I mercati obbligazionari globali hanno iniziato la settimana in forte tensione. Il rialzo del petrolio, alimentato dall’escalation geopolitica tra Stati Uniti e Iran, ha riacceso i timori inflazionistici e spinto al rialzo i rendimenti governativi su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Gli investitori stanno rapidamente rivalutando lo scenario sui tassi, mentre cresce il rischio che energia più cara possa rallentare il processo di disinflazione osservato negli ultimi mesi.
Treasury USA: rendimenti in rialzo su tutta la curva
Negli Stati Uniti i Treasury hanno registrato vendite diffuse lungo tutta la curva.
Il rendimento del Treasury decennale è salito di 5,4 punti base al 4,413%, mentre il biennale — particolarmente sensibile alle aspettative sui Fed Funds — è balzato al 3,966% (+7,1 bps).
Anche il trentennale ha chiuso in rialzo, attestandosi al 4,989%.
Il movimento riflette un cambiamento molto chiaro nel sentiment del mercato: gli operatori iniziano a temere che il nuovo rally del petrolio possa riportare pressione sui prezzi al consumo proprio mentre la Federal Reserve sperava di consolidare il rallentamento dell’inflazione.
Inflazione USA: il mercato guarda ai prossimi dati
L’attenzione degli investitori è ora completamente focalizzata sui dati macroeconomici in arrivo questa settimana.
Martedì saranno pubblicati i dati sull’inflazione al consumo (CPI), mentre mercoledì toccherà ai prezzi alla produzione (PPI).
Questi numeri saranno cruciali per capire se l’aumento del costo dell’energia stia già iniziando a trasferirsi sull’economia reale attraverso:
- trasporti;
- beni industriali;
- costi logistici;
- prezzi al dettaglio.
In altre parole, il mercato vuole capire se il rally del petrolio rappresenti solo uno shock temporaneo oppure l’inizio di una nuova fase inflazionistica.
Fed: il mercato riduce le aspettative di tagli
Anche le aspettative sulla Federal Reserve stanno cambiando rapidamente.
Secondo i Fed Funds Futures:
- il mercato non prezza più rialzi dei tassi nel 2026;
- si è ridotta anche la probabilità di un taglio imminente.
Gli operatori stanno quindi assumendo una posizione più prudente, in attesa di capire se la nuova fiammata energetica possa costringere la Fed a mantenere tassi elevati più a lungo del previsto.
Europa: Bund tedeschi in rialzo
Anche in Europa i rendimenti governativi hanno registrato forti rialzi.
Il Bund tedesco a 10 anni è salito al 3,043%, mentre il biennale — il più sensibile alle mosse della BCE — è avanzato fino al 2,654%.
Il mercato ormai sconta quasi completamente un nuovo rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea nel meeting di giugno.
Non solo: gli investitori vedono ormai come scenario principale almeno due ulteriori rialzi da 25 punti base entro settembre.
BCE preoccupata per l’effetto energia
I membri della BCE hanno iniziato a lanciare segnali piuttosto chiari.
Martin Kocher, membro del Consiglio direttivo, ha dichiarato che se i prezzi energetici resteranno elevati ancora a lungo “sarà difficile evitare un nuovo intervento sui tassi”.
Il rischio principale è quello dei cosiddetti “second-round effects”:
- salari più alti;
- costi aziendali in aumento;
- inflazione persistente nei servizi.
In pratica, la BCE teme che lo shock energetico possa contaminare l’intera economia europea.
Italia: spread sotto controllo, ma attenzione ai prossimi movimenti
Il rendimento del BTP italiano a 10 anni è salito al 3,788%, con uno spread contro il Bund tedesco attorno ai 74,5 punti base.
Per il momento il differenziale resta relativamente stabile, segnale che il mercato non sta ancora prezzando particolari tensioni sul debito italiano.
Tuttavia, se i rendimenti core europei dovessero continuare a salire, anche il mercato periferico potrebbe entrare sotto pressione.
Regno Unito: gilt in forte rialzo
La situazione più delicata resta quella britannica.
Il rendimento del gilt decennale è balzato oltre il 5%, registrando uno dei movimenti più violenti tra i principali mercati sviluppati.
A pesare non ci sono solo le tensioni inflazionistiche, ma anche l’incertezza politica crescente attorno al governo di Keir Starmer, con speculazioni sempre più intense su possibili sfide interne alla leadership.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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