Fra i risultati trimestrali delle grandi aziende, nella giornata di giovedì sono emersi segnali contrastanti ma nel complesso indicativi delle principali tendenze dell’economia globale: forte spinta dall’intelligenza artificiale nel tech, resilienza nel settore delle materie prime e pressioni sui costi per il comparto dei trasporti.
Di seguito le aziende più importanti che hanno rilasciato i conti.
Intel
Intel ha aperto il 2026 con risultati superiori alle attese. I ricavi del primo trimestre si sono attestati a 13,6 miliardi di dollari, in crescita del 7% su base annua e oltre il consenso di 12,4 miliardi. L’utile per azione (non-GAAP) ha raggiunto 0,29 dollari, anch’esso sopra le previsioni.
Per il secondo trimestre, l’azienda prevede ricavi tra 13,8 e 14,8 miliardi e un EPS di 0,20 dollari, entrambi migliori delle stime di mercato. Il margine lordo è atteso al 39%.
Particolarmente forte il segmento Data Center & AI, con 5,05 miliardi di ricavi e crescita a doppia cifra. Anche il business Foundry (5,42 miliardi) mostra progressi più rapidi del previsto. Il CEO ha sottolineato un forte aumento della domanda di CPU, trainato dall’AI, in particolare da applicazioni di inferenza e sistemi “agentici”.
Freeport-McMoRan
Ha registrato utili superiori alle aspettative, con un EPS rettificato di 0,57 dollari (vs 0,45 stimati) e ricavi pari a 6,23 miliardi, oltre il consenso.
Tuttavia, la produzione di rame è calata del 24% su base annua (662 milioni di libbre), penalizzata da una riduzione della capacità operativa in Indonesia.
Nonostante ciò, il CEO ha evidenziato una crescita complessiva di ricavi, flussi di cassa e utili rispetto all’anno precedente. Sul fronte strategico, il Cile ha annunciato una riduzione del 30% nei tempi di autorizzazione, un fattore chiave anche per il progetto El Abra da 7,5 miliardi sviluppato con Codelco.
Lockheed Martin
Ha invece deluso il mercato. I risultati del primo trimestre sono stati inferiori alle attese di Wall Street, che prevedevano 6,72 dollari per azione su ricavi di 18,24 miliardi.
Un segnale particolarmente negativo è arrivato dal flusso di cassa, diventato negativo nel periodo.
American Airlines
ha riportato una perdita per azione rettificata di 0,40 dollari, comunque migliore delle attese (-0,46). I ricavi da passeggeri hanno raggiunto 12,5 miliardi, in linea con le previsioni.
Il CEO ha parlato di un primo trimestre record e di prospettive altrettanto solide per il secondo, ma ha rivisto al ribasso le stime per l’intero 2026 a causa dell’impennata dei costi del carburante. Ha inoltre espresso contrarietà a una possibile fusione con United Airlines, ritenendola sfavorevole per i clienti.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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