La seduta di martedì è stata piuttosto movimentata per il mercato obbligazionario globale. I rendimenti dei Treasury statunitensi hanno chiuso in rialzo lungo tutta la curva, mentre in Europa si è assistito a un movimento opposto, con cali diffusi soprattutto sui titoli governativi di Germania, Regno Unito e Italia.
Treasury USA in rialzo, ma con forte volatilità
Negli Stati Uniti i rendimenti hanno registrato un aumento generalizzato. Il Treasury decennale è salito di 6,4 punti base, portandosi al 4,164%, mentre il biennale ha guadagnato 6,1 punti base, arrivando al 3,611%.
Nel corso della giornata però la dinamica non è stata lineare. In apertura i rendimenti erano scesi dopo alcune dichiarazioni del presidente americano che lasciavano intendere una possibile risoluzione a breve del conflitto tra Israele e Iran sostenuto dagli Stati Uniti.
La situazione si è complicata poco dopo, quando la Casa Bianca ha chiarito che la marina militare statunitense non ha scortato navi commerciali nello Stretto di Hormuz, smentendo di fatto un messaggio pubblicato sui social dal Segretario all’Energia Chris Wright, poi cancellato, in cui si parlava dell’accompagnamento di una petroliera da parte della US Navy.
Negli ultimi giorni i rendimenti americani hanno mostrato oscillazioni significative, in parte legate al timore che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare nuove pressioni inflazionistiche. Questo scenario potrebbe spingere la Federal Reserve a rinviare eventuali tagli dei tassi.
Curva dei rendimenti leggermente più ripida
Il differenziale tra Treasury a 2 e 10 anni si è leggermente ampliato, con la curva che si è irripidita di circa 0,3 punti base, portando lo spread a 55,3 punti base.
Gli investitori guardano ora ai prossimi dati macroeconomici. In particolare, venerdì è attesa la pubblicazione dell’indice PCE (Personal Consumption Expenditures), una delle misure di inflazione più seguite dalla Fed.
Le stime indicano:
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inflazione headline: +0,3% su base mensile
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inflazione core: +0,4%
Numeri che potrebbero influenzare direttamente le aspettative sui tassi.
Aste del Tesoro USA: domanda tiepida
Martedì il Tesoro americano ha inaugurato la settimana di collocamenti con un’asta da 58 miliardi di dollari di titoli a tre anni, la prima parte di un programma complessivo da 119 miliardi di emissioni.
La domanda è risultata piuttosto moderata. I titoli sono stati assegnati con un rendimento massimo del 3,579%, circa 1 punto base sopra i livelli di mercato prima dell’asta.
Anche il bid-to-cover ratio, indicatore della domanda degli investitori, si è fermato a 2,55 volte, il livello più basso dallo scorso agosto.
Nei prossimi giorni il Tesoro continuerà con:
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39 miliardi di dollari di Treasury a 10 anni
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22 miliardi di dollari di bond trentennali
Europa: rendimenti in calo
Mentre negli Stati Uniti i rendimenti salivano, in Europa il movimento è stato opposto.
In Germania il rendimento del Bund decennale è sceso di 2,2 punti base, al 2,840%, dopo aver toccato in precedenza il livello più alto da quasi un anno.
Il titolo biennale tedesco, molto sensibile alle aspettative sulla politica monetaria della BCE, è invece sceso di 6,7 punti base al 2,260%, dopo aver toccato lunedì il 2,476%, massimo da circa 19 mesi.
Nonostante il calo dei rendimenti, i mercati monetari continuano a indicare circa il 60% di probabilità di un rialzo dei tassi della BCE entro luglio, con un aumento di un quarto di punto completamente scontato entro fine anno.
Molti economisti però restano scettici su questo scenario. In passato la BCE ha spesso ignorato picchi inflazionistici legati al petrolio, soprattutto quando i prezzi energetici elevati coincidevano con una crescita economica debole.
Italia: spread in restringimento
Anche il mercato obbligazionario italiano ha registrato una seduta positiva.
Il rendimento del BTP decennale è sceso di 9,7 punti base, portandosi al 3,533%. Di conseguenza si è ridotto anche lo spread con il Bund tedesco, sceso a 69,3 punti base, circa 7,5 punti base in meno rispetto alla seduta precedente.
Un movimento che segnala un miglioramento relativo della percezione di rischio sul debito italiano, almeno nel breve periodo.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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