La seduta di mercoledì si è chiusa con forti ribassi per i principali indici azionari statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average ha perso il 2,19%, lasciando sul terreno 1.153,18 punti, mentre l’S&P 500 ha ceduto l’1,52%. Più marcata anche la debolezza del comparto tecnologico, con il Nasdaq Composite in calo dell’1,74%.
A catalizzare l’attenzione degli investitori sono state soprattutto le trimestrali di Meta Platforms e Microsoft. Sebbene entrambe le società abbiano registrato una crescita significativa dei ricavi, la reazione del mercato è stata profondamente diversa.
Microsoft ha dimostrato di riuscire a trasformare rapidamente gli investimenti nell’intelligenza artificiale in maggiori entrate. Meta, al contrario, continua a spendere cifre sempre più elevate senza aver ancora fornito agli investitori prove altrettanto convincenti sulla redditività futura di tali investimenti.
Meta supera le attese sui ricavi, ma delude sugli utili
I risultati del secondo trimestre di Meta hanno restituito un quadro caratterizzato da forti contrasti. La società ha superato le previsioni sul fatturato, ma ha riportato utili inferiori alle attese e un nuovo aumento delle spese per infrastrutture legate all’intelligenza artificiale.
I ricavi trimestrali hanno raggiunto 60,801 miliardi di dollari, in crescita del 28% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e al di sopra dei 60,224 miliardi previsti dal consensus.
La quasi totalità del fatturato continua a provenire dalla pubblicità sulle piattaforme appartenenti alla divisione Family of Apps, che comprende Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. I ricavi pubblicitari si sono attestati a 59,363 miliardi di dollari.
La crescita è stata sostenuta da un incremento del 13,2% nel numero di inserzioni visualizzate e da un aumento del 12% del prezzo medio per annuncio. Numeri che confermano la solidità del principale modello di business del gruppo.
Più deludente, invece, l’andamento degli utili. L’utile per azione si è fermato a 6,18 dollari, nettamente al di sotto dei 7,19 dollari attesi dagli analisti e in diminuzione del 13,5% su base annua.
L’utile netto è sceso del 13,6%, raggiungendo 15,848 miliardi di dollari. Sul risultato hanno pesato 2,4 miliardi di dollari di oneri legali e 1,18 miliardi di costi di ristrutturazione e buonuscite collegati ai licenziamenti annunciati a maggio.
Anche l’aumento dell’aliquota fiscale effettiva, salita dall’11% al 16%, ha contribuito alla contrazione della redditività.
I costi dell’intelligenza artificiale pesano sui conti di Meta
Il dato che ha maggiormente preoccupato il mercato riguarda però le spese in conto capitale.
Nel trimestre Meta ha investito 30,116 miliardi di dollari, con un aumento dell’82,1% rispetto ai 16,538 miliardi dello stesso periodo del 2025. L’espansione dei data center, l’acquisto di semiconduttori avanzati e lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale stanno assorbendo una quota crescente delle risorse finanziarie dell’azienda.
L’aumento degli investimenti ha avuto un impatto particolarmente evidente sul flusso di cassa libero, sceso a soli 784 milioni di dollari, contro gli 8,549 miliardi registrati un anno prima.
Anche il margine operativo si è deteriorato sensibilmente, passando dal 43,4% al 31,3%.
Il management ha inoltre rivisto al rialzo la parte inferiore della guidance annuale sulle spese in conto capitale. Per l’intero 2026, Meta prevede ora investimenti compresi tra 130 e 145 miliardi di dollari.
La reazione degli investitori è stata negativa. Le azioni Meta sono scese nelle contrattazioni successive alla chiusura, dopo essersi presentate all’appuntamento con i conti reduci da nove sedute consecutive in ribasso.
Wall Street chiede risultati concreti a Zuckerberg
Il problema principale non sembra essere la capacità di Meta di generare ricavi, quanto la difficoltà nel quantificare i ritorni economici dei suoi enormi investimenti nell’intelligenza artificiale.
Durante la conference call, diversi analisti hanno chiesto all’amministratore delegato Mark Zuckerberg di indicare quali prodotti potrebbero produrre un ritorno sul capitale investito rilevante e misurabile tra il 2026 e il 2027.
Sono emersi interrogativi anche sulla strategia infrastrutturale del gruppo, che prevede contemporaneamente l’acquisto diretto di capacità computazionale e il ricorso a infrastrutture in leasing.
Zuckerberg sostiene che l’intelligenza artificiale stia già migliorando il funzionamento delle piattaforme, la capacità di raccomandazione dei contenuti e l’efficacia degli annunci pubblicitari. Tuttavia, una parte crescente del mercato ritiene che Meta debba ancora dimostrare l’esistenza di un ritorno economico sufficientemente evidente da giustificare investimenti di tale portata.
La pazienza degli investitori sembra quindi ridursi. La crescita del core business rimane robusta, ma non è più sufficiente per compensare automaticamente qualsiasi aumento della spesa.
Microsoft batte le attese su tutta la linea
La trimestrale di Microsoft ha prodotto una reazione completamente diversa.
Il gruppo ha riportato risultati superiori alle previsioni in quasi tutte le principali voci di bilancio, dimostrando una maggiore capacità di monetizzare la domanda legata al cloud e all’intelligenza artificiale.
I ricavi trimestrali hanno raggiunto 90,007 miliardi di dollari, superando sia gli 87,620 miliardi previsti dal consensus sia la guidance societaria di 87,8 miliardi.
L’utile per azione è stato pari a 4,74 dollari, contro i 4,24 dollari attesi dal mercato.
Particolarmente solida la performance della divisione Intelligent Cloud, che ha generato ricavi per 39,306 miliardi di dollari, in aumento del 31,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Il dato più osservato dagli investitori era però quello relativo ad Azure. La piattaforma cloud di Microsoft ha registrato una crescita del 39,4%, collocandosi all’interno dell’intervallo del 39%-40% precedentemente indicato dalla società.
Le azioni Microsoft hanno reagito positivamente nelle contrattazioni after-hours, distinguendosi dalle reazioni più fredde o negative osservate dopo i risultati di Alphabet e Meta.
Microsoft investe nell’AI senza perdere il controllo dei costi
Il mercato ha apprezzato soprattutto la disciplina mostrata nella gestione delle spese.
Microsoft è riuscita a sostenere una crescita vicina al 40% per Azure senza accompagnare i risultati con un forte aumento delle previsioni sugli investimenti. Un elemento particolarmente importante dopo che il mercato aveva reagito con preoccupazione alla revisione al rialzo dei costi annunciata recentemente da Alphabet.
La società ha inoltre ridotto la propria previsione di spesa in conto capitale per l’anno solare 2026 da circa 190 a 175 miliardi di dollari.
La revisione è legata anche a un cambiamento contabile. Microsoft ha esteso la vita utile stimata dei propri data center e degli edifici aziendali da 15 a 25 anni.
La modifica dovrebbe comportare una riduzione degli ammortamenti annuali e lo spostamento di una quota maggiore dei futuri contratti relativi ai data center verso leasing operativi, che non vengono inclusi nel calcolo tradizionale del CapEx.
Il cambiamento non implica necessariamente una riduzione degli investimenti infrastrutturali effettivi, ma contribuisce a migliorare la rappresentazione contabile dei costi nel tempo.
Copilot raggiunge 30 milioni di utenti paganti
Segnali positivi sono arrivati anche dall’adozione commerciale di Copilot, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale integrato nelle applicazioni Microsoft 365.
Il servizio ha raggiunto 30 milioni di utenti paganti, rispetto ai 20 milioni del trimestre precedente.
La crescita è significativa, ma Microsoft deve ancora affrontare la sfida di convertire una quota più ampia della propria enorme base di clienti in abbonati ai servizi AI.
Il vantaggio della società risiede tuttavia nella possibilità di integrare Copilot all’interno di prodotti già utilizzati quotidianamente da imprese e professionisti, come Word, Excel, Outlook, Teams e PowerPoint.
Questa distribuzione diretta potrebbe permettere a Microsoft di monetizzare l’intelligenza artificiale più velocemente rispetto ad altri concorrenti.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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