È arrivato il momento di acquistare azioni di Bank of America?
di: Filippo Giannini 16 Ottobre 2026 11:39

Le azioni Bank of America stanno attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi mesi. Dopo una brusca correzione, culminata con il sell-off successivo alla pubblicazione della trimestrale, il mercato ha trovato un rimbalzo su un livello chiave ed ora gli investitori iniziano a chiedersi se il peggio sia ormai alle spalle.
Il titolo ha chiuso la seduta del 15 ottobre a 51,70 dollari, accumulando una perdita del 10,7% nell’ultimo mese e del 15,9% negli ultimi tre mesi.
Un ribasso importante per uno dei principali istituti bancari americani, che potrebbe aver creato un’interessante opportunità di acquisto.
Ma Bank of America è davvero pronta al rimbalzo oppure il mercato sta anticipando problemi più profondi? Abbiamo analizzato il titolo attraverso WarrenAI di InvestingPro, esaminando fondamentali, valutazioni e indicatori tecnici.
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Perché le azioni Bank of America sono crollate?
La recente ondata di vendite è stata alimentata principalmente da due fattori: risultati trimestrali inferiori alle aspettative e una pesante sanzione regolamentare.
Il 14 ottobre Bank of America ha comunicato i risultati del terzo trimestre 2026, registrando ricavi per 30 miliardi di dollari, contro i 30,58 miliardi attesi dagli analisti.
L’utile per azione rettificato si è fermato a 1,08 dollari, leggermente sotto il consenso di 1,10 dollari.
A peggiorare la situazione è arrivata una sanzione da 1,2 miliardi di dollari legata a carenze nei controlli antiriciclaggio, che ha contribuito a ridurre l’utile netto a 6,9 miliardi di dollari.
Il mercato ha reagito duramente: nella seduta del 14 ottobre le azioni hanno perso fino all’8,7% durante gli scambi, prima di recuperare parzialmente e chiudere in calo di circa il 4,7%.
Ma la sanzione non rappresenta l’unico problema.
Le commissioni dell’investment banking sono diminuite dell’11%, mentre i ricavi delle attività di trading hanno registrato una contrazione del 5%. Particolarmente debole il segmento obbligazionario, che ha accusato una flessione del 17%.
Numeri che alimentano i dubbi sulla capacità della banca di mantenere gli elevati livelli di redditività raggiunti nei trimestri precedenti.
I fondamentali restano solidi
Nonostante le difficoltà, alcuni indicatori suggeriscono che il business principale di Bank of America rimanga solido.
Il margine di interesse netto (NII), calcolato su base imponibile equivalente, è cresciuto dell’8% su base annua, raggiungendo circa 16,6 miliardi di dollari.
I depositi si mantengono intorno ai 2.000 miliardi di dollari e i prestiti hanno continuato a crescere per il decimo trimestre consecutivo.
Anche il segmento Wealth Management ha mostrato segnali incoraggianti, con ricavi in aumento del 13%.
Sul fronte patrimoniale, la banca presenta un CET1 ratio del 10,9%, mentre il rendimento sul capitale tangibile (ROTCE) si è attestato al 12,6%, salendo al 14,9% escludendo l’impatto della sanzione.
Questi numeri non cancellano le criticità emerse, ma suggeriscono che il recente ribasso non sia necessariamente il riflesso di un deterioramento generalizzato dell’attività bancaria.
Bank of America è sottovalutata? La risposta di InvestingPro
Dopo la correzione, Bank of America presenta multipli apparentemente interessanti.
Il rapporto prezzo/utili prospettico è pari a 10,8 volte, mentre il Price/Book si attesta intorno a 1,3 volte. Il rendimento del dividendo è vicino al 2,5%.
Anche gli analisti mantengono aspettative relativamente positive.
Secondo i dati raccolti da WarrenAI, il target medio implica un potenziale rialzo del 23,5% rispetto alle quotazioni attuali.
Inoltre, il 15 ottobre Baird ha migliorato il giudizio sul titolo a Outperform, fissando un prezzo obiettivo di 62 dollari e sostenendo che la reazione del mercato potrebbe essere stata eccessiva.
Più prudente, invece, la recente rilevazione del Fair Value fornita da WarrenAI.
Il modello di InvestingPro indica un valore teorico di 50,25 dollari, leggermente inferiore alla quotazione di 51,70 dollari, con un potenziale ribasso del 2,8%.
Analisi tecnica: i 50 dollari potrebbero aver fermato la correzione?
È proprio osservando il grafico che emerge un elemento particolarmente interessante.
Durante la seduta di mercoledì, nonostante le pesanti vendite, Bank of America ha trovato un importante supporto in area 50 dollari, dal quale è riuscita a rimbalzare recuperando parte delle perdite.
Si tratta di un livello tutt’altro che casuale.
Proprio da quest’area, infatti, a metà maggio era iniziato il precedente rally rialzista. È quindi plausibile che nella stessa zona fossero concentrati numerosi ordini di acquisto da parte degli operatori, favorendo la reazione dei prezzi.
Il fatto che il mercato abbia reagito su un supporto così significativo rappresenta un primo elemento positivo a favore di una possibile ripresa del trend ascendente.
Tuttavia, servono ulteriori conferme.
L’RSI giornaliero si trova a 25,3 punti, in territorio di ipervenduto, mentre il prezzo rimane ancora sotto le principali medie mobili.
Il livello decisivo da monitorare è adesso l’area dei 55 dollari.
Una chiusura sopra questa resistenza permetterebbe infatti di riassorbire il gap ribassista apertosi dopo la pubblicazione della trimestrale.
Non solo: proprio in questa zona transita attualmente anche la media mobile a 200 periodi, rendendo il livello ancora più significativo dal punto di vista tecnico.
Un recupero stabile sopra i 55 dollari rappresenterebbe quindi un importante segnale di forza, aprendo potenzialmente la strada verso l’area dei 59-60 dollari.
Al contrario, una nuova discesa sotto il supporto dei 50 dollari indebolirebbe lo scenario rialzista, aumentando il rischio di un ritorno verso i minimi annuali in area 46 dollari.
È arrivato il momento di acquistare azioni Bank of America?
La nostra valutazione è che Bank of America presenti adesso un quadro più interessante rispetto a poche sedute fa, soprattutto grazie alla reazione dei prezzi su un supporto tecnico di particolare rilevanza.
I fondamentali operativi rimangono complessivamente solidi e la recente correzione potrebbe aver già scontato buona parte delle notizie negative.
Il recupero dall’area dei 50 dollari rappresenta un primo segnale incoraggiante, che potrebbe indicare un progressivo esaurimento della pressione ribassista.
Tuttavia, riteniamo ancora prematuro parlare di inversione definitiva.
La vera conferma arriverebbe soltanto con una chiusura convincente sopra i 55 dollari, livello che consentirebbe al titolo di recuperare sia il gap post-trimestrale sia la media mobile a 200 periodi.
Per questo motivo, pur considerando Bank of America potenzialmente interessante in ottica di medio periodo, preferiamo attendere ulteriori segnali di forza prima di valutare nuovi ingressi.
Il supporto dei 50 dollari potrebbe aver segnato un punto di svolta, ma sarà la capacità del titolo di riconquistare i 55 dollari a dirci se il rimbalzo può trasformarsi in una ripresa rialzista più strutturata.
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