Stellantis vs Nexi: quale titolo offre oggi il miglior rapporto rischio/rendimento?
di: Alessio Moretti 26 Maggio 2026 10:19

Protagonisti di un 2025 disastroso e risultati finanziari al di sotto delle attese, Nexi e Stellantis restano comunque fra le aziende più seguite dagli investitori di Piazza Affari.
Entrambe condividono alcuni elementi chiave: forti ribassi dai massimi storici, valutazioni ai minimi, dividendi molto elevati, aspettative di recupero nel 2026 ma anche fondamentali ancora fragili.
Negli ultimi mesi si è visto qualche timido segnale di rimbalzo, quindi la questione centrale per il mercato è capire quale delle due società presenti oggi il miglior equilibrio tra rischio e potenziale di rivalutazione.
In questo articolo cerchiamo di fare un confronto approfondito fra Nexi e Stellantis grazie ai dati forniti da InvestingPro.
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Titoli ai minimi e multipli compressi
Negli ultimi cinque anni Nexi ha lasciato sul terreno circa il 74,7%, mentre Stellantis ha registrato una flessione del 39,9%. Entrambe, tuttavia, continuano a trattare ben al di sotto dei rispettivi massimi storici, con drawdown prossimi al 76%.

Anche il 2026 si è aperto in modo debole:
- Nexi quota intorno a 3,56 euro;
- Stellantis si muove nell’area dei 6,61 euro.
Su base annua i ribassi restano consistenti:
- Nexi: -25,3%;
- Stellantis: -26,6%.
Il dato più interessante riguarda però le valutazioni forward. Il mercato tratta oggi Nexi a circa 5 volte gli utili attesi 2026 e Stellantis a 8,4 volte, livelli che in condizioni normali potrebbero attrarre investitori value-oriented. Nel contesto attuale, invece, questi multipli riflettono soprattutto l’elevato premio al rischio incorporato dai mercati.
Stellantis: dividendo elevato ma cash flow sotto pressione
Per Stellantis il 2025 ha segnato un deterioramento significativo della redditività operativa. Il gruppo ha evidenziato:
- RoE negativo del 33,1%;
- ROIC negativo del 4,8%;
- utile operativo in territorio negativo;
- pressione crescente sulla generazione di cassa.
A pesare sono stati soprattutto il rallentamento della domanda globale, la competizione sui prezzi nel comparto elettrico e l’aumento dei costi industriali.
Nel tentativo di rilanciare la crescita, il management ha presentato il piano FaSTLAne 2030, che prevede:
- 60 miliardi di euro di investimenti;
- lancio di 60 nuovi modelli;
- revisione della capacità produttiva europea.
La reazione del mercato, tuttavia, è stata fredda: il titolo ha perso circa il 5% nella seduta successiva all’Investor Day del 21 maggio 2026, segnale evidente dello scetticismo degli investitori sulla capacità del gruppo di tradurre il piano industriale in un recupero concreto dei margini.
Il punto più delicato resta infatti il free cash flow, attualmente negativo (-49,6%), in un contesto di leverage elevato (D/E all’85,9%). Una combinazione che aumenta la sensibilità del gruppo sia ai tassi sia all’eventuale prosecuzione della debolezza della domanda automotive.
Sul fronte azionario, il principale elemento di supporto rimane il dividendo, tra i più elevati del settore europeo. Tuttavia, senza un recupero strutturale della redditività, il mercato continua a interrogarsi sulla sostenibilità della distribuzione nel medio termine.
Nexi: valutazioni depresse ma forte leva sul turnaround
La situazione di Nexi appare diversa, pur restando caratterizzata da criticità rilevanti.
Il gruppo fintech continua a scontare il ridimensionamento delle aspettative di crescita che avevano sostenuto il comparto dei pagamenti digitali negli anni post-pandemia. Nel 2025 la società ha registrato:
- RoE negativo del 37,5%;
- utile netto in perdita;
- ricavi attesi in calo del 41,8%;
- leverage elevato, con D/E al 96,2%.
Numeri che giustificano buona parte della correzione del titolo.
Tuttavia, a differenza di Stellantis, Nexi mantiene ancora una capacità significativa di generazione di cassa. Il free cash flow yield si attesta infatti intorno al 19,1%, livello particolarmente elevato nel panorama europeo.
A questo si aggiungono:
- programmi di buyback aggressivi;
- multipli fortemente compressi;
- un PEG forward vicino allo zero (0,04), indicatore che segnala aspettative di crescita molto elevate rispetto ai prezzi correnti.
Il consenso degli analisti resta prudente ma non completamente negativo:
- target medio a 3,84 euro;
- upside teorico intorno al 36,4%;
- target più ottimistici fino a 6 euro.
Il mercato, in sostanza, sembra prezzare uno scenario di stagnazione prolungata. Qualsiasi miglioramento credibile sul fronte della redditività potrebbe quindi generare una rivalutazione significativa del titolo.
Due profili di rischio molto diversi
Il confronto tra Stellantis e Nexi mette di fronte due logiche di investimento differenti.
Stellantis mantiene una natura più ciclica e “income-oriented”: il dividendo elevato rappresenta oggi il principale elemento di attrattività, ma il deterioramento della generazione di cassa e la pressione sui margini aumentano il rischio che il titolo si trasformi in una classica value trap.
Nexi, al contrario, presenta un profilo più speculativo. La volatilità resta elevata e il turnaround operativo è ancora tutto da verificare, ma il mercato sembra aver già incorporato gran parte delle criticità nei prezzi attuali.
In altre parole:
- Stellantis offre maggiore stabilità industriale ma minore visibilità sul recupero dei margini;
- Nexi presenta rischi superiori, ma anche un potenziale di rerating più marcato in caso di inversione del ciclo operativo.
Quale titolo appare oggi più interessante
Alla luce dei dati disponibili, Nexi sembra oggi offrire un profilo rischio/rendimento più interessante, pur restando un investimento adatto esclusivamente a investitori con elevata tolleranza alla volatilità.
Le ragioni principali sono tre:
- valutazioni estremamente depresse;
- forte capacità di generazione di cassa;
- maggiore potenziale di rivalutazione in caso di normalizzazione della redditività.
Stellantis continua invece a scontare un’incertezza significativa sul fronte operativo e della sostenibilità dei flussi di cassa, nonostante un dividend yield particolarmente generoso.
Per il mercato, dunque, la partita resta aperta. Ma allo stato attuale Nexi appare il titolo con il maggiore upside potenziale, a fronte però di un rischio operativo decisamente più elevato.
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Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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