L’Italia torna al nucleare: 5 azioni che potrebbero beneficiare della nuova legge sugli SMR
di: Filippo Giannini 24 Settembre 2026 9:37

Il nucleare torna a essere un tema importante anche a Piazza Affari.
Il Senato ieri ha approvato definitivamente il disegno di legge delega sull’energia nucleare sostenibile, già passato alla Camera, aprendo la strada alla costruzione di un nuovo quadro normativo per il settore. Il provvedimento prevede un programma nazionale dedicato allo sviluppo dell’energia nucleare sostenibile e assegna al Governo il compito di definire successivamente regole, autorizzazioni, sicurezza e gestione del ciclo nucleare.
Per gli investitori il punto più interessante riguarda soprattutto i reattori modulari di nuova generazione, gli Small Modular Reactor (SMR) e gli Advanced Modular Reactor (AMR), impianti più piccoli rispetto alle centrali tradizionali e potenzialmente più semplici da integrare nella rete elettrica e nei grandi poli industriali.
Non si tratta ancora di commesse miliardarie già assegnate. Ma alcune aziende hanno iniziato da tempo a posizionarsi sulla futura filiera nucleare italiana ed europea.
Quali titolo potrebbero essere i maggiori beneficiari del nuovo quadro normativo?
Newcleo: l’esposizione più diretta ai piccoli reattori
Tra le società quotate, newcleo (NASDAQ: NWCL) è probabilmente uno dei casi più direttamente collegati al nuovo nucleare.
La società, fondata dall’imprenditore italiano Stefano Buono, sviluppa reattori modulari avanzati raffreddati a piombo e punta su un modello basato anche sul riutilizzo del combustibile nucleare.
Il titolo è particolarmente interessante anche per una coincidenza temporale: newcleo ha iniziato a essere negoziata al Nasdaq il 22 settembre 2026, appena un giorno prima dell’approvazione definitiva del provvedimento italiano.
La società dispone inoltre di una presenza industriale e di ricerca significativa in Italia. Al Centro ENEA del Brasimone sta sviluppando infrastrutture sperimentali dedicate alla tecnologia dei reattori raffreddati a piombo.
Per newcleo, quindi, l’apertura di un futuro mercato italiano potrebbe rappresentare una variabile strategica importante. Il rischio resta però elevato: parliamo di tecnologie ancora in fase di sviluppo e con tempi di commercializzazione lunghi.
Enel: al centro del progetto Nuclitalia
Tra le big italiane, Enel ha probabilmente il ruolo più evidente.
Il gruppo possiede infatti il 51% di Nuclitalia, la società costituita insieme ad Ansaldo Energia, che detiene il 39%, e Leonardo, con il restante 10%.
Nuclitalia ha il compito di analizzare le tecnologie nucleari di nuova generazione più adatte al mercato italiano, con un focus iniziale sugli SMR raffreddati ad acqua, valutandone design, sostenibilità economica e possibili partnership industriali.
Se il programma nucleare italiano dovesse trasformarsi in progetti concreti, Enel potrebbe quindi assumere un ruolo come sviluppatore e futuro operatore degli impianti.
Leonardo: tecnologia e sistemi per il nuovo nucleare
All’interno di Nuclitalia troviamo anche Leonardo, con una partecipazione del 10%.
L’esposizione economica diretta è decisamente inferiore rispetto a quella di Enel, ma il gruppo potrebbe mettere a disposizione competenze legate a elettronica, digitalizzazione, sistemi di controllo, sicurezza e cybersecurity.
Per una società delle dimensioni di Leonardo il nucleare difficilmente rappresenterà nel breve periodo un driver determinante dei risultati, ma potrebbe diventare un ulteriore mercato tecnologico nel lungo termine.
Saipem: dagli SMR alle centrali nucleari galleggianti
Un nome meno immediato è Saipem, che ha però già stretto accordi specifici sul nuovo nucleare.
La società collabora con newcleo per studiare l’applicazione offshore della tecnologia Small Modular Lead-cooled Fast Reactor (SM-LFR). Tra le ipotesi analizzate c’è anche lo sviluppo futuro di unità nucleari galleggianti collegate alla rete elettrica.
Saipem è inoltre entrata nel gruppo di imprese italiane coinvolte nel progetto promosso da Edison, EDF e NUWARD per sviluppare una filiera europea degli SMR.
Le competenze ingegneristiche ed EPC del gruppo potrebbero quindi trovare spazio nel momento in cui il settore passerà dalla progettazione alla costruzione effettiva degli impianti.
MAIRE: una possibile opportunità nella filiera industriale
Nello stesso progetto troviamo anche MAIRE, altra società italiana con forti competenze nell’ingegneria di grandi impianti.
Nel giugno 2026 Edison, EDF e NUWARD hanno coinvolto numerosi operatori italiani per lo sviluppo di un SMR europeo di terza generazione, con l’obiettivo indicativo di rendere la tecnologia disponibile negli anni Trenta e arrivare ai primi impianti operativi intorno al 2035. Tra le aziende coinvolte figurano proprio MAIRE, Saipem e Webuild.
Per MAIRE il possibile ritorno del nucleare rappresenterebbe quindi soprattutto un’opportunità legata alla nascita di una nuova filiera industriale.
Nuovo nucleare: opportunità sì, ma con un orizzonte lungo
L’approvazione della nuova normativa rappresenta un passaggio significativo per il settore, ma non significa che domani inizierà la costruzione delle centrali.
Serviranno i provvedimenti attuativi, la definizione delle tecnologie, gli iter autorizzativi e soprattutto investimenti industriali consistenti.
Per il mercato azionario, quindi, il nucleare italiano è oggi soprattutto un tema di lungo periodo. Newcleo offre un’esposizione più diretta alla tecnologia dei piccoli reattori, mentre Enel, Leonardo, Saipem e MAIRE rappresentano modalità differenti per esporsi alla possibile nascita di una filiera nucleare italiana.
Ed è proprio la capacità di trasformare il nuovo quadro normativo in progetti, partnership e soprattutto ordini concreti che potrebbe fare la differenza per questi titoli nei prossimi anni.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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