Nuovo rialzo del Petrolio: volatilità destinata a restare elevata

di: Filippo Giannini 14 Luglio 2026 10:30

analisi WTI

Prosegue la corsa del petrolio anche in questo martedì. Al momento della scrittura il WTI viene scambiato sopra gli 80 dollari al barile.

Il mercato è spinto dall’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai timori per possibili interruzioni delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio.

Nella seduta di lunedì il greggio ha registrato il maggiore rialzo giornaliero degli ultimi mesi.

Il Brent ha chiuso le contrattazioni a 83,21 dollari al barile, in rialzo del 9,52% (+7,23 dollari), segnando il livello più alto dell’ultimo mese e il maggiore incremento giornaliero in termini assoluti dallo scorso 2 aprile.

Anche il WTI (West Texas Intermediate) ha archiviato la seduta con un forte balzo, attestandosi a 78,00 dollari al barile, in progresso del 9,08% (+6,49 dollari), il miglior risultato giornaliero dalla fine di aprile.

Stretto di Hormuz sotto pressione: cresce il rischio per le forniture di petrolio

A sostenere le quotazioni è stata soprattutto la crescente preoccupazione per la sicurezza delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz, passaggio obbligato per una quota significativa delle esportazioni mondiali di greggio.

Secondo le ultime informazioni diffuse dal Joint Maritime Information Center, la marina statunitense avvierà un blocco navale lungo l’intera costa iraniana, comprendendo porti, terminal petroliferi e tutte le imbarcazioni in transito, indipendentemente dalla bandiera battuta.

La misura arriva dopo una serie di attacchi attribuiti all’Iran contro obiettivi navali e Paesi del Golfo nel corso del fine settimana. In risposta, gli Stati Uniti hanno effettuato raid contro diverse postazioni iraniane e successivamente informato il Congresso della ripresa di operazioni militari limitate.

A questo si aggiunge la decisione annunciata dalla Casa Bianca di reintrodurre il blocco delle esportazioni iraniane e di applicare una tariffa aggiuntiva pari al 20% del valore del carico per garantire il transito in sicurezza delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Minacce anche nel Mar Rosso: riflettori sullo Stretto di Bab el-Mandeb

Le tensioni non riguardano esclusivamente il Golfo Persico.

Esponenti di alto livello degli Houthi hanno dichiarato ai media locali l’intenzione di chiudere anche lo Stretto di Bab el-Mandeb, altra rotta strategica per il commercio internazionale, annunciando inoltre possibili attacchi contro infrastrutture energetiche saudite.

Nelle stesse ore diversi missili lanciati dallo Yemen verso l’Arabia Saudita sono stati intercettati dalle difese aeree saudite, dopo che Riyad aveva colpito alcune postazioni nell’area dell’aeroporto di Sana’a.

Cala il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz

I timori degli operatori trovano conferma anche nei dati sul traffico marittimo.

Secondo le rilevazioni di MarineTraffic, il numero di navi cisterna che attraversano lo Stretto di Hormuz si è ridotto di oltre il 50% rispetto alla settimana precedente nella prima metà di luglio. Nella sola giornata di domenica appena cinque petroliere hanno completato la traversata, segnale di una crescente prudenza da parte degli armatori.

OPEC e produzione mondiale: domanda ancora sostenuta

Sul fronte dei fondamentali, l’ultimo rapporto mensile dell’OPEC conferma uno scenario di domanda ancora robusto nel medio termine.

L’organizzazione ha mantenuto invariate le stime sulla produzione dei Paesi non aderenti alla Dichiarazione di Cooperazione (DoC), riducendo leggermente le previsioni di crescita della domanda globale per il 2026 ma migliorando quelle relative al 2027.

Nel frattempo, la produzione complessiva dell’OPEC è aumentata di oltre 3 milioni di barili al giorno rispetto al mese precedente, grazie soprattutto al forte incremento dell’offerta proveniente dagli Emirati Arabi Uniti. Al contrario, la produzione dei Paesi non OPEC aderenti agli accordi DoC è diminuita leggermente, penalizzata dal calo dell’output russo.

Nuove tensioni tra Russia e Ucraina

Anche il conflitto tra Russia e Ucraina continua ad alimentare le preoccupazioni sul mercato energetico.

Kiev ha intensificato gli attacchi contro infrastrutture petrolifere russe, colpendo depositi di carburante nella regione di Stavropol e serbatoi di stoccaggio presso il porto di Kavkaz, importante terminal per il carico di greggio nel sud della Russia.

Parallelamente, il Caspian Pipeline Consortium, responsabile di circa l’80% delle esportazioni petrolifere del Kazakistan, ha ridotto le forniture del 7% rispetto al mese precedente a causa di interventi di manutenzione sul giacimento di Tengiz e del rallentamento dei flussi provenienti dalla Russia.

Margini di raffinazione ai massimi storici

A completare il quadro rialzista contribuiscono anche i margini di raffinazione, che restano su livelli eccezionalmente elevati.

Lo spread di raffinazione CME 3-2-1 crack spread, uno degli indicatori più seguiti dal settore, si mantiene intorno ai 61 dollari al barile nel mese in corso, superando temporaneamente i 64 dollari durante la seduta di lunedì.

Petrolio: volatilità destinata a restare elevata

L’insieme di tensioni geopolitiche, riduzione dei flussi marittimi e persistenti criticità sull’offerta continua a sostenere i prezzi del petrolio. Tuttavia, l’elevata volatilità resta il principale elemento di attenzione per gli investitori. Eventuali sviluppi sul fronte militare o decisioni delle principali potenze coinvolte potrebbero determinare nuovi e rapidi movimenti delle quotazioni nelle prossime sedute, mantenendo il mercato del greggio al centro dell’attenzione degli operatori finanziari.

Informazioni sull'autore: Filippo Giannini

Autore Articolo: Filippo Giannini
Laureato in ingegneria, ha 15 anni di esperienza sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro Professional della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. La sua operatività si concentra su un approccio quasi esclusivamente automatico, attraverso algoritmi da lui creati e validati che sfruttano principalmente la volatilità e le inefficienze di mercato. Viene invitato regolarmente come relatore ai principali eventi italiani inerenti al trading e agli investimenti e collabora inoltre con broker e testate giornalistiche, realizzando analisi sui principali indici e cross valutari, oltre a seminari ed eventi formativi, sia dal vivo che on-line. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.

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