Seduta sottotono ieri per le borse europee, con Piazza Affari a farne le spese maggiori a causa delle dimissioni di Mario Draghi e la conseguente instabilità politica.

Il future sul FtseMib con scadenza settembre 2022 è crollato ieri del 3.69%, chiudendo le contrattazioni a 20.897 punti e azzerando pertanto tutti i guadagni messi a segno lunedì scorso.

Nella giornata odierna c’è un altro tema caldo da tenere sotto controllo, ovvero la riunione della BCE nella quale l’istituto alzerà i tassi di interesse di 25 punti base; soprattutto si attendono ulteriori indicazioni sulla nuova politica monetaria, anche alla luce della crisi politica italiana.

Tra inflazione, recessione economica e vuoto politico è difficile ipotizzare un futuro roseo nel breve per il FtseMib, considerando anche che le elezioni per la nomina del nuovo capo dello stato non si terranno prima dell’autunno.

Molto probabilmente l’indice italiano sarà nelle prossime settimane nell’occhio del ciclone dei fondi speculativi, pronti come sempre a incrementare le posizioni short sul nostro mercato, come accaduto più volte in passato; è possibile inoltre che anche il settore obbligazionario sia vittima di attacchi speculativi, come peraltro già accaduto in passato.

Il mercato ha fin qui pienamente rispettato lo scenario prospettato nell’ultima analisi del 14 luglio, quando in virtù della debolezza osservata auspicavamo una discesa fino a quota 20.000 punti, livello dove assistere ad un rimbalzo; il mercato ha fatto segnare un minimo a 20.030, prima di reagire sul supporto evidenziato.

Tornando invece alla sessione di ieri, a livello grafico la candela engulfing formatasi sulla resistenza a 20.700 punti (già anch’essa segnalata in precedenza) mette ora ulteriore pressione al ribasso.

Riteniamo che una chiusura giornaliera sotto i 20.600 punti calamiterebbe con tutta probabilità nuove vendite, con primo target sul retest dei 20.000 punti; in caso di nuovo aumento di volatilità e breakout degli attuali minimi annuali il target andrebbe ricercato in area 19.350, livello lavorato a lungo dal mercato nel corso del 2020.

La strategia principale in questo contesto rimane pertanto sempre quella di vendere le salite piuttosto che acquistare le discese; In tale scenario un primo segnale confortante arriverebbe solo in caso di recupero dei 22.200 punti.

Segnaliamo le principali aree di resistenza a 21.250, 21.450 punti e 21.700 punti; allargando l’orizzonte temporale segnaliamo quota 22.200, 22.500 e 22.700 Punti.

Vediamo di seguito un’operazione effettuata da uno dei nostri trading system automatici su future Ftsemib.

L’algoritmo è entrato in vendita nella giornata di ieri a 21.455 punti ed ha liquidato l’operazione questa mattina a 20850 punti; il gain complessivo è stato di 3025 euro.

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Filippo Giannini

Laureato in ingegneria, dal 2010 opera sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.