IBM crollo storico del 25%, ora il titolo è su un supporto chiave
di: Alessio Moretti 15 Luglio 2026 9:49

Seduta da dimenticare quella del 14 luglio per IBM, che ha bruciato circa 70 miliardi di dollari di capitalizzazione in una sola giornata dopo aver deluso il mercato con i risultati preliminari del secondo trimestre.
Il titolo ha chiuso con un pesante -25%, registrando il peggior ribasso giornaliero dal 1960 e trascinando al ribasso anche l’intero comparto tecnologico.
Dati inferiori alle attese, tutto il settore tech sotto pressione
La reazione degli investitori è stata innescata dalla pubblicazione di dati inferiori alle attese. IBM ha comunicato ricavi preliminari pari a 17,2 miliardi di dollari, contro un consensus degli analisti di 17,9 miliardi, mentre l’utile operativo per azione (EPS) si è attestato a 2,93 dollari, al di sotto delle aspettative fissate a 3,01 dollari.
Il CEO Arvind Krishna ha attribuito la debolezza soprattutto alla divisione Infrastructure, dove le vendite di mainframe e del software collegato sono diminuite del 7%. Il manager ha inoltre ammesso che la società non aveva previsto il cambiamento nelle priorità di spesa dei clienti, che negli ultimi mesi hanno preferito concentrare gli investimenti su server, storage e memoria per anticipare possibili aumenti dei prezzi.
Il settore tecnologico sotto pressione
La brusca correzione di IBM ha avuto ripercussioni immediate anche su altri titoli software. Società come ServiceNow e Workday hanno aperto in forte ribasso, salvo poi recuperare parte delle perdite nel corso della seduta. L’episodio ha alimentato i timori che il rallentamento della domanda possa interessare una fetta più ampia del settore tecnologico.
Dal punto di vista borsistico, il movimento è stato particolarmente violento. Il titolo è precipitato fino a 212,34 dollari, ben lontano dai massimi di 332,46 dollari registrati appena nel mese di giugno. Da inizio anno la performance è ormai negativa per circa il 21,3%.
Fondamentali ancora solidi, ma la crescita convince poco
Nonostante il violento sell-off, IBM continua a presentare alcuni punti di forza come mostrano i dati di InvestingPro.
La società rimane profittevole e offre un dividendo con un rendimento di circa il 2,3%, sostenuto da oltre 30 anni consecutivi di incrementi della cedola, elemento che continua a renderla interessante per gli investitori orientati al reddito.
D’altro canto, la valutazione rimane impegnativa, con un P/E di circa 35 volte, superiore alla media storica della società. Inoltre, la pressione sui margini e una crescita dei ricavi ancora modesta continuano a rappresentare un freno alle prospettive di breve periodo.
Dopo la pubblicazione della trimestrale, diversi analisti hanno rivisto al ribasso le proprie stime. Il target price medio si attesta ora intorno a 284,53 dollari, mentre BofA Securities ha ridotto il proprio obiettivo di prezzo da 330 a 280 dollari, confermando comunque la raccomandazione Buy.
Secondo le valutazioni di InvestingPro, il fair value del titolo sarebbe pari a 286,89 dollari, valore che implica un potenziale rialzo di circa il 32,2% rispetto alle quotazioni attuali. Ciò suggerisce che il mercato potrebbe aver reagito in maniera particolarmente severa alla delusione sulla trimestrale.
Analisi tecnica: IBM su un supporto decisivo

Dal punto di vista grafico, IBM si trova ora in una zona tecnica estremamente importante. Le quotazioni sono infatti arrivate in prossimità del supporto dei 215 dollari, livello che coincide sia con i minimi annuali sia con quelli registrati nel 2025.
Storicamente questo livello ha rappresentato un’area di forte interesse per gli acquirenti, dando origine a rimbalzi significativi. Per questo motivo è plausibile attendersi un aumento della pressione in acquisto proprio nelle prossime sedute.
Tuttavia, la tenuta del supporto sarà determinante. Un’eventuale rottura decisa al ribasso dei 215 dollari costituirebbe un segnale tecnico di forte debolezza e potrebbe innescare una nuova fase di vendite, con un obiettivo potenziale nell’area dei 160 dollari.
Sul fronte opposto, solo un ritorno sopra la resistenza dei 270 dollari migliorerebbe sensibilmente il quadro grafico. Tale livello coincide anche con il recupero della media mobile a 200 periodi, evento che rappresenterebbe un importante segnale di forza e potrebbe riportare fiducia tra gli investitori.
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Conclusioni
Il crollo di IBM rappresenta uno degli eventi più significativi dell’anno per il settore tecnologico. La delusione sulla trimestrale ha riportato il titolo su livelli tecnici cruciali, dove si giocherà gran parte dell’evoluzione delle prossime settimane.
Da una parte, i fondamentali della società, il dividendo crescente e le valutazioni di fair value suggeriscono che il ribasso potrebbe aver creato un’opportunità di lungo periodo. Dall’altra, il quadro tecnico resta fragile e solo la difesa del supporto a 215 dollari potrà evitare un’estensione della fase ribassista verso livelli decisamente inferiori.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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