AI cambia le Migliori Italiane: fuori UniCredit, entra Generali. L’AI ha ragione?
di: Filippo Giannini 2 Novembre 2026 8:40

Nuovo ribilanciamento di novembre per le strategie ProPicks AI di InvestingPro.
Per la strategia “le migliori Italiane“, che sceglie le 20 aziende italiane a più alto potenziale, l’algoritmo punta su Assicurazioni Generali e rinuncia a UniCredit.
Abbiamo confrontato valutazioni, fondamentali e analisi tecnica per capire se la scelta sia giustificata.
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Perché ProPicks AI ha scelto Generali
Generali arriva al ribilanciamento con fondamentali solidi e una crescita degli utili particolarmente interessante.
Nel primo semestre 2026 il gruppo assicurativo ha registrato un risultato operativo di 4,5 miliardi di euro, in aumento dell’11,2%, mentre l’utile netto normalizzato è cresciuto del 13,7%, raggiungendo 2,54 miliardi.
Anche la remunerazione degli azionisti rimane interessante, con un dividend yield vicino al 4% e un programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro.
Ma il dato che sembra aver convinto l’algoritmo riguarda soprattutto le valutazioni.
Secondo InvestingPro, alla chiusura del 30 ottobre Generali quotava 42,47 euro, a fronte di un Fair Value di 45,62 euro, corrispondente a un potenziale rialzo del 7,4%.
Il rapporto PEG di 0,66 suggerisce inoltre una valutazione relativamente contenuta rispetto alla crescita attesa degli utili.
Il quadro non è però privo di rischi. Il P/E forward di 13,1 volte non è particolarmente basso e il target medio degli analisti indica un rialzo di appena l’1,5%.
In altre parole, Generali appare interessante secondo i modelli quantitativi, ma una parte delle prospettive positive potrebbe essere già incorporata nelle quotazioni.
Perché UniCredit è stata esclusa?
La decisione di rimuovere UniCredit non sembra dipendere da un improvviso peggioramento dei fondamentali.
La banca continua a presentare una redditività elevata e coefficienti patrimoniali solidi, con un CET1 ratio del 14,26% a giugno 2026.
Il problema principale riguarda piuttosto il deterioramento del momentum e l’aumento dell’incertezza.
Alla chiusura del 30 ottobre UniCredit quotava 73,05 euro, dopo aver perso circa il 12,8% nell’ultimo mese e il 10,6% negli ultimi tre.
A pesare sono anche le incertezze legate alla Russia e al dossier Commerzbank, oltre alla sensibilità del settore bancario all’evoluzione dei tassi d’interesse.
Ma c’è un elemento ancora più significativo.
Il Fair Value di InvestingPro per UniCredit è pari a 60,69 euro, circa il 16,9% sotto le quotazioni attuali.
Una valutazione che contrasta nettamente con quella degli analisti, il cui target medio implica invece un potenziale rialzo del 31,7%.
Questa divergenza rappresenta uno degli aspetti più interessanti del confronto.
UniCredit presenta inoltre un P/E forward di 9,9 volte, inferiore a quello di Generali, e un dividend yield del 4,3%.
Il suo PEG di 1,25 indica però un rapporto meno favorevole fra valutazione e crescita attesa. Il Financial Health Score è invece identico per entrambe le società: 2,83 su 5.
Analisi tecnica: Generali mantiene un vantaggio
Anche osservando i grafici emerge una differenza importante.
Generali quota sotto la media mobile a 50 giorni, attualmente a 43,43 euro, ma rimane sopra quella a 200 giorni, posizionata a 39,77 euro.
Il quadro di medio periodo conserva quindi una struttura relativamente positiva.
Nel breve termine, il primo supporto si colloca tra 42 e 42,25 euro, mentre il recupero di 43,43 euro rappresenterebbe un segnale incoraggiante. Un’eventuale accelerazione potrebbe riportare le quotazioni verso il Fair Value di 45,62 euro.
La situazione tecnica di UniCredit appare più delicata.
Il titolo si trova sotto entrambe le principali medie mobili: quella a 50 giorni passa a 80,27 euro, mentre la media a 200 giorni transita a 75,23 euro.
L’RSI a 37,6 segnala un momentum debole, senza però aver raggiunto condizioni di ipervenduto sul grafico giornaliero.
Per assistere a un miglioramento significativo, UniCredit dovrebbe recuperare almeno l’area 75,20-75,50 euro.
Al contrario, una discesa sotto 72,90 euro potrebbe aprire spazio verso i supporti compresi tra 70 e 68 euro.
Generali o UniCredit: chi ha ragione?
Alla luce dei dati disponibili, la scelta di ProPicks AI appare condivisibile, soprattutto considerando l’orizzonte temporale di breve e medio periodo.
Generali offre un migliore equilibrio tra andamento del prezzo, crescita e valutazione. UniCredit, pur mostrando multipli inferiori, presenta una struttura tecnica più fragile e un Fair Value decisamente meno favorevole.
Questo non significa che UniCredit sia destinata a scendere ulteriormente.
Un recupero del settore bancario o risultati trimestrali superiori alle attese potrebbero favorire un rimbalzo, eventualmente anche più consistente rispetto a quello di Generali.
La sostituzione rappresenta quindi una rotazione di portafoglio, non un segnale automatico di vendita.
Quali altre azioni ha selezionato ProPicks AI per novembre?
Il cambio Generali-UniCredit è soltanto una delle novità introdotte con il ribilanciamento mensile.
Anche le altre strategie ProPicks AI sono state aggiornate, con nuove selezioni sui mercati italiani e internazionali.
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Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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