Sta arrivando il trimestre migliore per le Borse: su quali azioni puntare?
di: Filippo Giannini 21 Settembre 2026 9:24

Ottobre è ormai alle porte e per Wall Street sta per iniziare quello che, statisticamente, è il periodo più favorevole dell’anno.
Dal 1985, l’S&P 500 ha chiuso il quarto trimestre in rialzo 34 volte su 41, registrando un guadagno medio di circa il 4,4%. Allargando ulteriormente l’orizzonte temporale, il quadro cambia poco: dal 1950 l’indice ha terminato positivamente 61 quarti trimestri su 76, circa l’80% dei casi, con un rendimento medio del 4,2%.
Numeri decisamente superiori rispetto agli altri trimestri dell’anno.
La domanda è quindi se anche il 2026 possa rispettare questa tendenza e, soprattutto, quali azioni potrebbero beneficiare maggiormente di un eventuale rally di fine anno.
Perché il quarto trimestre tende a essere positivo?
Dietro alla stagionalità non c’è necessariamente un’unica spiegazione. Il Q4 concentra però diversi catalizzatori: la stagione dello shopping natalizio, Black Friday e Cyber Monday, l’utilizzo degli ultimi budget aziendali prima della chiusura dell’esercizio e, spesso, un riposizionamento dei portafogli in vista dell’anno successivo.
Non a caso, Consumer Discretionary e Technology sono due dei settori che possono trovare importanti catalizzatori proprio negli ultimi mesi dell’anno.
La statistica, tuttavia, non rappresenta una garanzia.
Dal 1985 l’S&P 500 ha chiuso negativamente il Q4 soltanto sette volte, ma in tre occasioni le perdite sono state molto pesanti: circa -23% nel 1987, -23% nel 2008 e -14% nel 2018.
Ed è proprio il 2018 il precedente da osservare con maggiore attenzione.
Il rischio Fed incombe sul rally di fine anno
Il 16 settembre la Federal Reserve ha aumentato i tassi di 25 punti base, portando il range al 3,75%-4%. È stato il primo rialzo dal 2023 e potrebbe non essere l’ultimo del 2026.
Una politica monetaria più restrittiva aumenta il rendimento richiesto dagli investitori e può pesare soprattutto sui titoli con valutazioni elevate.
Il precedente del 2018 dimostra che la stagionalità può essere travolta dalle condizioni macroeconomiche: quell’anno la Fed aumentò i tassi anche a dicembre e il Nasdaq perse circa il 17% durante il quarto trimestre.
Il Q4 parte quindi con statistiche favorevoli, ma in un contesto nel quale inflazione, tassi e valutazioni rimangono elementi da monitorare.
Due azioni che potrebbero beneficiare del Q4
Abbiamo chiesto al WarrenAI di InvestingPro di individuare due società particolarmente interessanti in vista degli ultimi tre mesi dell’anno. La selezione ha portato ad Amazon e Arista Networks.
Amazon: la stagione più importante dell’anno
Per Amazon (AMZN) il catalizzatore è piuttosto evidente. Prime Day autunnale, Black Friday, Cyber Monday e shopping natalizio rendono il Q4 uno dei periodi più importanti per l’e-commerce.
Ma oggi Amazon non è più soltanto retail.
L’aumento del peso di AWS e advertising sta migliorando la qualità dei ricavi e la marginalità del gruppo. Secondo i dati InvestingPro, il margine lordo è passato dal 42% del 2021 al 50,3% nel 2025, mentre gli analisti indicano attualmente un potenziale rialzo medio intorno al 29%.
Il Fair Value di InvestingPro risulta invece più prudente, con un upside vicino all’8%.
Amazon combina quindi stagionalità favorevole e crescita dei business a maggiore marginalità, due elementi che potrebbero sostenerla in caso di mercato positivo nel Q4.
Arista Networks: una scommessa sull’infrastruttura AI
La seconda scelta è Arista Networks (ANET), società sempre più centrale nel networking per data center e infrastrutture AI.
Arista ha chiuso il secondo trimestre 2026 con ricavi superiori a 3 miliardi di dollari, +37,7% su base annua, mantenendo margini operativi estremamente elevati.
Il possibile catalizzatore di fine anno arriva sia dalla spesa degli hyperscaler per l’intelligenza artificiale sia dall’accelerazione degli investimenti IT aziendali.
Qui però il rischio è soprattutto la valutazione: con un P/E superiore a 60 volte gli utili, il mercato incorpora già aspettative molto elevate. Arista potrebbe quindi beneficiare fortemente di un Q4 positivo, ma sarebbe anche più vulnerabile qualora tornassero tensioni sui tassi o rallentasse la spesa AI.
Q4 favorevole, ma quest’anno sarà la Fed a dettare il ritmo
La storia assegna al quarto trimestre probabilità decisamente favorevoli, ma il 1987, il 2008 e soprattutto il 2018 ricordano che quando il quadro macroeconomico cambia rapidamente, la stagionalità può passare in secondo piano. Ed è proprio per questo che nel 2026 gli investitori dovranno probabilmente guardare più alla Federal Reserve che al calendario.
Il rialzo dei tassi del 16 settembre ha portato il costo del denaro al 3,75%-4% e, soprattutto, ha segnato un cambio di passo nella politica monetaria americana. La Fed continua infatti a giudicare l’inflazione troppo elevata e le nuove proiezioni indicano un tasso mediano al 4,1% alla fine del 2026, lasciando quindi aperta la porta a un ulteriore intervento restrittivo entro dicembre.
La situazione è resa ancora più delicata dal fatto che l’economia statunitense continua a mostrarare una buona capacità di tenuta. La stessa Fed prevede per il 2026 una crescita del PIL reale del 2,3%, una disoccupazione al 4,1% e un’inflazione PCE ancora al 3,7%, con la componente core al 3,4%. In altre parole, almeno per il momento non emerge un deterioramento economico tale da costringere la banca centrale ad allentare rapidamente la politica monetaria.
Ed è qui che si giocherà probabilmente la partita del Q4. Se l’inflazione dovesse mostrare segnali convincenti di rallentamento, i mercati potrebbero iniziare a scontare una Fed meno aggressiva, consentendo alla tradizionale forza stagionale di fine anno di trovare ulteriore carburante. Uno scenario che potrebbe favorire soprattutto Technology e Consumer Discretionary.
Al contrario, nuovi dati sull’inflazione superiori alle attese o segnali ancora più restrittivi da parte della Fed potrebbero spingere nuovamente verso l’alto i rendimenti obbligazionari. E con valutazioni già elevate in numerose aree del mercato, la pressione potrebbe concentrarsi soprattutto sui titoli growth.
È un aspetto particolarmente importante anche per le due società individuate dal WarrenAI. Amazon può contare sui catalizzatori stagionali dell’e-commerce e sulla crescita di AWS e advertising, mentre Arista Networks rimane esposta a uno dei trend strutturali più forti del mercato, quello delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Ma proprio Arista, con multipli molto più elevati, potrebbe essere maggiormente sensibile a un eventuale nuovo aumento dei rendimenti.
Il quarto trimestre parte quindi con una statistica dalla sua parte, ma nel 2026 potrebbe essere la Fed a stabilire quanto potrà contare davvero la stagionalità. Per gli investitori, i prossimi dati su inflazione e mercato del lavoro e le indicazioni provenienti dai prossimi meeting FOMC potrebbero diventare più importanti del semplice fatto che ottobre, novembre e dicembre siano storicamente i mesi migliori per Wall Street.
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Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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