Mercato obbligazionario: Treasury USA in calo, Bund e Btp in rialzo
di: Alessio Moretti 14 Aprile 2026 10:52

I titoli di Stato americani hanno registrato un andamento volatile nella giornata di lunedì, con movimenti lungo tutta la curva dei rendimenti e un recupero dopo una prima fase di ribasso. Gli operatori di mercato sono apparsi relativamente poco reattivi alle nuove tensioni in Medio Oriente, seguite al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz.
Il provvedimento è arrivato dopo il fallimento dei colloqui di cessate il fuoco tra Washington e Teheran nel fine settimana. In risposta, l’Iran ha minacciato possibili attacchi contro i porti dei Paesi del Golfo limitrofi.
In apertura, i rendimenti erano saliti insieme al prezzo del petrolio, ma il movimento si è successivamente indebolito. Nel complesso, le oscillazioni sono rimaste contenute, con diversi analisti che parlano di una crescente “assuefazione” del mercato al flusso continuo di notizie geopolitiche.
Nel pomeriggio, il rendimento del Treasury decennale è sceso di 4,7 punti base, attestandosi al 4,293%, mentre il trentennale ha segnato un calo più contenuto di 1,8 punti base al 4,899%.
Sul tratto breve della curva, il titolo a 2 anni — più sensibile alle aspettative sui tassi Fed — ha perso 2,7 punti base, scendendo al 3,783%.
Secondo il FedWatch Tool del CME Group, i future sui Fed Funds incorporano ora circa 8,6 punti base di tagli nel 2026, in aumento rispetto ai soli 0,2 punti base della settimana precedente. Inoltre, il mercato assegna una probabilità dello 0,5% a un rialzo dei tassi da 25 punti base nella riunione FOMC del 29 aprile, in calo rispetto all’1% della settimana precedente.
Europa: rendimenti in rialzo
I titoli di Stato dell’area euro hanno chiuso in rialzo, dopo il mancato accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Il mercato ha così aumentato le aspettative di un possibile rialzo dei tassi BCE nel 2026.
Nei mercati monetari, la probabilità di un aumento di 25 punti base ad aprile è salita al 44%, rispetto al 25% registrato alla chiusura di venerdì. Il tasso sui depositi della BCE è attualmente al 2,0%.
Le attese indicano ora un livello del tasso sui depositi intorno al 2,68% entro fine anno, suggerendo lo scenario di almeno due rialzi e una probabilità del 70% di un terzo intervento, in aumento rispetto al 2,60% di fine settimana.
I rendimenti dei titoli tedeschi a 2 anni, più sensibili alle aspettative sui tassi BCE, sono saliti di 3,9 punti base al 2,648%.
Il Bund decennale tedesco è avanzato di 3,8 punti base al 3,099%, avvicinandosi ai massimi di fine marzo (3,130%), livello più alto dal giugno 2011.
Secondo le dichiarazioni riportate da N1, il vicepresidente designato della BCE Boris Vujčić ha affermato che i prezzi dell’energia restano sostanzialmente coerenti con lo scenario base della banca centrale e non dovrebbero avere un impatto significativo su inflazione e crescita.
L’attuale vicepresidente della BCE Luis de Guindos ha invece sottolineato che eventuali futuri rialzi dei tassi dipenderanno dall’impatto delle tensioni geopolitiche — in particolare sull’energia e su alcune materie prime — sull’andamento generale dei prezzi.
Italia e Francia
Il BTP decennale italiano ha registrato un aumento di 5,6 punti base, portandosi al 3,886%. Lo spread tra BTP e Bund si è attestato a 78,7 punti base.
In Francia, il differenziale degli OAT a 10 anni è salito a 65,1 punti base, con il rendimento in crescita di 5,2 punti base al 3,750%. L’agenzia Fitch Ratings ha confermato il rating “A+” della Francia, mantenendo un outlook stabile nella revisione di venerdì.
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