SpaceX sorprende con i conti, ma il vero vincitore potrebbe essere Nvidia
di: Alessio Moretti 5 Agosto 2026 11:39

L’andamento del titolo SpaceX è stato caratterizzato da una volatilità estrema. Dopo essere salito fino al 49% rispetto al prezzo di collocamento, il titolo ha perso circa il 46% dai massimi, mettendo a dura prova anche gli investitori più abituati alle oscillazioni del settore tecnologico.
La pubblicazione della prima trimestrale da società quotata era quindi particolarmente attesa. I risultati del secondo trimestre hanno superato le aspettative sotto diversi aspetti, ma la reazione del mercato è stata inizialmente negativa. La vera sorpresa della conference call, però, ha riguardato Nvidia, indicata da Musk come partner esclusivo per l’ambizioso progetto dei data center spaziali di SpaceX.
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I risultati del secondo trimestre di SpaceX
SpaceX ha chiuso il trimestre con ricavi pari a 7,8 miliardi di dollari, in aumento del 92% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La società continua a registrare perdite, ma il risultato netto ha mostrato un significativo miglioramento. La perdita si è attestata a 541 milioni di dollari, quasi dimezzata rispetto al miliardo registrato nel secondo trimestre dell’anno precedente.
La perdita per azione è così scesa a 0,09 dollari, contro i 0,34 dollari dell’anno precedente. Il dato evidenzia i progressi compiuti dal gruppo nel percorso verso una maggiore sostenibilità finanziaria, nonostante gli elevati investimenti necessari per sostenere Starlink, i lanci spaziali e l’infrastruttura dedicata all’intelligenza artificiale.
I tre principali segmenti operativi hanno fornito contributi molto diversi.
La divisione spaziale ha generato ricavi per 962 milioni di dollari, in crescita del 29%. La perdita operativa è però salita a 542 milioni, rispetto ai 369 milioni dell’anno precedente, risentendo probabilmente degli elevati costi legati allo sviluppo dei nuovi razzi e all’aumento della frequenza dei lanci.
Decisamente più solida la performance della divisione Connectivity, che comprende il servizio satellitare Starlink. I ricavi sono aumentati del 66%, raggiungendo 4,29 miliardi di dollari, mentre l’utile operativo è cresciuto del 79% a 1,66 miliardi.
Starlink si conferma quindi il principale motore economico di SpaceX. Gli abbonati sono raddoppiati, raggiungendo quota 12 milioni, mentre il ricavo medio per utente è rimasto stabile a 66 dollari. Il servizio può contare su una rete di circa 10.200 satelliti, in grado di offrire connettività in 167 Paesi.
L’intelligenza artificiale diventa centrale
La crescita più impressionante è arrivata dalla divisione AI. I ricavi del segmento sono aumentati del 247%, raggiungendo 2,56 miliardi di dollari. La perdita operativa, pur rimanendo elevata, si è ridotta da 1,5 a 1,2 miliardi.
A sostenere questi risultati sono stati soprattutto gli accordi sottoscritti da xAI per fornire capacità di calcolo aggiuntiva ai clienti. I contratti hanno raggiunto un valore complessivo di 14,1 miliardi di dollari e hanno generato 1,6 miliardi di ricavi incrementali nel trimestre.
Anche l’attività aerospaziale continua a espandersi. SpaceX ha completato 78 lanci dall’inizio dell’anno, trasportando nello spazio complessivamente 1.041 tonnellate di carico. Numeri che confermano il vantaggio competitivo dell’azienda nel mercato dei lanci commerciali.
Nonostante i progressi, il titolo ha perso oltre il 7% nelle contrattazioni successive alla pubblicazione dei risultati. A preoccupare gli investitori è soprattutto la prossima scadenza del periodo di lock-up, dopo la quale dipendenti e investitori iniziali potrebbero vendere una parte delle azioni detenute, aumentando l’offerta disponibile sul mercato.
Nvidia sarà il fornitore esclusivo di SpaceX
La notizia più importante della conference call potrebbe però riguardare Nvidia. Elon Musk ha definito l’architettura Vera Rubin la migliore soluzione disponibile per il calcolo legato all’intelligenza artificiale, annunciando che SpaceX utilizzerà esclusivamente i chip Nvidia per i propri data center terrestri e spaziali.
La società prevede di installare il supercomputer Vera Rubin NVL72 sia a terra sia in orbita. SpaceX e Nvidia collaboreranno inoltre alla progettazione del carico computazionale Starmind AI1, destinato a una nuova generazione di satelliti equipaggiati con GPU Rubin e CPU Vera.
L’obiettivo è creare veri e propri data center orbitali, capaci di elaborare enormi quantità di dati direttamente nello spazio. Un progetto estremamente ambizioso, che potrebbe ridurre alcuni dei vincoli energetici, logistici e territoriali incontrati dai data center tradizionali.
Per Nvidia, l’esclusiva rappresenta un’opportunità strategica significativa. Se SpaceX riuscirà a sviluppare su larga scala la propria infrastruttura AI orbitale, il produttore di semiconduttori potrebbe beneficiare di una nuova fonte di domanda per GPU, CPU, sistemi di rete e supercomputer.
Nvidia è ancora sottovalutata?
Nonostante i risultati record e la continua crescita della domanda di infrastrutture AI, le azioni Nvidia hanno guadagnato circa il 14% dall’inizio dell’anno, una performance sostanzialmente in linea con il Nasdaq Composite.
Il titolo viene inoltre scambiato a meno di 24 volte gli utili attesi, una valutazione relativamente contenuta rispetto alla media storica della società e ai suoi tassi di crescita.
L’accordo con SpaceX non produrrà necessariamente ricavi rilevanti nel breve periodo, ma rafforza ulteriormente la posizione di Nvidia come piattaforma tecnologica dominante nel settore dell’intelligenza artificiale.
La trimestrale di SpaceX ha quindi mostrato una società in rapida espansione, ma ancora esposta a costi elevati e forte volatilità. Per gli investitori Nvidia, invece, l’annuncio potrebbe rappresentare un’ulteriore conferma: la prossima frontiera dell’AI potrebbe non limitarsi ai data center terrestri, ma estendersi direttamente nello spazio.
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