Treasury ai massimi da 19 anni: i rendimenti salgono ancora
di: Alessio Moretti 29 Settembre 2026 10:34

Nuova accelerazione per i rendimenti obbligazionari globali, con il Treasury USA a 10 anni che ha raggiunto livelli che non si vedevano da quasi vent’anni.
Il rendimento del Treasury decennale è salito di 7,9 punti base al 5,244%, chiudendo sui massimi degli ultimi 19 anni. Durante la seduta ha toccato anche il 5,272%, avvicinandosi a una soglia tecnica e storica particolarmente importante.
Il livello da monitorare è infatti il 5,303%, raggiunto l’ultima volta il 12 giugno 2007. Un superamento porterebbe il rendimento del decennale americano sui livelli più alti dal maggio 2002.
Treasury USA ancora sotto pressione
Il movimento non riguarda soltanto la scadenza a 10 anni.
Il rendimento del Treasury a 30 anni è salito al 5,552%, dopo aver toccato un massimo intraday del 5,583%, il livello più elevato dal 2004.
Anche il biennale, più sensibile alle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve, è avanzato al 4,935%, dopo aver raggiunto il 4,956% nel corso della seduta.
La curva 2-10 anni si è leggermente irripidita, portandosi a 30,9 punti base.
Mercati sempre più aggressivi sulla Fed
A spingere al rialzo i rendimenti sono soprattutto le aspettative di nuovi aumenti dei tassi.
Secondo il CME FedWatch, il mercato attribuisce ora una probabilità del 70,3% a un rialzo di 25 punti base a ottobre, rispetto al 64,2% della seduta precedente.
La probabilità di un ulteriore aumento di 25 punti base a dicembre è invece salita al 59,9%.
Anche le dichiarazioni dei membri della Fed continuano a mantenere un tono restrittivo. La governatrice Lisa Cook ha sottolineato che la domanda legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale e l’aumento del prezzo del petrolio potrebbero mantenere elevate le pressioni inflazionistiche nei prossimi mesi.
Bund tedesco ai massimi dal 2009
Pressioni simili si registrano anche in Europa.
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è salito di 5 punti base al 3,650%, massimo da giugno 2009. La scorsa settimana ha inoltre registrato il settimo rialzo settimanale consecutivo.
Dall’inizio del mese il rendimento è aumentato di oltre 31 punti base.
Anche il Bund a 2 anni è salito al 3,310%, con un incremento mensile superiore a 37 punti base, il più forte da marzo.
Inflazione Eurozona ora decisiva
Gli investitori guardano ora ai prossimi dati sull’inflazione dell’Eurozona, che potrebbero modificare ulteriormente le aspettative sulla BCE.
Il consenso prevede un’accelerazione dell’inflazione al 3,6% a settembre, dal 3,2% di agosto.
Dopo una serie di dati macroeconomici più solidi del previsto, un’inflazione superiore alle attese potrebbe aumentare ulteriormente la pressione sulla BCE affinché mantenga una politica monetaria restrittiva.
Il messaggio dei mercati obbligazionari resta quindi chiaro: tra inflazione resiliente, petrolio elevato e crescita ancora robusta, lo scenario di tassi alti più a lungo continua a rafforzarsi.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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