Quali sono le 3 azioni italiane più sottovalutate in questo momento?
di: Filippo Giannini 7 Ottobre 2026 10:07

Quali sono oggi le azioni italiane che il mercato potrebbe stare sottovalutando maggiormente?
Per rispondere abbiamo interrogato WarrenAI di InvestingPro, chiedendo di analizzare le società italiane con una capitalizzazione superiore a 1 miliardo di euro e di individuare quelle che presentano il maggiore scarto tra prezzo di Borsa e fair value.
Il risultato porta a tre nomi molto diversi tra loro: OVS, Webuild e Caltagirone. Secondo il modello, il potenziale teorico di rivalutazione oscilla tra il 41% e oltre il 53%.
Ma un titolo sottovalutato non è automaticamente un titolo da acquistare, cerchiamo quindi di effettuare un’analisi più ampia su questi titoli.
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OVS: è davvero sottovalutata del 53%?
Il maggiore upside teorico appartiene a OVS. Con un fair value di 9 euro contro una quotazione intorno a 5,86 euro, WarrenAI rileva uno sconto superiore al 50%.
I fondamentali stanno migliorando. Nel primo semestre 2026 le vendite sono aumentate del 10,7% a 877,4 milioni, mentre il margine lordo ha raggiunto il 62,1%. L’EBITDA è salito a 114,3 milioni e l’utile netto del 7,7%.
Interessante anche la crescita organica del 6,1%, superiore a quella del mercato di riferimento, un segnale che suggerisce un aumento della quota di mercato.
Il problema è la valutazione. Il P/E più recente indicato da WarrenAI è circa 17 volte, con un forward P/E di 13,9 volte e un debt/equity elevato, al 157,9%.
Soprattutto, gli analisti stimano un upside di appena 16,1%, molto distante dal +53,5% del fair value. OVS appare quindi interessante, ma è anche il titolo sul quale modello quantitativo e mercato sembrano essere maggiormente in disaccordo.
Caltagirone: multipli da vera azione value
Il profilo di Caltagirone è praticamente opposto.
Il gruppo quota con un P/E di appena 6,8 volte, un Price/Book di 0,5 e un EV/EBITDA di 1,9 volte. Anche il bilancio appare particolarmente prudente, con un debt/equity dell’11,2%.
Nel frattempo i ricavi sono passati da 1,57 miliardi nel 2021 a 2,37 miliardi nel 2025, mentre l’utile netto è cresciuto fino a 147,8 milioni.
Il fair value di WarrenAI è pari a 13,35 euro, circa il 41% sopra le quotazioni attuali.
In questo caso lo sconto potrebbe però essere in parte strutturale: Caltagirone è una holding diversificata e presenta un ROE del 7,5%, non particolarmente elevato. Inoltre manca un target price di consenso sufficientemente rappresentativo con cui confrontare il modello.
È probabilmente il titolo più “value” dei tre, ma non necessariamente quello con il catalizzatore più evidente.
Webuild: è questa l’opportunità più interessante?
È Webuild, a nostro avviso, il caso che merita maggiore attenzione.
Il titolo quota intorno a 1,95 euro e presenta un P/E di circa 8 volte, che scende a 6,9 volte considerando gli utili attesi. WarrenAI calcola un fair value di 2,79 euro, equivalente a un upside del 42,8%, mentre i target degli analisti indicati dalla piattaforma risultano ancora più ottimisti.
A rendere interessante la valutazione sono soprattutto i fondamentali.
Nel primo semestre 2026 Webuild ha registrato 6,65 miliardi di ricavi, mentre l’EBITDA è aumentato del 13,6% a 673 milioni e il margine è salito dal 8,9% al 10,1%. Il backlog ha raggiunto 53,7 miliardi di euro. La società punta inoltre per l’intero 2026 a ricavi superiori a 13,6 miliardi, EBITDA oltre 1,2 miliardi e cassa netta superiore a 300 milioni.
Non mancano però i rischi. La cancellazione di alcuni progetti NEOM è già incorporata nella guidance, mentre l’OPA su Trevi ha portato Webuild a rinviare la presentazione del nuovo piano industriale fino al completamento dell’operazione.
Ed è proprio qui che entra in gioco il grafico.
Il livello da monitorare su Webuild è 2,20 euro
Nonostante la valutazione interessante, Webuild non ha ancora confermato una vera inversione del trend ribassista.
Per questo il livello che riteniamo più importante è quello dei 2,20 euro.
Un ritorno stabile sopra questa soglia cambierebbe sensibilmente la struttura grafica e potrebbe rappresentare la prima vera conferma che il mercato sta iniziando a riconoscere parte dello sconto evidenziato dai fondamentali.
Finché il titolo rimarrà sotto 2,20 euro, invece, il fair value resterà soprattutto un potenziale teorico.
Tre titoli sottovalutati, ma per motivi diversi
L’analisi di WarrenAI mette quindi in evidenza tre situazioni differenti: OVS offre il maggiore upside teorico, Caltagirone presenta i multipli più bassi e il bilancio più conservativo, mentre Webuild sembra offrire il compromesso più interessante tra crescita, valutazione e potenziale rivalutazione.
Ma proprio Webuild necessita della conferma più importante: quella del prezzo.
Il superamento dei 2,20 euro potrebbe trasformare una semplice situazione di sottovalutazione in un segnale molto più interessante anche dal punto di vista operativo.
Come sempre, il fair value non rappresenta un target certo: un’azione può rimanere sottovalutata per molto tempo se il mercato non trova un catalizzatore capace di cambiare il sentiment.
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