Treasury di nuovo sotto pressione: salgono le attese d’inflazione USA
di: Alessio Moretti 12 Ottobre 2026 10:56

I rendimenti dei Treasury USA sono tornati a salire venerdì, interrompendo parzialmente il recupero registrato nelle sedute precedenti. A pesare sul mercato obbligazionario sono state soprattutto le nuove indicazioni sulle aspettative d’inflazione dei consumatori americani.
Secondo l’Università del Michigan, le attese sull’inflazione a 12 mesi sono salite al 4,7%, dal 4,6% di settembre. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con il 3,4% registrato a febbraio, prima dell’inizio del conflitto con l’Iran.
L’aumento dei prezzi energetici e le tensioni geopolitiche continuano quindi a mantenere elevato il rischio inflazione, complicando le prospettive per la Federal Reserve.
Treasury a 10 anni sopra il 5,26%
Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito di 2,8 punti base al 5,261%.
Nonostante il rialzo di venerdì, il decennale ha chiuso la settimana con un calo complessivo di 3,5 punti base, la flessione settimanale più marcata degli ultimi due mesi.
Il rendimento del Treasury a 30 anni si è attestato al 5,608%, registrando anch’esso una diminuzione su base settimanale.
Sul tratto più breve della curva, il Treasury a 2 anni è invece salito di 4,4 punti base al 4,799%. La scadenza biennale resta particolarmente sensibile alle aspettative sulle prossime decisioni della Fed.
La curva 2-10 anni si è nuovamente appiattita, con lo spread sceso a 45,5 punti base.
Fed: mercato punta su una pausa a ottobre
Le aspettative sulla politica monetaria americana restano piuttosto nette.
Secondo il CME FedWatch, il mercato assegna una probabilità dell’82,8% a tassi invariati nella riunione del 27-28 ottobre.
Allo stesso tempo, però, cresce la possibilità di un nuovo intervento a dicembre: la probabilità implicita di un rialzo dei tassi è salita al 72,3%.
Il messaggio del mercato è quindi chiaro: la Fed potrebbe prendersi una pausa nel breve termine, ma l’inflazione ancora elevata rende difficile escludere nuove strette entro fine anno.
Bund e BTP in calo
Scenario più disteso in Europa, dove i rendimenti sono scesi dopo le forti vendite delle sedute precedenti.
Il Bund tedesco a 10 anni ha perso 0,8 punti base al 3,487%, mentre il rendimento del BTP italiano è sceso di 1,9 punti base al 4,571%.
Lo spread BTP-Bund si è attestato a 108,4 punti base.
In Francia, il rendimento dell’OAT decennale è sceso al 4,857%, mentre lo spread rispetto al Bund resta elevato a circa 137 punti base, riflettendo le persistenti preoccupazioni sulla situazione fiscale del Paese.
BCE, diminuiscono le attese per nuovi rialzi
Anche sul fronte europeo il mercato ha ridimensionato le aspettative di ulteriori strette.
Il tasso sui depositi BCE è ora visto intorno al 2,72% entro dicembre, rispetto all’attuale 2,50%, mentre il mercato prezza un tasso vicino al 3,20% entro la fine del 2027.
Il quadro resta quindi dominato da un equilibrio delicato: inflazione ancora resistente, rendimenti elevati e banche centrali costrette a mantenere prudenza sulle prossime mosse.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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