Crollo del tech: Nvidia perde il 9%, ora attenzione ai supporti chiave

di: Filippo Giannini 6 Novembre 2026 10:01

Nvidia crollo

Wall Street è stata travolta da una nuova ondata di vendite che ha colpito soprattutto i titoli tecnologici e le società legate all’intelligenza artificiale. Nella seduta di giovedì 5 novembre, il Nasdaq Composite ha perso il 5,52%, registrando il peggior ribasso giornaliero dall’aprile 2025 ed entrando ufficialmente in territorio di correzione, con una flessione di circa il 12% dai massimi storici del 6 ottobre.

Ancora più pesante il bilancio per i semiconduttori, con l’indice Philadelphia Semiconductor in caduta del 12,2%. Tra i protagonisti delle vendite troviamo Nvidia, che ha ceduto il 9,26% chiudendo a 181,60 dollari, tornando sui livelli dello scorso aprile.

Il quadro tecnico del colosso dei chip si è deteriorato rapidamente. Le quotazioni hanno infatti violato la media mobile a 200 periodi e si stanno avvicinando a un’importante area di supporto compresa tra 165 e 170 dollari. La chiusura dell’ultima seduta della settimana potrebbe fornire indicazioni decisive sulla tenuta del trend di medio periodo.

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Perché il settore tecnologico è crollato?

A innescare le vendite sono state soprattutto le conseguenze delle elezioni Midterm americane, che hanno consegnato ai Democratici il controllo del Congresso.

Gli investitori temono che il nuovo equilibrio politico possa tradursi in maggiori restrizioni alla realizzazione dei data center, infrastrutture indispensabili per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale.

Secondo quanto riportato da Reuters, alcuni governatori eletti hanno già prospettato moratorie o limitazioni alla costruzione di nuove strutture, soprattutto per le preoccupazioni legate ai consumi energetici e idrici. Gli analisti di UBS stimano che circa il 30% della nuova capacità di data center prevista negli Stati Uniti per il 2028 potrebbe essere esposta al rischio di ritardi.

Un eventuale rallentamento della costruzione di queste infrastrutture avrebbe inevitabilmente ripercussioni sulle aziende che forniscono chip e sistemi di elaborazione.

A questo si aggiungono i dubbi crescenti sulla sostenibilità degli enormi investimenti nell’AI. Il mercato sta diventando sempre più selettivo e pretende risultati concreti in termini di redditività e flussi di cassa.

La pressione è stata particolarmente evidente sui produttori di semiconduttori: AMD ha perso il 17,3%, Micron il 17,5% e Broadcom il 10,4%. Nvidia ha registrato un calo meno pronunciato, ma comunque sufficiente ad aggravare il deterioramento del suo quadro grafico.

Nvidia rompe la media mobile a 200 periodi: inversione del trend?

La seduta del 5 novembre ha rappresentato un passaggio tecnico particolarmente significativo per Nvidia.

Il titolo ha chiuso a 181,60 dollari, circa l’11,3% sotto la media mobile semplice a 200 periodi, attualmente situata in area 204,66 dollari. Le vendite sono state accompagnate da volumi superiori a 300 milioni di azioni, decisamente più elevati rispetto alla media recente.

La violazione della MM200 rappresenta un segnale importante perché questo indicatore viene comunemente utilizzato per individuare la direzione della tendenza di medio-lungo periodo.

Se Nvidia non dovesse recuperare la media mobile a 200 periodi nella seduta di venerdì 6 novembre, la chiusura settimanale confermerebbe la rottura e permetterebbe di parlare di un’inversione ribassista del trend di medio periodo. Sarebbe un’indicazione significativa, pur richiedendo ulteriori conferme per stabilire se il movimento possa trasformarsi in una fase ribassista duratura.

Il deterioramento è evidente anche osservando gli indicatori di momentum. L’RSI giornaliero è sceso a 25,39, entrando in territorio di ipervenduto, mentre il MACD continua a segnalare un’accelerazione della pressione ribassista.

L’ipervenduto potrebbe favorire un rimbalzo tecnico nelle prossime sedute, ma non rappresenta necessariamente un segnale di acquisto. Nelle fasi di forte ribasso, infatti, gli indicatori possono rimanere su livelli estremi per periodi prolungati.

I supporti chiave di Nvidia: attenzione all’area 165-170 dollari

Dopo il forte ribasso delle ultime settimane, l’attenzione si sposta ora sui livelli tecnici che potrebbero contenere ulteriori vendite.

Un primo riferimento si trova in area 178 dollari, il supporto più importante resta tuttavia quello situato tra 165 e 170 dollari. Quest’area assume particolare rilevanza perché coincide con la vicinanza del minimo annuale di 164,27 dollari, registrato lo scorso 30 marzo.

Dagli attuali 181,60 dollari, un ritorno a quota 170 implicherebbe un’ulteriore flessione di circa il 6,4%, mentre il raggiungimento di 165 dollari comporterebbe un ribasso aggiuntivo di circa il 9%.

La tenuta di questa fascia potrebbe favorire una reazione degli acquirenti, soprattutto considerando l’ipervenduto accumulato dal titolo. Al contrario, una violazione confermata dei 164 dollari aprirebbe la strada a un’ulteriore estensione della correzione.

Sul fronte rialzista, eventuali recuperi dovrebbero confrontarsi inizialmente con le resistenze a 190 e 196 dollari. Solo il ritorno sopra la media mobile a 200 periodi, attualmente in area 204-205 dollari, fornirebbe un primo segnale concreto di miglioramento del quadro tecnico.

Nvidia è diventata sottovalutata secondo InvestingPro?

Nonostante il deterioramento grafico, l’analisi fondamentale restituisce indicazioni differenti.

Secondo i dati di InvestingPro, il Fair Value di Nvidia si attesta attualmente a 262,23 dollari, indicando un potenziale rialzo del 44,4% rispetto alla chiusura del 5 novembre.

Un dato interessante, soprattutto considerando che il rapporto prezzo/utili forward è sceso a circa 19,5 volte, un multiplo relativamente contenuto rispetto alle aspettative di crescita della società.

Occorre però considerare che il Fair Value è stato rivisto al ribasso del 12,8% nell’ultimo mese, passando da 300,78 agli attuali 262,23 dollari. Questo significa che non è diminuito soltanto il prezzo di Borsa, ma anche la valutazione teorica elaborata dai modelli.

Per il momento, inoltre, non emergono segnali concreti di un rallentamento della domanda dei chip Nvidia. Le stime sugli utili sono rimaste sostanzialmente stabili nell’ultimo mese, suggerendo che il recente crollo sia principalmente riconducibile ai timori sul futuro degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

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Il prossimo appuntamento decisivo è il 17 novembre

Un possibile catalizzatore per Nvidia sarà la pubblicazione dei risultati trimestrali, prevista per martedì 17 novembre dopo la chiusura di Wall Street.

Gli analisti si aspettano ricavi per 108,82 miliardi di dollari e un utile per azione di 2,47 dollari. Ancora più importante potrebbe essere la guidance sul trimestre successivo, per il quale il mercato prevede ricavi intorno a 124,46 miliardi.

Numeri superiori alle attese, accompagnati da indicazioni rassicuranti sulla domanda di infrastrutture AI, potrebbero favorire un recupero delle quotazioni. Viceversa, eventuali segnali di rallentamento rischierebbero di alimentare ulteriormente le vendite.

Nel breve periodo, tuttavia, sarà soprattutto l’analisi tecnica a guidare l’attenzione degli investitori. La mancata riconquista della media mobile a 200 periodi nella chiusura settimanale rafforzerebbe lo scenario ribassista, rendendo l’area 165-170 dollari il principale banco di prova per Nvidia.

Il Fair Value suggerisce un’interessante sottovalutazione, ma prima di ipotizzare una ripresa sostenibile sarà fondamentale osservare la reazione dei prezzi sui supporti e attendere segnali concreti di ritorno della domanda.

Informazioni sull'autore: Filippo Giannini

Autore Articolo: Filippo Giannini
Laureato in ingegneria, ha 15 anni di esperienza sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro Professional della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. La sua operatività si concentra su un approccio quasi esclusivamente automatico, attraverso algoritmi da lui creati e validati che sfruttano principalmente la volatilità e le inefficienze di mercato. Viene invitato regolarmente come relatore ai principali eventi italiani inerenti al trading e agli investimenti e collabora inoltre con broker e testate giornalistiche, realizzando analisi sui principali indici e cross valutari, oltre a seminari ed eventi formativi, sia dal vivo che on-line. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.

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