S&P 500, arrivano le trimestrali decisive: tre Big Tech valgono il 15% dell’indice
di: Filippo Giannini 26 Ottobre 2026 9:21

La settimana che si apre potrebbe essere decisiva per Wall Street.
Microsoft, Alphabet e Amazon pubblicheranno i risultati trimestrali tra il 28 e il 29 ottobre. Tre appuntamenti ravvicinati che potrebbero condizionare l’andamento dell’S&P 500, considerando che queste società rappresentano insieme circa il 15% dell’indice americano.
La posta in gioco è particolarmente alta. L’S&P 500 ha guadagnato circa l’11% dall’inizio del 2026, nonostante le tre Big Tech abbiano registrato performance inferiori a quelle del mercato.
Secondo i dati raccolti da InvestingPro, al 23 ottobre Microsoft guadagnava l’8,28% da inizio anno, Amazon il 7,20% e Alphabet appena l’1,04%.
Una situazione che solleva una domanda interessante: le prossime trimestrali riusciranno a riportare queste tre società al centro del rialzo di Wall Street oppure finiranno per accentuare la recente debolezza dei mercati?
Facciamo un’analisi dettaglia con il supporto del WarrenAI di InvestingPro.
Microsoft, Alphabet e Amazon: quanto pesano sull’S&P 500?
Per comprendere l’importanza di questi appuntamenti basta osservare la composizione dell’indice.
Secondo i dati dello SPDR S&P 500 ETF (SPY), al 22 ottobre Microsoft rappresentava circa il 5,86%, Amazon il 3,72% e Alphabet il 5,19%, considerando entrambe le categorie di azioni.
Complessivamente, poco meno del 15%.
Per un investitore che possiede 10.000 euro in un ETF che replica l’S&P 500, significa avere indirettamente circa 1.500 euro investiti in queste tre società.
Se tutte e tre dovessero perdere mediamente il 10% dopo i risultati, il solo effetto diretto sull’indice sarebbe di circa l’1,5%, ipotizzando invariati gli altri titoli.
Al contrario, un rialzo medio del 10% potrebbe contribuire positivamente nella stessa misura.
Si tratta di simulazioni teoriche, ma aiutano a comprendere quanto poche aziende possano influenzare un indice composto da circa 500 società.
Trimestrali Big Tech: i numeri attesi dagli analisti
Il calendario prevede Microsoft e Alphabet mercoledì 28 ottobre, dopo la chiusura di Wall Street. Amazon pubblicherà invece i risultati giovedì 29 ottobre.
Secondo le stime di consenso raccolte da InvestingPro, queste sono le principali aspettative:
| Società | Ricavi attesi | EPS atteso |
|---|---|---|
| Microsoft | 90.61 miliardi $ | 4.72$ |
| Alphabet | 127.69 miliardi $ | 3.02$ |
| Amazon | 202.10 miliardi $ | 1.96$ |
Naturalmente, battere le aspettative potrebbe non essere sufficiente a sostenere le quotazioni.
Negli ultimi mesi, infatti, l’attenzione degli investitori si è progressivamente spostata dalla semplice crescita degli utili alla capacità delle aziende di trasformare gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale in flussi di cassa.
Il vero rischio è quanto costa l’intelligenza artificiale
Secondo un’analisi pubblicata su Investing.com il 26 ottobre, gli investimenti delle grandi aziende tecnologiche stanno assorbendo una quota crescente della liquidità generata dalle attività operative.
La situazione appare particolarmente delicata per Amazon, il cui rapporto tra spese in conto capitale (CapEx) e flusso di cassa operativo ha raggiunto il 108%.
In altre parole, Amazon sta investendo in infrastrutture più di quanto riesca a generare attraverso la propria attività operativa, una situazione che contribuisce a mettere sotto pressione il free cash flow.
Per Alphabet il rapporto si colloca indicativamente tra il 64% e il 71%, mentre Microsoft mantiene un livello intorno al 60-65%.
Quest’ultima conserva inoltre una posizione finanziaria particolarmente solida, con rating AAA/Aaa e un free cash flow positivo di 19,6 miliardi di dollari nel trimestre concluso a giugno.
Per il mercato, quindi, il vero banco di prova non sarà soltanto la crescita di Azure, Google Cloud e AWS, ma soprattutto la capacità di sostenere questi investimenti senza compromettere la redditività futura.
Quale Big Tech offre il miglior rapporto rischio/rendimento?
Abbiamo analizzato le tre società attraverso WarrenAI di InvestingPro, confrontando le quotazioni del 23 ottobre con il Fair Value aggiornato al 26 ottobre.
| Titolo | Prezzo | Fair Value | Potenziale |
|---|---|---|---|
| Microsoft | 524.51$ | 561.92$ | +7.1% |
| Alphabet | 320.21$ | 331.50$ | +3.5% |
| Amazon | 248.00$ | 272.07$ | +9.7% |
Fonte: InvestingPro, 26 ottobre 2026. I Fair Value sono stime modellistiche, non obiettivi di prezzo garantiti.
Amazon presenta il maggiore potenziale rialzista, con una sottovalutazione teorica di quasi il 10%. Tuttavia, è anche quella maggiormente esposta al rischio di un ulteriore incremento degli investimenti, accompagnato da una generazione di cassa insufficiente.
Alphabet appare invece la più debole tecnicamente. Il titolo quota sotto la media mobile a 200 giorni e presenta un RSI vicino a 31, quindi prossimo all’area di ipervenduto. Un’eventuale trimestrale positiva potrebbe favorire un rimbalzo, ma il potenziale indicato dal Fair Value resta limitato.
Microsoft sembra offrire il profilo più equilibrato. Il potenziale rialzista stimato è del 7,1%, inferiore a quello di Amazon, ma accompagnato da una maggiore solidità finanziaria e da una capacità di generare liquidità ancora significativa.
Questo non significa necessariamente che Microsoft sia destinata a registrare la migliore performance dopo la trimestrale, ma che, sulla base dei dati disponibili, presenta un equilibrio più favorevole tra opportunità e rischi.
Le trimestrali possono invertire la recente debolezza di Wall Street?
L’appuntamento arriva in una fase delicata per il mercato americano, reduce da nuove vendite sul comparto tecnologico e da crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
A complicare il quadro ci sarà anche la riunione della Federal Reserve del 28 ottobre. Gli investitori si aspettano tassi invariati, ma seguiranno con attenzione le indicazioni sulle prossime decisioni di politica monetaria.
A nostro avviso, le trimestrali di Microsoft, Alphabet e Amazon potrebbero rappresentare un importante catalizzatore per l’S&P 500, ma difficilmente basteranno da sole a determinare la direzione del mercato nei prossimi mesi.
Tra i tre titoli, Microsoft rimane quello che preferiamo in termini di solidità finanziaria e rapporto rischio/rendimento, mentre Amazon potrebbe offrire maggiori opportunità a fronte di una volatilità potenzialmente più elevata.
Per chi investe attraverso ETF sull’S&P 500 con un orizzonte di lungo periodo, non riteniamo necessario modificare il portafoglio esclusivamente per anticipare questi risultati.
Piuttosto, sarà interessante osservare la reazione dei mercati: non soltanto ai numeri pubblicati, ma soprattutto alle prospettive di crescita, agli investimenti annunciati e alla capacità delle aziende di generare cassa.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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