Fed e Tesoro USA in direzioni opposte: Warsh apre a nuovi rialzi dei tassi

di: Alessio Moretti 31 Agosto 2026 11:23

wall street borsa

Il discorso di Kevin Warsh a Jackson Hole ha lanciato un messaggio piuttosto chiaro ai mercati: la Federal Reserve non considera ancora conclusa la lotta contro l’inflazione. Contemporaneamente, però, il Tesoro americano si prepara ad aumentare i riacquisti di titoli a lunga scadenza, esercitando una pressione al ribasso proprio sui rendimenti attraverso i quali si trasmette buona parte della politica monetaria.

Fed e Tesoro USA sembrano quindi spingere le condizioni finanziarie in direzioni differenti.

Warsh mette la stabilità dei prezzi al primo posto

A Jackson Hole, il presidente della Fed ha respinto l’utilizzo sistematico della forward guidance, evitando di anticipare esplicitamente le prossime decisioni sui tassi. La direzione indicata è stata comunque restrittiva.

Warsh ha ribadito che l’obiettivo d’inflazione del 2% rimane fermo e che i recenti dati più favorevoli non dimostrano ancora un miglioramento sufficiente della tendenza di fondo. Con l’inflazione PCE al 3,7% e il mercato del lavoro vicino alla piena occupazione, la priorità della Fed torna a essere chiaramente la stabilità dei prezzi.

Il presidente si è dichiarato “impegnato in una disciplina, non in una decisione”, mantenendo aperte tutte le opzioni. Gli investitori hanno però interpretato l’intervento come un segnale della possibile necessità di un nuovo aumento dei tassi Fed. Federal Reserve

Barclays, dopo il discorso, ha modificato le proprie previsioni e ora si aspetta due rialzi da 25 punti base entro la fine del 2026, uno a settembre e uno a dicembre.

Rendimenti USA in rialzo e curva più piatta

La reazione del mercato obbligazionario è stata immediata. Il rendimento del Treasury a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sulla politica monetaria, è salito di circa 12 punti base fino al 4,35%. Il decennale ha registrato un incremento più contenuto, portandosi intorno al 4,72%.

La probabilità implicita di un rialzo dei tassi a settembre è passata da circa il 35% a oltre il 57%, arrivando successivamente sopra il 60%. Reuters

Il maggiore aumento dei rendimenti a breve rispetto a quelli a lungo termine ha prodotto un appiattimento della curva dei Treasury. Nel breve periodo questa configurazione potrebbe sostenere il dollaro, grazie all’aumento dei rendimenti americani e alla rinnovata credibilità antinflazionistica della Fed.

Il Tesoro USA aumenta i riacquisti di bond

A complicare lo scenario interviene il Dipartimento del Tesoro. Dal 9 settembre, i riacquisti destinati ai Treasury con scadenze comprese tra 10 e 30 anni saranno almeno raddoppiati, passando da un massimo di 2 miliardi ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione. Dipartimento del Tesoro USA

Il programma dovrebbe migliorare la liquidità e assorbire parte dei titoli a lunga scadenza presenti sul mercato, contribuendo a contenere i rendimenti. Non risolve però il problema dell’elevata offerta di debito legata al deficit federale.

Se gli investitori interpretassero i riacquisti come un tentativo di controllare artificialmente i rendimenti, il rischio potrebbe trasferirsi dai Treasury al dollaro. La valuta americana diventerebbe così la valvola di sfogo delle tensioni fiscali.

Fed e Tesoro rischiano di ostacolarsi

La contraddizione è evidente. La Fed vuole mantenere condizioni finanziarie sufficientemente restrittive, mentre il Tesoro, comprimendo i rendimenti a lungo termine, potrebbe ridurre i tassi sui mutui e il costo del credito alle imprese, sostenendo anche le valutazioni azionarie.

Il risultato potrebbe essere una curva ancora più piatta: rendimenti a breve sostenuti dal rischio di nuovi rialzi Fed e tassi a lunga scadenza contenuti dai riacquisti del Tesoro. Paradossalmente, proprio l’allentamento delle condizioni finanziarie sul tratto lungo potrebbe costringere Warsh a intervenire con maggiore decisione sui tassi ufficiali.

Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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