SpaceX compie 100 giorni in Borsa: ecco cosa attendersi ora
di: Alessio Moretti 23 Settembre 2026 10:37

Sono passati già 100 giorni dalla quotazione di SpaceX (NASDAQ: SPCX).
Dal debutto sul Nasdaq del 12 giugno, il titolo ha già attraversato praticamente tutte le fasi tipiche di una IPO molto attesa: euforia iniziale, corsa agli acquisti, forte correzione e infine un tentativo di stabilizzazione.
SpaceX aveva fissato il prezzo dell’IPO a 135 dollari per azione, per poi aprire le contrattazioni a 150 dollari. Nei giorni successivi l’entusiasmo aveva spinto le azioni fino al massimo di 225,64 dollari, prima che il mercato iniziasse a fare i conti con una valutazione tra le più elevate di Wall Street.
Il risultato è stato un crollo fino a 104,83 dollari, equivalente a una perdita di oltre il 53% dal massimo al minimo.
Oggi la situazione è molto diversa. Alla chiusura del 22 settembre SpaceX valeva 154,72 dollari: circa il 15% sopra il prezzo dell’IPO, ma appena il 3,1% sopra i 150 dollari della prima apertura. Allo stesso tempo il titolo rimane ancora circa il 31% sotto il massimo storico, nonostante abbia recuperato quasi il 48% dai minimi.
Numeri che raccontano perfettamente i primi 100 giorni di SpaceX in Borsa: tanta volatilità, aspettative enormi e un mercato che sta ancora cercando di capire quanto possa valere realmente quella che ormai non è più soltanto un’azienda di razzi.
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100 giorni dopo, SpaceX è un’azienda diversa
Probabilmente la cosa più importante accaduta dalla quotazione non riguarda però il prezzo delle azioni.
Riguarda il business.
Quando SpaceX è arrivata a Wall Street, gran parte della narrativa ruotava intorno a Starlink, Falcon e soprattutto Starship. I primi risultati trimestrali da società quotata hanno invece mostrato chiaramente una struttura molto più complessa.
Nel secondo trimestre del 2026 i ricavi sono aumentati del 92% su base annua raggiungendo 7,8 miliardi di dollari, contro i 4,69 miliardi registrati nel trimestre precedente. L’EBITDA adjusted è salito addirittura del 191%, arrivando a circa 3,5 miliardi di dollari.
Ma è soprattutto la composizione dei ricavi a essere interessante.
| Segmento | Ricavi Q2 2026 | Crescita YoY |
|---|---|---|
| Connettività / Starlink | $4,3 mld | +66% |
| AI & Compute | $2,6 mld | +247% |
| Spazio / Falcon-Starship | $962 mln | +29% |
| Totale | $7,8 mld | +92% |
Starlink rimane quindi il motore principale, sostenuto anche da 1,7 milioni di nuovi abbonati netti nel trimestre, ma la vera sorpresa è arrivata dall’intelligenza artificiale.
Il nuovo motore di SpaceX si chiama AI
Il segmento AI & Compute ha prodotto circa 2,6 miliardi di dollari di ricavi nel Q2, crescendo del 247% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
SpaceX ha iniziato a monetizzare parte della propria enorme infrastruttura di calcolo attraverso accordi di hosting e capacità computazionale, trasformando di fatto la società anche in un fornitore di infrastrutture AI.
Ed è proprio qui che il mercato sta probabilmente modificando il modo in cui valuta l’azienda.
SpaceX non è più semplicemente confrontabile con Boeing, Lockheed Martin o altre società aerospaziali. La componente Starlink presenta caratteristiche più vicine a un operatore telecom, mentre l’espansione nel compute avvicina una parte del business alle società che stanno costruendo l’infrastruttura necessaria per l’intelligenza artificiale.
Alla Goldman Sachs Communacopia Conference di settembre, il CFO Bret Johnsen ha confermato che SpaceX prevede di chiudere il 2026 con oltre 2 GW di capacità computazionale, per poi accelerare ulteriormente nel 2027. Il management aveva precedentemente indicato un obiettivo nell’area 15-20 GW entro fine 2027.
Una crescita del genere, tuttavia, ha un prezzo.
$18,4 miliardi di investimenti in appena tre mesi
Nel secondo trimestre SpaceX ha sostenuto circa 18,4 miliardi di dollari di capex, di cui una parte predominante collegata alla costruzione dell’infrastruttura AI.
Per dare un riferimento, significa investire in tre mesi più di quanto molte grandi società quotate investano nell’arco di diversi anni.
Ed è probabilmente proprio questo uno dei motivi per cui il mercato ha reagito con prudenza ai risultati di agosto nonostante la crescita dei ricavi superiore alle attese.
SpaceX ha infatti chiuso il Q2 con una perdita netta di 541 milioni di dollari. La società sta crescendo rapidamente e produce già un EBITDA significativo, ma la quantità di capitale necessaria per sostenere contemporaneamente Starlink, Starship e infrastruttura AI rimane enorme.
A mitigare questo rischio c’è però un bilancio eccezionalmente liquido.
SpaceX dispone di circa 100 miliardi di dollari di liquidità e di un backlog nell’ordine dei 47,5 miliardi, risorse che permettono all’azienda di finanziare una parte importante della propria espansione senza dipendere continuamente dal mercato dei capitali.
L’obiettivo che Wall Street dovrà iniziare a verificare
È qui che arriviamo probabilmente alla variabile più importante per i prossimi mesi.
SpaceX punta a raggiungere entro dicembre un run rate annualizzato dei ricavi di 100 miliardi di dollari.
Non significa necessariamente generare 100 miliardi nell’intero 2026. Il target viene calcolato annualizzando il livello di ricavi atteso per dicembre. Ma anche così si tratta di un’accelerazione enorme rispetto ai circa 23 miliardi di ricavi degli ultimi dodici mesi.
Alla conferenza Goldman Sachs, il CFO ha inoltre spiegato che un nuovo contratto di hosting dovrebbe generare circa 1,11 miliardi di dollari al mese a partire dal 1° dicembre, equivalenti a oltre 13 miliardi di ricavi annualizzati aggiuntivi. Il management ha quindi dichiarato di avere ancora maggiore convinzione sulla possibilità di raggiungere il target dei 100 miliardi.
Ancora più ambizioso è l’obiettivo di lungo periodo: SpaceX ha anticipato al 2030 la propria previsione interna di raggiungere 1.000 miliardi di dollari di ricavi, indicando persino una possibilità, seppur non considerata lo scenario centrale, di arrivarci nel 2029.
È proprio la credibilità di questi obiettivi che determinerà in buona parte se l’attuale valutazione potrà essere sostenuta.
Il problema è sempre lo stesso: quanto è già nel prezzo?
A circa 154 dollari per azione, SpaceX capitalizza nell’ordine dei 2.100 miliardi di dollari.
È una valutazione paragonabile a quella delle più grandi società tecnologiche del mondo, nonostante SpaceX generi ancora una frazione dei loro ricavi e non abbia ancora raggiunto una redditività GAAP stabile.
Secondo i dati InvestingPro, SpaceX tratta a circa 41,6 volte i ricavi 2026 attesi, mentre l’EV/EBITDA supera 420 volte.
Multipli difficili da giustificare utilizzando esclusivamente i risultati attuali.
Il mercato sta quindi pagando oggi una parte molto consistente della SpaceX che potrebbe esistere fra cinque o dieci anni.
Ed è questa probabilmente la principale differenza rispetto a molte altre società growth: non basta che SpaceX cresca molto. Deve crescere enormemente per avvicinarsi alle aspettative già incorporate nella sua capitalizzazione.
Wall Street continua comunque a vedere potenziale
Gli analisti rimangono prevalentemente positivi.
I dati Investing.com più recenti mostrano 29 raccomandazioni Buy, 5 Hold e 2 Sell, mentre il target price medio si trova nell’area dei 221-222 dollari, circa il 43-45% sopra i livelli attuali. Tra i target più elevati troviamo Bernstein a 248 dollari, mentre Wells Fargo indica 212 dollari.
Ma la dispersione delle valutazioni è significativa e conferma quanto sia difficile attribuire un valore a SpaceX.
Lo stesso Fair Value elaborato attraverso i modelli di InvestingPro restituisce infatti un quadro più prudente rispetto alle aspettative del consenso.
I prossimi 100 giorni potrebbero contare più dei primi
Se i primi 100 giorni sono serviti al mercato per smaltire l’euforia dell’IPO, quelli che separano SpaceX dalla fine del 2026 potrebbero servire per iniziare a verificare se le aspettative fondamentali siano realistiche.
Un primo elemento da monitorare riguarda l’aumento progressivo del flottante. SpaceX ha scelto una struttura di lock-up scaglionata: alcune tranche sono già diventate negoziabili senza provocare vendite particolarmente violente, ma altre azioni potranno arrivare sul mercato nei prossimi mesi. Motley Fool evidenzia, tra le prossime finestre, quelle del 24 settembre, 9 ottobre e 24 ottobre, oltre a un’importante tranche collegata ai risultati del terzo trimestre.
Il secondo appuntamento, decisamente più importante, arriverà con i risultati del terzo trimestre, attualmente attesi per il 5 novembre.
Wall Street cercherà soprattutto conferme sulla crescita del segmento AI, sull’espansione di Starlink e sul percorso verso i 100 miliardi di ricavi annualizzati.
Ma probabilmente osserverà ancora più attentamente il capex.
Se gli investimenti continueranno a crescere più rapidamente della capacità dell’azienda di generare cassa, il mercato potrebbe tornare a mettere sotto pressione i multipli. Al contrario, una nuova forte accelerazione dei ricavi accompagnata da un miglioramento della redditività renderebbe più credibile la trasformazione che SpaceX sta raccontando agli investitori.
SpaceX verso fine 2026: cosa aspettarsi?
Dopo 100 giorni di contrattazioni, il mercato sembra aver già superato la prima fase di entusiasmo irrazionale.
A 154,72 dollari, SpaceX è praticamente tornata dove aveva iniziato il proprio percorso sul Nasdaq, ma l’azienda che gli investitori stanno valutando oggi è molto diversa da quella arrivata in Borsa a giugno.
Starlink continua a crescere rapidamente. Il business AI ha assunto in pochi mesi dimensioni miliardarie. Starship rimane un possibile acceleratore enorme per l’economia dell’intero ecosistema. E la liquidità disponibile consente a SpaceX di continuare a investire con un’aggressività difficilmente replicabile dai concorrenti.
Allo stesso tempo, però, 2.100 miliardi di dollari di capitalizzazione lasciano pochissimo spazio agli errori.
Ed è forse questa la conclusione più importante dei primi 100 giorni.
Il problema di SpaceX non sembra essere la mancanza di opportunità di crescita. Semmai è il contrario: il mercato ha già attribuito a queste opportunità un valore enorme.
Da qui a dicembre, quindi, l’attenzione potrebbe progressivamente spostarsi dalla narrativa all’esecuzione. I risultati del Q3, la capacità di avvicinarsi realmente ai 100 miliardi di run rate annualizzato, l’evoluzione degli investimenti AI e i progressi dell’ecosistema Starlink-Starship diranno molto più del semplice andamento giornaliero delle azioni.
I primi 100 giorni hanno dimostrato quanto SpaceX possa essere volatile. I prossimi potrebbero iniziare a dirci quanto vale davvero.
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Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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