Questo settore guadagna in media l’8,5% a fine anno: 2 azioni da tenere d’occhio
di: Filippo Giannini 21 Ottobre 2026 9:13

L’ultimo trimestre dell’anno è storicamente uno dei periodi più favorevoli per Wall Street. Ma non tutti i settori azionari si comportano allo stesso modo. Alcuni comparti tendono a registrare risultati decisamente migliori rispetto al mercato nel suo complesso, offrendo agli investitori interessanti spunti di analisi.
Tra questi spicca il settore finanziario, che secondo un’elaborazione realizzata con WarrenAI di InvestingPro ha registrato un rendimento medio dell’8,56% nel quarto trimestre, considerando gli ultimi dieci anni completi.
Un dato significativo, soprattutto se confrontato con il +4,91% dell’S&P 500 nello stesso periodo.
Ma quali azioni potrebbero beneficiare maggiormente di questa stagionalità positiva nelle ultime settimane del 2026? Lo abbiamo chiesto all’assistente finanziario di InvestingPro e questa è stata la risposta.
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Quali settori performano meglio nell’ultimo trimestre dell’anno?
L’analisi di WarrenAI ha preso in considerazione gli ETF rappresentativi degli 11 settori dell’S&P 500, calcolandone le performance dal 30 settembre al 31 dicembre di ogni anno, tra il 2016 e il 2025.

I finanziari dominano la classifica con una performance media dell’8,56%, davanti alla tecnologia (+6,07%) e agli industriali (+5,23%).
Non si tratta soltanto di una media elevata: il Financial Select Sector SPDR Fund (XLF) ha terminato positivamente nove degli ultimi dieci quarti trimestri, riuscendo a sovraperformare l’S&P 500 in otto occasioni.
La componente stagionale più interessante riguarda novembre, mese in cui il settore ha registrato un rendimento medio del 6,64%.
Secondo i dati elaborati da WarrenAI, considerando soltanto il periodo dal 21 ottobre alla fine di dicembre, il guadagno medio storico dell’XLF è stato del 6,7%, con nove risultati positivi su dieci.
Queste statistiche, basate sui prezzi senza dividendi e su un campione relativamente limitato, non costituiscono però una previsione per il 2026. Tanto più in un contesto caratterizzato da tassi d’interesse elevati e persistenti pressioni inflazionistiche.
Goldman Sachs: trimestrale solida, ma il titolo deve confermare il recupero
La prima società selezionata è Goldman Sachs (GS), uno dei principali gruppi finanziari statunitensi.
Il 20 ottobre le azioni hanno chiuso a 884,81 dollari, dopo una correzione del 18,5% negli ultimi tre mesi.
La debolezza del titolo contrasta con i risultati aziendali. Nel terzo trimestre Goldman Sachs ha registrato ricavi per 18,68 miliardi di dollari, in crescita del 23% su base annua, e un utile per azione di 17,01 dollari. Particolarmente positiva la performance delle attività di Global Banking & Markets, con ricavi aumentati del 32%.
Secondo InvestingPro, il titolo presenta un Fair Value di 1.088,61 dollari, equivalente a un potenziale rialzo del 23% rispetto ai prezzi attuali. Il P/E forward di 12,3 volte rende la valutazione interessante alla luce della redditività raggiunta.
Anche la stagionalità è favorevole: negli ultimi dieci anni, Goldman Sachs ha registrato un rendimento medio del 13,6% nel quarto trimestre, con nove chiusure positive su dieci, secondo l’elaborazione di WarrenAI.
Il principale elemento di cautela arriva dall’analisi tecnica.
Il titolo scambia sotto la media mobile a 200 giorni, attualmente in area 959 dollari, e presenta un RSI di 37,2. Un primo segnale incoraggiante arriverebbe dal recupero della media a 20 giorni, situata intorno a 899 dollari.
L’area 865–885 dollari rappresenta una possibile zona di osservazione, con un primo obiettivo teorico intorno a 960 dollari entro dicembre, subordinato a un miglioramento del quadro tecnico. Una discesa sostenuta sotto gli 850 dollari indebolirebbe ulteriormente lo scenario rialzista.
Victory Capital: valutazioni interessanti e un’importante acquisizione
La seconda società individuata da WarrenAI è Victory Capital (VCTR), gruppo americano specializzato nella gestione degli investimenti.
Rispetto a Goldman Sachs, il titolo presenta una situazione tecnica decisamente più favorevole.
Le azioni quotavano 108,45 dollari alla chiusura del 20 ottobre, con una performance superiore al 70% da inizio anno. Nonostante il forte rialzo, il P/E forward è pari a circa 10 volte, mentre il Fair Value di InvestingPro si attesta a 124,30 dollari, indicando un potenziale apprezzamento del 14,6%.
Dal punto di vista fondamentale, Victory Capital ha comunicato asset in gestione per 351,9 miliardi di dollari al 30 settembre e afflussi netti a lungo termine per 11,7 miliardi nel terzo trimestre.
Un ulteriore elemento di interesse riguarda l’acquisizione annunciata ad agosto di First Eagle Investments per circa 7 miliardi di dollari. L’operazione, il cui completamento è previsto entro il primo trimestre del 2027, dovrebbe creare un gruppo con circa 571 miliardi di dollari di asset complessivi dei clienti. Secondo le stime societarie, l’acquisizione potrebbe incrementare gli utili rettificati per azione del 2027 di circa il 35%, pur comportando nuovi impegni finanziari e rischi di integrazione.
Anche la stagionalità offre indicazioni incoraggianti. Dalla quotazione nel 2018, Victory Capital ha chiuso positivamente sette degli otto quarti trimestri considerati da WarrenAI, con un rendimento medio del 16,1%.
Sul fronte tecnico, le azioni rimangono sopra la media mobile a 200 giorni, collocata a 87,51 dollari.
L’area 104–109 dollari potrebbe rappresentare una zona da monitorare, mentre la perdita del supporto intorno a 102 dollari indebolirebbe il quadro di breve periodo. Un primo obiettivo rialzista ipotetico si colloca a 118 dollari.
Attenzione, però, alla trimestrale del 4 novembre, che potrebbe generare volatilità e modificare sensibilmente queste prospettive.
Conviene puntare sui finanziari prima della fine del 2026?
Il quadro che emerge dall’analisi è interessante, ma richiede prudenza.
Da una parte, la stagionalità suggerisce che il settore finanziario potrebbe beneficiare di un periodo storicamente favorevole. Dall’altra, le condizioni macroeconomiche sono più complesse rispetto a quelle osservate in molti degli anni precedenti.
L’inflazione americana è risalita al 3,7% a settembre e la Federal Reserve mantiene i tassi al 3,75–4,00%. Secondo un sondaggio Reuters pubblicato il 20 ottobre, gli economisti si aspettano prevalentemente una pausa nella riunione del 27–28 ottobre, seguita da un ulteriore rialzo a dicembre.
In questo contesto, le due azioni presentano caratteristiche differenti.
Goldman Sachs potrebbe risultare più interessante per chi cerca un possibile recupero dopo una correzione significativa, sostenuto da fondamentali solidi e valutazioni ragionevoli. Prima di ipotizzare un ingresso, tuttavia, sarebbe preferibile attendere segnali di stabilizzazione del prezzo.
Victory Capital, invece, presenta una struttura tecnica migliore e prospettive di crescita legate anche all’acquisizione di First Eagle. Il forte rialzo accumulato nel 2026, però, aumenta il rischio di prese di profitto.
La nostra valutazione è quindi che entrambi i titoli meritino attenzione nelle ultime settimane dell’anno, ma con approcci differenti: Goldman Sachs come potenziale opportunità di recupero da confermare tecnicamente, Victory Capital come titolo dalla forza relativa superiore, sul quale sarebbe opportuno evitare ingressi dopo accelerazioni eccessive.
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