La Bank of Japan ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0,75%, come previsto. L’elemento più rilevante è stato però il voto interno, con una divisione 6-3 — piuttosto insolita — e tre membri favorevoli a un rialzo di 25 punti base.
Hajime Takata, Naoki Tamura e Junko Nakagawa hanno sostenuto un aumento fino all’1%:
- Takata ha affermato che l’obiettivo di stabilità dei prezzi è sostanzialmente raggiunto e che i rischi inflazionistici sono orientati al rialzo;
- Tamura è tornato su posizioni più aggressive dopo una fase attendista, evidenziando la necessità di avvicinare i tassi a livelli neutrali;
- Nakagawa, nuova voce dissenziente, ha sottolineato come i rischi inflazionistici restino elevati nonostante condizioni finanziarie accomodanti e incertezze geopolitiche.
Nuove previsioni economiche
Il rapporto di aprile ha mostrato revisioni significative, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio:
- inflazione core prevista al 2,8% nel 2026 (da 1,9%);
- 2,3% nel 2027 (da 2,0%).
Anche l’inflazione al netto di alimentari ed energia è stata rivista al rialzo, con livelli superiori al 2% fino al 2028.
Al contrario, le stime di crescita del PIL sono state ridotte, con il 2026 tagliato allo 0,5%.
La BoJ ha evidenziato rischi:
- al rialzo per l’inflazione;
- al ribasso per la crescita, soprattutto nel 2026.
Questa visione è coerente con le aspettative interne: la maggioranza dei membri vede rischi inflazionistici crescenti, mentre una parte significativa teme un rallentamento economico.
Prospettive e politica monetaria
Nonostante le difficoltà globali — in particolare legate al Medio Oriente — l’economia giapponese dovrebbe mantenere fondamentali solidi, grazie a:
- politiche governative di supporto,
- condizioni finanziarie favorevoli,
- profitti aziendali robusti,
- e un ciclo positivo salari-prezzi.
La banca centrale ha ribadito l’obiettivo di stabilità dei prezzi tra la seconda metà del 2026 e il 2027, estendendo l’orizzonte fino al 2028.
La forward guidance resta chiara: i tassi continueranno a salire gradualmente, man mano che l’inflazione si stabilizzerà intorno al 2% e i tassi reali rimarranno bassi. Tempistiche e intensità dipenderanno però dall’evoluzione del contesto globale, con particolare attenzione ai rischi geopolitici.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
Resta Aggiornato:
Rimani aggiornato con le ultime notizie seguendoci su Google News. Attiva le notifiche cliccando qui e poi sulla stellina.
Se avete trovato interessante questo articolo, vi invitiamo a condividerlo attraverso i vostri canali social e a seguire TradingFacile su piattaforme come Facebook e Youtube. Non esitate a esprimere le vostre opinioni o condividere le vostre esperienze attraverso i commenti sotto i nostri articoli.
Per rimanere sempre informati sulle ultime novità pubblicate sul nostro sito, potete attivare le notifiche oppure iscrivervi al Canale Telegram di TradingFacile.
Potrebbero interessarti anche:
di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
CONDIVIDI L'ARTICOLO:

