Wall Street piatta, Oracle frena su un maxi data center AI: focus anche su Anthropic e Akamai
di: Alessio Moretti 25 Settembre 2026 10:19

Seduta poco mossa quella di giovedì a Wall Street, con i principali indici statunitensi sostanzialmente stabili. Il Dow Jones ha perso lo 0,31%, pari a 161,61 punti, mentre l’S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,02%. Il Nasdaq Composite ha invece terminato la giornata appena sopra la parità, con un +0,01%.
Sul fronte societario, l’attenzione si è concentrata soprattutto sull’intelligenza artificiale e sui data center, con nuove indicazioni sui crescenti rischi legati alla costruzione delle infrastrutture necessarie a sostenere il boom dell’AI.
Oracle invoca la forza maggiore sul Project Jupiter
Secondo Bloomberg, Oracle avrebbe invocato una clausola di forza maggiore sul Project Jupiter, un grande data center in costruzione nel New Mexico, nel tentativo di limitare la propria esposizione finanziaria dopo una serie di ritardi normativi e autorizzativi.
La società starebbe cercando di rinviare alcuni pagamenti nel caso in cui il progetto subisse ulteriori rallentamenti o non riuscisse a diventare operativo nel 2028 come previsto.
Uno dei principali ostacoli riguarda un gasdotto fondamentale per l’alimentazione energetica della struttura, la cui entrata in funzione sarebbe stata posticipata al 1° febbraio 2027.
Il ritardo potrebbe limitare l’approvvigionamento necessario alle fuel cell di Bloom Energy previste per alimentare il complesso.
Data center AI, emergono i rischi di esecuzione
Il progetto ha una capacità prevista di 2,45 GW ed è collegato alla più ampia iniziativa infrastrutturale da 400 miliardi di dollari che coinvolge OpenAI, Oracle e SoftBank.
Le obbligazioni legate allo sviluppo vengono tuttavia scambiate sotto i 90 centesimi per dollaro, segnale di crescente cautela da parte degli investitori.
Il caso mette in evidenza uno dei principali problemi della corsa globale all’AI: costruire data center richiede enormi quantità di capitale, energia e infrastrutture, mentre aumentano contemporaneamente costi, opposizione politica e complessità autorizzative.
La domanda legata all’intelligenza artificiale resta molto forte, ma il mercato sta iniziando a distinguere sempre di più tra potenziale di crescita e capacità concreta di realizzare i progetti.
Anthropic sigla un maxi accordo con Akamai
Intanto Anthropic continua ad accelerare sul fronte infrastrutturale.
La società di intelligenza artificiale pagherà ad Akamai Technologies almeno 11,6 miliardi di dollari nell’arco di sette anni per utilizzare infrastrutture cloud e software.
L’accordo potrebbe essere ampliato di altri 9 miliardi, portando l’impegno complessivo potenziale a circa 20 miliardi di dollari.
Akamai ha inoltre concesso ad Anthropic un warrant per acquistare circa 7,7 milioni di azioni privilegiate convertibili Series B.
Barry Diller ritira l’offerta per MGM Resorts
Tra le altre notizie della giornata, Barry Diller ha annunciato il ritiro della propria proposta per MGM Resorts, dopo diversi mesi di trattative.
La decisione chiude, almeno per ora, una possibile operazione che aveva attirato l’attenzione degli investitori sul futuro assetto del gruppo.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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