La scorsa ottava era partita male e si è conclusa peggio per gli indici di Wall Street.

Le parole di Powell, all’attesissimo simposio di Jackson Hole, hanno provocato un brusco sell off nella sessione di venerdì, poiché i mercati si attendevano dichiarazioni più rassicuranti ed un atteggiamento meno da Falco da parte del presidente della Fed.

Il future su S&P500 è indietreggiato del 3.37%, chiudendo le contrattazioni a 4.059 punti.

Powell ha confermato che la Federal Reserve deve continuare ad aumentare i tassi e mantenerli a un livello alto per fermare l’inflazione, anche se questo causerà un po’ di sofferenza alle famiglie e alle imprese.

Il presidente della Fed non è stato invece chiaro sull’entità del prossimo rialzo di settembre, ma dal tenore delle sue dichiarazioni ora i mercati si attendono un ulteriore aumento di 75 punti base.

Dopo le recenti vendite, la struttura tecnica dei mercati si è inevitabilmente indebolita.

Sul future S&P500 la tendenza rialzista in corso sul time frame giornaliero ha subito una brusca battuta di arresto, con il mercato che è tornato a scambiare sui livelli di un mese fa.

Per ora la tenuta del supporto a 4.000 punti ha arginato ulteriori discese, ma il contesto attuale non esclude ora la possibilità di tornare a scambiare sotto tale soglia, con la barra engulfing ribassista di venerdì scorso che è destinata a lasciare il segno in vista delle prossime mosse.

Sui livelli attuali riteniamo comunque che sussistano le condizioni per ingressi long a basso rischio e con orizzonte principalmente intraday, con target non oltre i 4.120 punti; in caso di test di area 4.120 punti infatti, livello mediano della barra ribassista ad ampio range, verosimilmente osserveremo un nuovo storno associato ad occasioni di ingresso lato short.

In caso di breakout al ribasso dei 4000 punti attendiamoci invece una correzione fino a 3900 punti, dove poi dovremmo assistere ad un rimbalzo delle quotazioni; poco più sotto a 3.850 punti troviamo l’ultimo baluardo da difendere prima di evitare una nuova gamba ribassista.

Ricordiamo che la struttura di fondo di lungo periodo era comunque debole e resta ancora debole e per attendere un miglioramento deciso e dire addio al mercato orso servirà un ritorno sopra quota 4.400 punti confermato in chiusura settimanale.

Vediamo di seguito un’operazione aperta venerdì sul future S&P500 da uno dei nostri trading system automatici.

L’algoritmo ha sfruttato fin quasi da subito la debolezza entrando a mercato in vendita nel primissimo pomeriggio a 4.180 punti; la posizione è stata poi liquidata in serata a 4.044 punti.

Il gain complessivo dell’operazione è stato di oltre 6000 dollari.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.