Oracle sale del 40% dai minimi: il rally proseguirà ancora?
di: Filippo Giannini 9 Settembre 2026 9:24

Oracle è tornata improvvisamente sotto i riflettori di Wall Street. Dopo aver toccato un minimo di 114,50 dollari a fine luglio, il titolo ha messo a segno un recupero superiore al 40%, riportandosi sopra area 160 dollari.
Un movimento molto rapido, sostenuto dal rinnovato entusiasmo per il business cloud e AI, che ora pone però una domanda importante: quanto spazio resta ancora al rialzo dopo un rally di questa portata?
La trimestrale del 10 settembre e il test dell’area 170-175 dollari potrebbero fornire una prima risposta.
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Il rally di Oracle non è solo speculazione
Alla base del recupero c’è soprattutto il miglioramento della percezione sul business AI e cloud. Nel quarto trimestre fiscale 2026 Oracle ha registrato ricavi per 19,2 miliardi di dollari, +21%, mentre i ricavi Cloud Infrastructure (IaaS) sono balzati del 93% a 5,8 miliardi.
Ancora più significativo è il Remaining Performance Obligations (RPO), cioè il valore dei contratti già firmati ma non ancora contabilizzati come ricavi: a fine trimestre ha raggiunto 638 miliardi di dollari, +363% su base annua. Oracle Multicloud AI Database è cresciuto addirittura del 404%.
Il messaggio è chiaro: la domanda per l’infrastruttura AI di Oracle è molto forte e una parte rilevante della crescita futura è già contrattualizzata.
A rafforzare il momentum sono arrivate anche nuove partnership. Google sta portando i modelli Gemini nell’ecosistema Oracle, mentre HPE fornirà infrastruttura di networking per l’espansione globale dei data center AI.
Il vero problema resta il costo della crescita
Il mercato, però, non dubita tanto della domanda quanto del prezzo necessario per soddisfarla.
Nel FY2026 Oracle ha generato 32 miliardi di operating cash flow, ma il free cash flow è sceso a -23,7 miliardi a causa degli enormi investimenti nell’infrastruttura cloud. La società prevede inoltre di raccogliere circa 40 miliardi tra debito ed equity nel FY2027, inclusi 20 miliardi attraverso un programma ATM.
È questo uno degli elementi che spiegano il violento de-rating rispetto al massimo a 52 settimane di 345,72 dollari. A 162,52 dollari Oracle quota ancora oltre il 50% sotto quel livello.
La valutazione è diventata interessante?
Secondo i dati di InvestingPro, Oracle presenta un P/E LTM di 27,6 volte, ma un P/E forward di circa 19 volte. Il Fair Value è stimato a 185,68 dollari, circa il 14% sopra i prezzi attuali, mentre il target medio degli analisti implica un potenziale decisamente superiore.
Wall Street resta infatti ottimista: Guggenheim ha confermato Buy con target a 400 dollari, mentre Oppenheimer mantiene una valutazione positiva con target a 275 dollari.
Il punto è che Oracle deve ora trasformare gli enormi contratti AI in ricavi, margini e soprattutto cassa.
Trimestrale del 10 settembre: il vero test
Il prossimo catalizzatore arriverà il 10 settembre dopo la chiusura di Wall Street, quando Oracle pubblicherà il Q1 fiscale 2027.
Il consensus indica EPS di circa 1,73 dollari e ricavi per 19,13 miliardi, equivalenti a una crescita vicina al 28% annuo. Oracle stessa aveva indicato una crescita dei ricavi del 27-29% e del cloud del 58-64% in dollari.
Più dei numeri assoluti conteranno però tre elementi: crescita di OCI, conversione degli RPO in ricavi e indicazioni sul capex e sul finanziamento della crescita.
Analisi tecnica: area 170-175 dollari decisiva
Dal punto di vista tecnico il titolo arriva alla trimestrale in una zona delicata. Intorno a 168 dollari transita la media mobile a 200 periodi, mentre tra 170 e 175 dollari si trova un’importante area di resistenza.
Una rottura convincente sopra 175 dollari trasformerebbe il recupero degli ultimi mesi in un segnale tecnico molto più forte e potrebbe aprire spazio verso area 185-190 dollari, vicina anche al Fair Value di InvestingPro.
Al contrario, un rifiuto sotto questa fascia aumenterebbe il rischio di prese di profitto dopo il +40% dai minimi.
Oracle può salire ancora?
Il momentum è nettamente migliorato e, rispetto ai massimi, la valutazione è molto meno impegnativa. La crescita di OCI e l’enorme backlog suggeriscono che Oracle possa essere uno dei protagonisti dell’infrastruttura AI.
Tuttavia, il mercato vuole ora prove concrete che questa espansione possa produrre ritorni sufficienti a giustificare capex e leva finanziaria.
Per questo i 170-175 dollari e la trimestrale del 10 settembre rappresentano uno spartiacque: sopra questa area, accompagnata da una guidance convincente, il rally potrebbe avere ancora spazio. Senza conferme sui flussi di cassa, invece, la volatilità potrebbe tornare rapidamente protagonista.
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