Bank of Japan: tassi fermi, ma orientamento più restrittivo

di: Alessio Moretti 28 Aprile 2026 10:27

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La Bank of Japan ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0,75%, come previsto. L’elemento più rilevante è stato però il voto interno, con una divisione 6-3 — piuttosto insolita — e tre membri favorevoli a un rialzo di 25 punti base.

Hajime Takata, Naoki Tamura e Junko Nakagawa hanno sostenuto un aumento fino all’1%:

  • Takata ha affermato che l’obiettivo di stabilità dei prezzi è sostanzialmente raggiunto e che i rischi inflazionistici sono orientati al rialzo;
  • Tamura è tornato su posizioni più aggressive dopo una fase attendista, evidenziando la necessità di avvicinare i tassi a livelli neutrali;
  • Nakagawa, nuova voce dissenziente, ha sottolineato come i rischi inflazionistici restino elevati nonostante condizioni finanziarie accomodanti e incertezze geopolitiche.

Nuove previsioni economiche

Il rapporto di aprile ha mostrato revisioni significative, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio:

  • inflazione core prevista al 2,8% nel 2026 (da 1,9%);
  • 2,3% nel 2027 (da 2,0%).

Anche l’inflazione al netto di alimentari ed energia è stata rivista al rialzo, con livelli superiori al 2% fino al 2028.

Al contrario, le stime di crescita del PIL sono state ridotte, con il 2026 tagliato allo 0,5%.

La BoJ ha evidenziato rischi:

  • al rialzo per l’inflazione;
  • al ribasso per la crescita, soprattutto nel 2026.

Questa visione è coerente con le aspettative interne: la maggioranza dei membri vede rischi inflazionistici crescenti, mentre una parte significativa teme un rallentamento economico.

Prospettive e politica monetaria

Nonostante le difficoltà globali — in particolare legate al Medio Oriente — l’economia giapponese dovrebbe mantenere fondamentali solidi, grazie a:

  • politiche governative di supporto,
  • condizioni finanziarie favorevoli,
  • profitti aziendali robusti,
  • e un ciclo positivo salari-prezzi.

La banca centrale ha ribadito l’obiettivo di stabilità dei prezzi tra la seconda metà del 2026 e il 2027, estendendo l’orizzonte fino al 2028.

La forward guidance resta chiara: i tassi continueranno a salire gradualmente, man mano che l’inflazione si stabilizzerà intorno al 2% e i tassi reali rimarranno bassi. Tempistiche e intensità dipenderanno però dall’evoluzione del contesto globale, con particolare attenzione ai rischi geopolitici.

Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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