Chiusura negativa per Wall Street nell’ultima seduta della settimana. A pesare sugli indici statunitensi sono stati soprattutto i dati sul mercato del lavoro USA, risultati migliori delle attese e capaci di riaccendere le aspettative per una possibile nuova stretta monetaria da parte della Federal Reserve.
Il Dow Jones ha registrato la flessione più marcata, perdendo lo 0,51%, pari a 271,85 punti. L’S&P 500 ha ceduto lo 0,38%, mentre il Nasdaq Composite ha limitato il ribasso allo 0,29%.
Il bilancio settimanale resta però misto: l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,42%, il Nasdaq lo 0,40%, mentre il Dow Jones ha chiuso con una perdita dello 0,27%.
Dati sul lavoro USA: torna il rischio di una Fed più aggressiva
La solidità dell’occupazione americana ha spinto gli investitori a rivedere le aspettative sulle prossime mosse della Fed.
Un mercato del lavoro ancora resistente potrebbe infatti offrire alla banca centrale maggiore spazio per mantenere una politica monetaria restrittiva o, eventualmente, procedere con un nuovo aumento dei tassi.
La reazione ha coinvolto anche il mercato obbligazionario, con pressioni soprattutto sulle scadenze a breve termine.
DeepSeek punta sui chip Huawei
Sul fronte societario, resta alta l’attenzione sulla corsa cinese all’intelligenza artificiale.
DeepSeek avrebbe intenzione di utilizzare almeno 160.000 acceleratori AI Huawei all’interno di un grande data center in costruzione nella Mongolia Interna.
Se confermato, il progetto potrebbe diventare uno dei più grandi cluster conosciuti basati sui chip Huawei e rappresentare un ulteriore passo nella strategia cinese per ridurre la dipendenza dalle tecnologie di Nvidia.
Sempre nel settore AI, Moonshot AI starebbe valutando una IPO a Hong Kong fino a 5 miliardi di dollari, potenzialmente già entro la fine dell’anno. L’operazione permetterebbe alla società di sfruttare il forte interesse degli investitori verso le aziende cinesi legate all’intelligenza artificiale.
Volkswagen prepara una maxi-ristrutturazione
In Europa, invece, riflettori puntati su Volkswagen, che ha approvato un ambizioso piano di rilancio.
Il gruppo automobilistico prevede di eliminare circa 50.000 posti di lavoro entro il 2030 e di investire 135 miliardi di euro tra il 2027 e il 2031.
L’obiettivo è raggiungere un margine operativo del 9%, equivalente a circa 31 miliardi di euro di utile operativo, rispetto al 3,8% registrato nella prima metà dell’anno.
Volkswagen ha inoltre riconosciuto problemi di competitività in diversi stabilimenti tedeschi, tra cui Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm.
Dietro alla ristrutturazione ci sono la debolezza della domanda in Cina, gli elevati costi produttivi europei, la sovraccapacità, i dazi statunitensi e la crescente concorrenza dei produttori asiatici. Secondo il gruppo, la capacità produttiva europea supera attualmente la domanda di oltre 500.000 veicoli.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 12 Maggio 2026 15:49
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