Borse USA in rialzo grazie alla tecnologia e a una stagione delle trimestrali che parte con il piede giusto
di: Filippo Giannini 15 Luglio 2026 10:11

Le principali Borse statunitensi hanno chiuso la seduta di lunedì in territorio positivo, sostenute dalla forza del comparto tecnologico e da un avvio particolarmente solido della stagione delle trimestrali del secondo trimestre (Q2).
Il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,90%, mentre lo S&P 500 è salito dello 0,38%. Più contenuto il rialzo del Dow Jones Industrial Average, che ha terminato la giornata praticamente invariato a +0,02% (+9,63 punti), penalizzato dal forte calo di IBM, crollata del 25,21% dopo una pesante revisione al ribasso delle prospettive sugli utili.
Trimestrali Q2: le grandi banche USA sorprendono il mercato
La stagione delle trimestrali è iniziata con risultati superiori alle attese, soprattutto per il settore bancario. L’intensa attività sui mercati finanziari, la ripresa delle operazioni di raccolta di capitale e l’elevata volatilità hanno favorito un significativo incremento della redditività dei principali istituti di credito americani.
JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo hanno registrato utili complessivi superiori a 49 miliardi di dollari, in crescita del 39% rispetto allo stesso periodo del 2025 e ben oltre le stime degli analisti. Anche i ricavi hanno mostrato un’espansione superiore al 20%, confermando la solidità del settore.
Economia USA ancora resiliente grazie ai consumi
Oltre ai risultati delle banche, anche le aziende orientate ai consumatori hanno evidenziato performance positive, segnale di un’economia statunitense ancora sostenuta da una domanda interna robusta e da un clima favorevole per le imprese.
Durante la conference call sui risultati, il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, ha commentato che lo scenario economico è “vicino al migliore possibile”. Un dato che trova conferma anche nell’attività di fusioni e acquisizioni (M&A): nel primo semestre dell’anno i volumi sono aumentati del 72% negli Stati Uniti e del 45% a livello globale, raggiungendo i livelli più elevati mai registrati dal database Dealogic dal 1995.
Wall Street: reazioni contrastanti tra i titoli bancari
Nonostante i risultati complessivamente brillanti, l’andamento in Borsa dei principali istituti è stato eterogeneo.
- Goldman Sachs ha messo a segno un balzo del 9,00%, chiudendo su nuovi massimi storici.
- JPMorgan Chase è salita del 2,50%.
- Bank of America ha guadagnato l’1,88%.
Di contro:
- Citigroup ha perso oltre il 5,29%, dopo aver annunciato un incremento degli investimenti che ha alimentato i timori degli analisti sull’aumento dei costi operativi.
- Wells Fargo ha ceduto il 2,71%.
Gli analisti restano prudenti sulle prospettive
Nonostante il forte avvio della stagione delle trimestrali, gli osservatori di Wall Street invitano alla cautela. Le aspettative sugli utili restano molto elevate e permangono alcune criticità, tra cui:
- margini di crescita limitati per il reddito da interessi;
- incremento selettivo dei costi operativi;
- persistenti pressioni sul costo della raccolta dei depositi.
Sul fronte della redditività, gli investitori hanno accolto con favore il Return on Tangible Equity (RoTE) del 22% annunciato da JPMorgan, mentre hanno mostrato delusione per la decisione di Citigroup di non rivedere al rialzo il proprio obiettivo di redditività.
Consumi, credito e mercato del lavoro restano solidi
Nel corso delle presentazioni dei risultati, i vertici delle banche hanno ribadito la buona salute dell’economia americana.
Bank of America ha evidenziato una crescita della spesa dei consumatori del 5% nel primo semestre, accelerata al 6% nel secondo trimestre. Anche JPMorgan ha sottolineato come l’aumento dei consumi sia diffuso tra tutte le fasce della popolazione, senza confermare l’ipotesi di una cosiddetta “K-shaped economy“, caratterizzata da una forte divergenza tra famiglie ad alto e basso reddito.
Sul fronte del credito, la qualità degli attivi rimane generalmente stabile. Citigroup ha riportato performance migliori del previsto nel comparto delle carte di credito, mentre Wells Fargo ha registrato una riduzione di 10 punti base delle perdite nette su crediti rispetto all’anno precedente.
JPMorgan ha segnalato soltanto un lieve deterioramento degli standard di concessione del credito, mentre Wells Fargo ha evidenziato un crescente impiego di capitale verso attività a rischio più elevato, tra cui il finanziamento della costruzione di data center dedicati all’intelligenza artificiale.
Infine, sia JPMorgan sia Wells Fargo hanno ribadito la solidità del mercato del lavoro statunitense, sottolineando come la crescita dell’occupazione e dei salari continui a sostenere i consumi delle famiglie e a mitigare gli effetti dell’inflazione.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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