Mercati azionari attesi in ribasso – Lunedì 11 maggio

di: Alessio Moretti 11 Maggio 2026 9:10

Dax Future Tedesco

L’incertezza geopolitica in Medio Oriente continua a pesare sui mercati internazionali.

Gli indici azionari europei sono attesi in ribasso in questo lunedì, proseguendo con la debolezza di venerdì.

Il DAX aveva chiuso l’ultima seduta della settimana in calo dell’1,3%, fermandosi a 24.338 punti. Nonostante ciò, il bilancio settimanale ha visto un saldo leggermente positivo. L’avvio della nuova ottava si preannuncia però ancora debole, con i future che indicano ulteriori ribassi per l’indice tedesco.

Niente accordo tra Usa ed Iran, il petrolio torna a salire

I nuovi tentativi di dialogo tra Stati Uniti e Iran si sono conclusi ancora una volta senza risultati concreti, alimentando i timori degli investitori.

Donald Trump ha definito “del tutto inaccettabile” l’ultima risposta di Teheran alla proposta americana per una soluzione diplomatica del conflitto, tornando a usare toni molto duri nei confronti della Repubblica Islamica.

La reazione dei mercati è stata immediata: il prezzo del petrolio è tornato a salire, mentre sulle piazze asiatiche sono scattate prese di profitto diffuse. A peggiorare il clima hanno contribuito anche alcune trimestrali deludenti, tra cui quelle del colosso giapponese Nintendo e dell’australiana CSL.

L’inflazione tiene sotto scacco i mercati

La principale preoccupazione dei mercati riguarda ora gli effetti che il rialzo del petrolio potrebbe avere sull’inflazione globale. Se il Brent dovesse stabilizzarsi sopra i 100 dollari al barile, le banche centrali potrebbero essere costrette a mantenere i tassi elevati più a lungo, con inevitabili ripercussioni negative sui mercati azionari.

In questo contesto, l’attenzione si concentrerà anche sui dati statunitensi dei prezzi al consumo in uscita martedì. Secondo diversi strategist, Donald Trump ha bisogno di un rapido rallentamento dell’inflazione per arrivare alle elezioni di metà mandato con maggiori possibilità di difendere la maggioranza repubblicana al Congresso. Al momento, però, il trend sembra andare nella direzione opposta: le prossime rilevazioni potrebbero mostrare un’inflazione americana ancora vicina al 4%.

In Cina, inoltre, i dati sull’inflazione hanno già sorpreso negativamente gli operatori. Ad aprile sia i prezzi alla produzione sia quelli al consumo sono cresciuti ben oltre le attese, portando l’inflazione ai massimi degli ultimi quattro anni e riaccendendo le preoccupazioni sulla tenuta della ripresa economica globale.

Grande attenzione è rivolta inoltre alla Federal Reserve, dove venerdì avverrà il passaggio di consegne alla guida della banca centrale americana: Kevin Warsh prenderà il posto di Jerome Powell come presidente della Fed.

Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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