Stellantis crolla sotto i 4 euro: ora rischia anche l’uscita dal FTSE MIB?
di: Filippo Giannini 25 Settembre 2026 14:57

Stellantis sta continuando a bruciare capitalizzazione in borsa. Nella seduta del 24 settembre il titolo ha chiuso a 3,9635 euro, perdendo il 4,31% e portando il passivo da inizio 2026 a oltre il 58%.
Il trend negativo non è storia recente ma è dai massimi di marzo del 2024 che la società non mostra segnali di reazione. Da quella data il valore delle azioni è sceso dell’ 85,5%. La capitalizzazione del gruppo automobilistico è scesa ormai in area 11,5 miliardi di euro.
Dopo questo enorme calo strutturale emerge una nuova domanda: Stellantis potrebbe arrivare a rischiare anche l’uscita dal FTSE MIB?
Uno scenario che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrato quasi impensabile, ma che dopo il violento ridimensionamento del valore di Borsa merita almeno di essere analizzato.
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Stellantis perde oltre il 58% nel 2026

andamento grafico stellantis
La pressione sul titolo si è intensificata nelle ultime settimane. Il 18 settembre Stellantis aveva chiuso a 4,2035 euro, per poi scendere progressivamente fino ai 3,9635 euro del 24 settembre.
Solo nell’ultima settimana il ribasso ha superato l’8%.
A pesare sono soprattutto i dubbi sulla velocità del rilancio del gruppo e sulla capacità di recuperare redditività, in particolare in Nord America.
Berenberg ha recentemente abbassato il giudizio da Buy a Hold e ridotto il target price da 7,8 a 5,1 euro, citando proprio le preoccupazioni sul recupero dei margini.
Anche i dati europei arrivati questa settimana non hanno aiutato. Ad agosto le immatricolazioni Stellantis in Europa occidentale sono cresciute del 3,5%, contro il +5,3% dell’intero mercato. Negli otto mesi il gruppo registra comunque un +4,7%, ma la quota di mercato è leggermente scesa dal 14,9% al 14,8%.
Come si viene esclusi dal FTSE MIB?
Qui arriva il punto più interessante.
Il FTSE MIB non è semplicemente composto dalle 40 società italiane con maggiore capitalizzazione. FTSE Russell prende in considerazione contemporaneamente dimensione e liquidità attraverso un indicatore denominato ILC, Indicator of Liquidity and Capitalisation.
Per calcolarlo vengono considerate la capitalizzazione corretta per il flottante e l’attività di negoziazione del titolo.
Le regole prevedono inoltre un importante meccanismo di protezione per le società già presenti nell’indice: un componente del FTSE MIB viene normalmente rimosso se scende al 45° posto o peggio nella classifica ILC.
Viceversa, se una società esterna all’indice raggiunge almeno il 36° posto, entra nel paniere sostituendo il componente peggio classificato.
Questo significa che vedere Stellantis sotto i 4 euro non è sufficiente, da solo, per determinarne l’esclusione.
Perché Stellantis potrebbe essere ancora relativamente protetta
Nonostante il crollo, Stellantis conserva due elementi importanti.
Il primo è la dimensione. Con circa 11,5 miliardi di capitalizzazione, il gruppo rimane ancora sensibilmente più grande di diverse società che si trovano immediatamente fuori dal FTSE MIB.
Dopo l’ultima revisione, la Reserve List dell’indice è composta da Pirelli, Banca Generali, Reply e DiaSorin.
Il secondo elemento, forse ancora più importante, è la liquidità. Stellantis rimane uno dei titoli maggiormente negoziati a Piazza Affari: nella sola seduta del 24 settembre sono passate di mano oltre 50 milioni di azioni, per più di 206 milioni di euro di controvalore.
E poiché la liquidità entra direttamente nel calcolo dell’ILC, questo rappresenta un fattore da non sottovalutare.
In altre parole, Stellantis può perdere molta capitalizzazione senza necessariamente precipitare immediatamente fuori dal FTSE MIB.
Cosa accadrebbe a Stellantis in caso di esclusione dal FTSE MIB?
Un’eventuale uscita dal FTSE MIB non cambierebbe direttamente i fondamentali di Stellantis, ma potrebbe avere conseguenze sul titolo nel breve periodo. I fondi e gli ETF che replicano passivamente l’indice sarebbero infatti costretti a vendere le azioni Stellantis in portafoglio per adeguarsi alla nuova composizione del paniere.
Questo potrebbe generare ulteriore pressione sulle quotazioni soprattutto nelle sedute vicine al ribilanciamento, anche se si tratterebbe prevalentemente di un effetto tecnico legato ai flussi. Una volta completato l’aggiustamento dei portafogli, l’andamento del titolo tornerebbe a dipendere soprattutto dai risultati del gruppo, dalle prospettive sui margini e dalla capacità del management di rilanciare il business.
La vera data da cerchiare è il 23 novembre
Il rischio diventerebbe però molto più interessante qualora il titolo continuasse a scendere nei prossimi due mesi.
La revisione di settembre è ormai conclusa e Stellantis è rimasta regolarmente nel paniere. Per il prossimo ribilanciamento di dicembre, FTSE Russell utilizzerà come data di cut-off il 23 novembre 2026.
Ancora più importante: per il FTSE MIB il periodo utilizzato per determinare il prezzo medio andrà dal 26 ottobre al 23 novembre, mentre la liquidità verrà analizzata sul semestre compreso tra il 25 maggio e il 23 novembre. Le eventuali modifiche saranno comunicate il 2 dicembre e diventeranno effettive il 21 dicembre.
Stellantis pubblicherà i dati del terzo trimestre il 28 ottobre, praticamente all’inizio della finestra utilizzata da FTSE Russell per calcolare il prezzo medio.
La reazione del mercato ai prossimi conti potrebbe quindi avere un peso maggiore del solito.
Stellantis rischia davvero di uscire dal FTSE MIB?
Oggi il rischio esiste sulla carta, ma i dati disponibili non indicano ancora un’esclusione imminente.
La capitalizzazione di Stellantis si è ridotta drasticamente, ma rimane superiore a quella di diversi candidati all’ingresso e, soprattutto, il titolo conserva una liquidità molto elevata.
La situazione cambierebbe però se le azioni dovessero rimanere stabilmente sotto i 4 euro o registrare un’altra forte gamba ribassista tra fine ottobre e novembre. A quel punto il deterioramento della capitalizzazione corretta per il flottante potrebbe iniziare a pesare significativamente sulla posizione di Stellantis nella graduatoria ILC.
Per questo, dopo il crollo del titolo, il prossimo appuntamento da osservare non sarà soltanto quello con i risultati trimestrali.
Tra il 26 ottobre e il 23 novembre Stellantis si giocherà anche una parte della propria permanenza tra le 40 blue chip del FTSE MIB.
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