Wall Street rimbalza con Microsoft: Amazon sorprende grazie ad AWS
di: Alessio Moretti 31 Luglio 2026 11:35

Wall Street ha recuperato buona parte delle perdite della seduta precedente, sostenuta dal rimbalzo dei produttori di semiconduttori e dalla migliore performance giornaliera di Microsoft degli ultimi vent’anni.
A riportare gli acquisti sul mercato è stato soprattutto l’outlook positivo del colosso di Redmond, che ha contribuito a migliorare il sentiment dopo la forte correzione che aveva interessato sia le azioni sia le obbligazioni.
Il Nasdaq Composite ha chiuso in rialzo del 2,78%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato l’1,66%. Il Dow Jones Industrial Average è avanzato dell’1,19%, pari a 613,92 punti. Microsoft avrebbe contribuito da sola per circa 360 punti al rialzo dell’indice.
Microsoft guida il recupero di Wall Street
Nella seduta precedente, i mercati avevano reagito negativamente alle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, giudicate poco favorevoli a un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse.
La successiva pubblicazione delle prospettive di Microsoft ha però riacceso la propensione al rischio, favorendo gli acquisti sull’intero comparto tecnologico.
Il recupero ha coinvolto in particolare i titoli legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale, tra i principali responsabili della debolezza registrata durante la seduta precedente.
L’attenzione degli investitori si è quindi spostata sulle trimestrali di Amazon e Apple, che hanno chiuso una settimana particolarmente importante per le Big Tech statunitensi.
Trimestrale Amazon: ricavi oltre 200 miliardi di dollari
Amazon ha riportato risultati superiori alle attese, completando in modo positivo il ciclo delle trimestrali delle grandi società impegnate nella corsa all’intelligenza artificiale.
I ricavi netti del secondo trimestre hanno raggiunto 200,606 miliardi di dollari, con una crescita del 19,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
È la prima volta che Amazon supera la soglia dei 200 miliardi di dollari di fatturato in un singolo trimestre. Il risultato ha battuto nettamente il consensus degli analisti, fermo a 197,035 miliardi.
L’utile per azione si è attestato a 5,75 dollari, rispetto agli 1,82 dollari previsti da Wall Street. Il dato è stato tuttavia sostenuto da una plusvalenza non operativa ante imposte da 53,4 miliardi di dollari, collegata alla partecipazione di Amazon in Anthropic.
Il reddito operativo è aumentato del 43,2%, raggiungendo 27,461 miliardi di dollari. L’utile netto è invece salito a 62,647 miliardi, rispetto ai 18,164 miliardi registrati un anno prima.
AWS accelera: crescita più rapida degli ultimi 18 trimestri
Il dato più importante della trimestrale Amazon è arrivato ancora una volta da Amazon Web Services.
I ricavi di AWS hanno raggiunto 42,232 miliardi di dollari, con un aumento del 36,8% su base annua. Si tratta della crescita più elevata registrata dalla divisione cloud negli ultimi 18 trimestri.
Gli analisti si aspettavano un incremento del 31,3%.
Anche la redditività ha superato le previsioni. L’utile operativo di AWS si è attestato a 16,621 miliardi di dollari, contro un consensus di 13,624 miliardi.
Il margine operativo della divisione cloud è così salito al 39,4%, mostrando come la crescita dei ricavi sia stata accompagnata da un sensibile miglioramento dell’efficienza.
L’amministratore delegato Andy Jassy ha sottolineato la forte espansione di AWS, affermando che sia il business dell’intelligenza artificiale sia quello dei chip hanno superato un ritmo annualizzato di 25 miliardi di dollari.
L’adozione dei processori Trainium da parte di Anthropic e OpenAI rappresenterebbe inoltre una conferma della strategia di Amazon nel settore dei chip personalizzati.
Pubblicità Amazon ancora in forte crescita
Segnali positivi sono arrivati anche dalla pubblicità, diventata uno dei principali motori di crescita del gruppo.
I ricavi pubblicitari sono aumentati del 26,2%, raggiungendo 19,809 miliardi di dollari.
Amazon continua così a rafforzare la propria posizione nel mercato dell’advertising digitale, sfruttando i dati sugli acquisti degli utenti e l’elevato traffico generato dalle proprie piattaforme.
La crescita della pubblicità, insieme all’accelerazione di AWS, ha contribuito a compensare le preoccupazioni legate all’aumento degli investimenti.
Gli investimenti nell’AI pesano sul free cash flow
Le spese in conto capitale di Amazon hanno raggiunto 54,208 miliardi di dollari nel trimestre, con un incremento del 68,4% rispetto all’anno precedente.
Il dato ha superato la stima di Wall Street, pari a 49,353 miliardi.
L’aumento degli investimenti in data center, chip e infrastrutture per l’intelligenza artificiale ha spinto il free cash flow degli ultimi dodici mesi in territorio negativo.
Amazon ha registrato un deflusso di cassa di 8,016 miliardi di dollari, rispetto a un flusso positivo di 18,184 miliardi rilevato un anno prima.
Nonostante ciò, il titolo è salito nelle contrattazioni after-hours. Gli investitori sembrano infatti ritenere che la società stia iniziando a dimostrare come gli investimenti nell’intelligenza artificiale possano tradursi in una maggiore crescita del cloud e in margini più elevati.
AWS cresce meno di Azure e Google Cloud
La crescita di AWS resta comunque inferiore rispetto a quella riportata dai principali concorrenti.
Microsoft Azure ha registrato un’espansione del 43%, mentre Google Cloud è cresciuta dell’82% nel trimestre.
Amazon ha però guadagnato quote di mercato nel cloud per il quinto trimestre consecutivo.
Questo dato rafforza la convinzione che il mercato sia disposto a premiare gli hyperscaler capaci di accompagnare gli investimenti nell’AI con una concreta riaccelerazione dei ricavi e un miglioramento della redditività.
Trimestrale Apple: ricavi record e utili sopra le attese
Apple ha chiuso il ciclo delle trimestrali delle Big Tech con risultati superiori alle previsioni, ma il titolo è comunque sceso nelle contrattazioni successive alla chiusura.
La reazione mostra come le aspettative nei confronti della società fossero particolarmente elevate. In questo contesto, battere il consensus potrebbe non essere sufficiente senza una guidance nettamente migliore delle attese.
Apple ha registrato ricavi record per un trimestre di giugno pari a 109,417 miliardi di dollari, in aumento del 16,4% su base annua.
Il consensus si attestava a 109,039 miliardi.
L’utile per azione ha raggiunto 2,02 dollari, con una crescita del 28,7% rispetto all’anno precedente e al di sopra degli 1,89 dollari previsti dagli analisti.
Il dato ha beneficiato per circa 0,11 dollari dei rimborsi relativi ai dazi statunitensi. Anche escludendo questo effetto, l’EPS sarebbe comunque risultato superiore alle stime.
Ricavi iPhone in crescita di oltre il 21%
Le vendite di iPhone hanno generato ricavi per 54,252 miliardi di dollari, con un aumento del 21,7% su base annua.
Il risultato ha superato la previsione di 53,742 miliardi.
L’iPhone rappresenta ormai quasi la metà dei ricavi complessivi di Apple, confermandosi il principale motore economico dell’azienda.
Molto positiva anche la performance dei Mac. I ricavi del segmento sono aumentati del 28,7%, raggiungendo 10,352 miliardi di dollari, rispetto agli 8,680 miliardi attesi dal mercato.
I servizi Apple deludono le aspettative
La principale nota negativa è arrivata dalla divisione Services.
Il segmento ha registrato ricavi per 30,739 miliardi di dollari, con una crescita del 12,1% rispetto all’anno precedente.
Gli analisti si aspettavano però 31,414 miliardi.
La crescita dei servizi resta importante per Apple, considerando che il segmento presenta generalmente margini più elevati rispetto alla vendita dei dispositivi. Il mancato raggiungimento delle attese potrebbe quindi aver contribuito alla debole reazione del titolo.
Apple torna a crescere in Cina
Segnali incoraggianti sono arrivati dalla Greater China, un’area che negli ultimi trimestri aveva rappresentato una delle principali fonti di preoccupazione per gli investitori.
I ricavi nella regione sono aumentati del 22,4%, raggiungendo 18,816 miliardi di dollari.
Il dato è risultato sostanzialmente in linea con le attese, pari a 18,771 miliardi, e potrebbe indicare una stabilizzazione della domanda nel mercato cinese.
Il margine lordo complessivo si è attestato al 50,1%, beneficiando per circa due punti percentuali dei rimborsi sui dazi.
Escludendo tale contributo, il margine sarebbe stato pari al 48,1%, comunque superiore al valore centrale della guidance fornita dall’azienda.
Perché le azioni Apple sono scese dopo la trimestrale
Nonostante i risultati migliori delle attese, gli investitori hanno concentrato l’attenzione sulla guidance e sui rischi legati alla catena di approvvigionamento.
La carenza globale di chip di memoria è stata descritta da Tim Cook come un evento eccezionale, paragonabile a un’“alluvione che si verifica una volta ogni cento anni”.
La scarsità di componenti avrebbe già contribuito all’aumento dei prezzi di Mac e iPad.
Il ribasso del titolo può essere interpretato anche come una presa di profitto dopo il forte andamento registrato a luglio, il miglior mese per le azioni Apple degli ultimi quattro anni.
Durante il mese, la società aveva inoltre raggiunto temporaneamente una capitalizzazione di mercato di 5.000 miliardi di dollari.
Apple resta l’alternativa a basso CapEx nella corsa all’AI
La trimestrale rappresentava anche un test importante per la strategia di Apple nel settore dell’intelligenza artificiale.
A differenza di Microsoft, Amazon, Meta e Alphabet, Apple continua a seguire un modello relativamente leggero dal punto di vista degli investimenti.
La strategia si basa maggiormente sull’utilizzo e sulla concessione in licenza di tecnologie sviluppate da partner esterni, come Google, anziché sulla costruzione diretta di grandi infrastrutture proprietarie.
Questo approccio consente alla società di limitare le spese in conto capitale, mentre i concorrenti devono dimostrare agli azionisti che gli enormi investimenti in data center, chip e capacità di calcolo produrranno rendimenti adeguati.
Amazon o Apple: quale trimestrale ha convinto di più?
La reazione del mercato mostra due situazioni differenti.
Amazon è riuscita a convincere gli investitori che l’aumento delle spese nell’intelligenza artificiale sta iniziando a produrre risultati concreti, soprattutto attraverso l’accelerazione di AWS e l’ampliamento dei margini.
Apple ha invece pubblicato numeri solidi, ma non abbastanza forti da superare aspettative già molto elevate.
Per il mercato, la differenza sembra risiedere nella visibilità sulla crescita futura. Amazon ha mostrato una riaccelerazione del cloud, mentre Apple deve ancora dimostrare in che modo la propria strategia nell’intelligenza artificiale potrà trasformarsi in una nuova fonte significativa di ricavi.
Il trimestre ha avuto anche un valore simbolico, trattandosi dell’ultima conference call sui risultati finanziari di Tim Cook nel ruolo di amministratore delegato, prima del passaggio della guida societaria a John Ternus.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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