Wall Street chiude il terzo trimestre in rialzo: Big Tech ancora protagoniste
di: Alessio Moretti 1 Ottobre 2026 9:52

Dopo un primo semestre particolarmente forte, Wall Street ha rallentato nel terzo trimestre, ma i principali indici hanno comunque mostrato una notevole capacità di tenuta nonostante l’aumento dei rendimenti obbligazionari e dei prezzi dell’energia.
Il mercato si avvicina ora agli ultimi tre mesi dell’anno con una sfida importante: confermare la serie di performance annuali a doppia cifra mentre le aspettative indicano tassi di interesse ancora elevati.
A sostenere gli indici sono state ancora una volta soprattutto le grandi società tecnologiche.
Big Tech sostengono Nasdaq e S&P 500
Microsoft, Meta, Nvidia e Apple hanno tutte guadagnato oltre il 10% nel corso del terzo trimestre, permettendo al Nasdaq Composite di avanzare del 2,23%.
Il 22 settembre l’indice tecnologico ha inoltre raggiunto un nuovo massimo storico.
Positivo anche il bilancio dell’S&P 500, salito del 2,03% nel trimestre nonostante il forte aumento dei rendimenti dei Treasury.
Più difficile invece la situazione per i settori maggiormente esposti al costo del denaro e alla spesa dei consumatori. Il Dow Jones ha perso l’1,85% nel Q3, risentendo maggiormente della pressione esercitata da tassi ed energia.
Il solo mese di settembre ha mostrato una dinamica simile: Nasdaq +1,62%, S&P 500 -0,45% e Dow Jones -3,45%.
Boeing conquista un contratto da oltre 20 miliardi
Tra le principali notizie societarie spicca Boeing, che si è aggiudicata un contratto della US Navy superiore a 20 miliardi di dollari per la costruzione di un caccia di nuova generazione.
L’operazione rappresenta un importante risultato per il gruppo aerospaziale, in un momento in cui Boeing continua a lavorare per stabilizzare le proprie attività commerciali.
Novità anche ai vertici di Mattel: Roger Lynch lascerà la guida di Condé Nast dopo oltre sette anni per diventare CEO del produttore di giocattoli.
Ford rallenta la produzione dell’F-150
Problemi di supply chain tornano invece a pesare su Ford.
Il CEO Jim Farley ha spiegato che una carenza di componenti ha bloccato per circa una settimana la produzione dell’F-150 in uno stabilimento del Michigan, con effetti sulle consegne all’ingrosso del terzo trimestre.
Ford punta comunque a produrre 150.000 pick-up in più rispetto al 2025, nel tentativo di recuperare parte delle vendite perse.
Conagra alza i prezzi per compensare l’inflazione
Segnali di pressione sui costi arrivano anche da Conagra, che ha portato la propria previsione d’inflazione per l’anno fiscale verso la parte alta del range 5%-6%.
Tra i principali fattori figurano costi più elevati per logistica e carburante, carenza di autisti e dazi sull’acciaio.
Per proteggere i margini, il gruppo sta aumentando i prezzi dei prodotti refrigerati e surgelati, dopo interventi simili già applicati sugli alimenti in scatola.
Il quarto trimestre si apre quindi con un mercato ancora sostenuto dalle Big Tech, ma sempre più sensibile a tassi, energia e inflazione.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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