SanDisk perde il 6,45%: occasione di acquisto o segnale d’allarme?

di: Alessio Moretti 25 Agosto 2026 10:05

crollo titolo sandisk

Le azioni SanDisk (NASDAQ: SNDK) hanno chiuso l’ultima seduta in ribasso del 6,45%, a 1.493,12 dollari, dopo aver perso ancora di più durante la giornata. A innescare le vendite sono state alcune indiscrezioni secondo cui l’amministrazione Trump potrebbe permettere ad Apple di acquistare memorie prodotte dalle società cinesi CXMT e YMTC.

Perché l’accordo tra Apple e i produttori cinesi preoccupa SanDisk

Le due società cinesi interessate svolgono attività differenti. YMTC produce memorie NAND flash e rappresenta quindi un concorrente diretto di SanDisk. CXMT è invece specializzata nelle memorie DRAM, ma sta investendo per espandersi nel mercato delle memorie ad alte prestazioni.

SanDisk sta sviluppando la tecnologia High Bandwidth Flash (HBF), basata su memorie NAND sovrapposte e progettata per gestire i carichi di lavoro legati all’inferenza dell’intelligenza artificiale. Secondo la società, questa soluzione potrebbe offrire una larghezza di banda paragonabile a quella delle memorie HBM, ma con una capacità da 8 a 16 volte superiore a costi simili. Di conseguenza, anche CXMT potrebbe diventare nel tempo una minaccia indiretta per SanDisk, soprattutto se riuscisse a rafforzarsi nel segmento HBM. SanDisk e SK hynix stanno già collaborando alla standardizzazione della tecnologia HBF.

Per il momento, tuttavia, il rischio appare circoscritto. Le indiscrezioni non rappresentano ancora una decisione ufficiale e la stessa fonte che ha riportato la notizia le considera solamente “plausibili”. Inoltre, l’eventuale fornitura sarebbe inizialmente concentrata sui dispositivi Apple commercializzati in Cina. Il possibile via libera resta quindi soprattutto un’ipotesi politica e commerciale.

La concorrenza cinese è davvero una minaccia immediata?

CXMT e YMTC stanno crescendo rapidamente, ma devono ancora superare ostacoli importanti. Apple impone standard molto elevati e non avrebbe ancora certificato un numero sufficiente di prodotti cinesi per utilizzarli su vasta scala.

Esiste poi un problema di capacità produttiva. CXMT ha raccolto 8,6 miliardi di dollari attraverso la quotazione a Shanghai, mentre YMTC avrebbe presentato domanda per un’IPO da circa 4,9 miliardi. Queste risorse potranno finanziare nuovi impianti e accelerare lo sviluppo tecnologico, ma l’espansione non avverrà dall’oggi al domani.

Nel breve periodo, quindi, è difficile immaginare che Apple possa sostituire rapidamente i suoi attuali fornitori. Nel medio-lungo termine, invece, l’ingresso dei produttori cinesi nelle catene di fornitura occidentali potrebbe aumentare la capacità disponibile e ridurre il potere di determinazione dei prezzi di SanDisk.

Fondamentali solidi, ma valutazione impegnativa

Analizzando il titolo tramite InvestingPro possiamo notare come i risultati aziendali continuano a mostrare una crescita eccezionale.

Nell’ultimo trimestre fiscale SanDisk ha riportato ricavi per 8,97 miliardi di dollari, in aumento del 51% rispetto al trimestre precedente. Nell’intero esercizio 2026 il fatturato ha raggiunto 20,25 miliardi, con una crescita del 175%, mentre i ricavi del segmento data center sono aumentati del 437%. I dati confermano la forte esposizione della società alla domanda generata dall’AI.

Il problema principale resta il prezzo. Nonostante il titolo abbia perso circa il 47% dal massimo storico di giugno, SanDisk viene ancora scambiata a 13,9 volte il valore contabile e 10,8 volte le vendite degli ultimi dodici mesi. Multipli che lasciano poco spazio a eventuali delusioni.

Le valutazioni di InvestingPro rimangono comunque positive: il target medio degli analisti si attesta a 2.126,17 dollari, mentre il modello DCF segnala un potenziale rialzo del 44,7%. Anche il consensus è rialzista, con 19 raccomandazioni Buy e quattro Hold.

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Comprare azioni SanDisk dopo il crollo?

Il ribasso del 6,45% non sembra indicare, almeno per ora, un deterioramento dei fondamentali. Il mercato ha reagito soprattutto al rischio che l’ingresso di nuovi concorrenti possa ridurre, nel tempo, i margini e il potere contrattuale di SanDisk.

Gli investitori dovrebbero però considerare con attenzione la combinazione tra valutazione elevata, volatilità estrema e posizionamento istituzionale particolarmente affollato. Dopo un guadagno superiore al 3.000% nell’arco di un anno, le correzioni possono diventare molto violente anche in assenza di un reale peggioramento del business.

SanDisk rimane una delle società meglio posizionate per beneficiare della crescente domanda di memorie destinate all’intelligenza artificiale.

Il recente crollo, tuttavia, non rende automaticamente il titolo conveniente anche perchè dal punto di vista tecnico, SanDisk sta ora testando un’area particolarmente importante, sia sotto il profilo grafico sia psicologico, situata intorno ai 1.500 dollari.

Poco al di sotto di questo livello transita anche la media mobile a 200 ore, che potrebbe offrire un primo sostegno alle quotazioni.

Una rottura netta e confermata di quest’area potrebbe favorire un’estensione della correzione, con il rischio di assistere a un test del successivo supporto, individuabile intorno ai 1.300 dollari. Il trend di lungo periodo rimane comunque rialzista: solamente una chiusura giornaliera al di sotto dei 1.000 dollari, livello in prossimità del quale passa anche la media mobile a 200 giorni, rappresenterebbe un segnale tecnico sufficientemente forte da mettere in discussione l’attuale struttura positiva.

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Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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