Dovresti valutare l’acquisto di Mp Materials prima dell’IPO di SpaceX
di: Alessio Moretti 9 Giugno 2026 15:24

Probabilmente non hai mai sentito parlare di MP Materials, ma è molto possibile che ogni giorno tu utilizzi dispositivi che dipendono direttamente dal suo lavoro.
L’azienda gestisce oggi l’unica grande miniera di terre rare attiva su larga scala negli Stati Uniti: il sito di Mountain Pass, in California. Da qui vengono estratti elementi strategici come neodimio e praseodimio, successivamente lavorati negli impianti dell’azienda per diventare materiali destinati alla produzione di magneti ad alte prestazioni.
Questi magneti sono componenti essenziali in una quantità sorprendente di tecnologie moderne: auto elettriche, smartphone, computer portatili, sistemi per energie pulite, oltre a missili, satelliti e infrastrutture aerospaziali.
Negli ultimi dodici mesi MP Materials si è trasformata nel punto di riferimento americano per le terre rare. Nel luglio 2025 ha ricevuto un sostegno da 400 milioni di dollari dal Dipartimento della Difesa statunitense, che ha incluso anche una garanzia di prezzo minimo pari a 110 dollari al chilogrammo per neodimio e praseodimio — una mossa pensata per rafforzare l’autonomia industriale del Paese.
Negli ultimi mesi, però, il titolo è passato più in sordina: il rialzo del 19% registrato nel 2026 appare modesto se confrontato con il balzo del 223% ottenuto nel 2025. Eppure un evento potrebbe riaccendere l’interesse degli investitori: la prevista IPO di SpaceX del 12 giugno.
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Perché i magneti ad alte prestazioni sono centrali per il settore spaziale
SpaceX costruisce razzi, veicoli spaziali e satelliti. Attualmente ha già oltre 10.000 satelliti Starlink in orbita — circa i due terzi del totale dei satelliti attorno alla Terra.
Ma l’ambizione non sembra fermarsi qui: a gennaio 2026 l’azienda ha presentato richiesta per espandere la propria costellazione fino a un milione di satelliti, con l’obiettivo di sostenere le future infrastrutture legate all’intelligenza artificiale.
Ed è qui che entrano in gioco le terre rare.
Molti satelliti utilizzano elementi come neodimio, disprosio e samario. I magneti realizzati con questi materiali sono fondamentali per il dispiegamento dei sistemi in orbita e per garantire stabilità e orientamento durante il funzionamento.
Sebbene rappresentino una quota minima del peso complessivo di un satellite, questi materiali appartengono alle risorse più difficili da reperire. Le terre rare, infatti, raramente si trovano in concentrazioni economicamente sostenibili e gran parte della produzione mondiale resta sotto l’influenza della Cina.
Gli Stati Uniti considerano questa dipendenza una vulnerabilità strategica — ed è proprio per questo che MP Materials sta assumendo un ruolo sempre più importante nella sicurezza della filiera industriale americana.
Va precisato che, almeno per ora, non esiste alcun accordo ufficiale tra MP Materials e SpaceX. Tuttavia, l’azienda ha già stretto una partnership da 500 milioni di dollari con Apple e un’intesa con General Motors per la fornitura di magneti permanenti.
Da titolo minerario a comportamento da società tech
Anche il mercato sembra aver iniziato a trattare MP Materials in modo diverso rispetto a una classica società estrattiva.
Il titolo ha registrato una performance del +107,9% negli ultimi 12 mesi e del +163,4% su tre anni: numeri che ricordano più il settore tecnologico che quello minerario.
Dopo aver toccato il massimo storico di 100,25 dollari nell’ottobre 2025, il titolo oggi quota circa il 43% sotto quei livelli.
Ma ridurre questa discesa a una perdita di momentum sarebbe semplicistico.
Secondo i dati di INvestingPro il beta di 1,84 racconta una realtà diversa: MP tende a muoversi con oscillazioni molto più ampie rispetto al mercato generale. Questo significa che nelle fasi di entusiasmo accelera più degli indici, ma nelle correzioni può perdere terreno con la stessa intensità.
In altre parole: non è un titolo difensivo. È una scommessa ad alta volatilità su una trasformazione industriale di lungo periodo.
I numeri iniziano a migliorare, ma la storia resta futura
Dal punto di vista operativo, gli ultimi risultati hanno dato segnali incoraggianti.
Nel primo trimestre 2026 MP Materials ha riportato un utile per azione (EPS) di 0,03 dollari contro attese negative per -0,01 dollari, mentre i ricavi hanno raggiunto 90,65 milioni di dollari rispetto ai 73,57 milioni previsti.
Il miglioramento è stato accolto positivamente dal mercato, ma non ha cambiato completamente il quadro: il percorso verso una redditività stabile è ancora in costruzione.
Anche il consenso degli analisti resta molto ottimista.
Secondo il dato riportato da InvestingPro, si contano 16 raccomandazioni “Strong Buy” con un target medio di 80,44 dollari, che implicherebbe un potenziale upside vicino al 39%.
Tra le case più costruttive figurano Needham e DA Davidson, entrambe con valutazioni superiori agli 80 dollari, mentre Barclays mantiene una view Overweight sottolineando il ruolo quasi unico di MP come produttore integrato di magneti rare earth negli Stati Uniti.
Una scommessa sulla filiera americana
L’obiettivo di lungo periodo di MP Materials è costruire una filiera completamente domestica: dall’estrazione delle terre rare fino alla produzione finale dei magneti.
Se in futuro SpaceX decidesse di affidarsi a fornitori interni agli Stati Uniti per componenti strategici, MP potrebbe diventare un candidato naturale.
Naturalmente i rischi non mancano: l’azienda deve ancora completare il suo secondo impianto dedicato ai magneti. Ma una cosa appare chiara: la domanda di magneti permanenti difficilmente sparirà.
Per chi osserva le catene di approvvigionamento come una delle grandi sfide industriali dei prossimi decenni, MP Materials rappresenta una scommessa sul metallo che potrebbe alimentare il futuro.
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