Microsoft balza del 15% dopo la trimestrale, il titolo è ancora sottovalutato?

di: Alessio Moretti 31 Luglio 2026 9:18

crollo microsoft

Le azioni Microsoft hanno registrato un rialzo superiore al 15% dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre fiscale 2026. A sostenere gli acquisti sono stati soprattutto la crescita di Azure, l’espansione dei ricavi legati all’intelligenza artificiale e la capacità del gruppo di continuare a generare cassa nonostante gli enormi investimenti nei data center.

Dopo un movimento così forte, però, la domanda per gli investitori è inevitabile: Microsoft presenta ancora margini di rivalutazione oppure gran parte delle prospettive positive è ormai incorporata nel prezzo?

Facciamo un’analisi del titolo grazie al supporto dei dati forniti da InvestingPro.

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Ricavi e utili superano le aspettative

Nel trimestre terminato il 30 giugno, Microsoft ha generato ricavi per 90 miliardi di dollari, in crescita del 18% rispetto ai 76,4 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.

L’utile netto è salito del 31%, raggiungendo 35,76 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione è passato da 3,86 a 4,81 dollari.

Anche i risultati dell’intero esercizio confermano la solidità del gruppo. I ricavi annuali hanno raggiunto 331,8 miliardi di dollari, con un incremento del 18%, mentre l’utile netto è cresciuto del 31% a 133,7 miliardi. L’EPS annuale è salito da 13,64 a 17,95 dollari.

La crescita ha interessato quasi tutte le divisioni, mentre Windows e Xbox hanno mostrato un andamento meno brillante.

Il dato più significativo riguarda però Azure. La piattaforma cloud di Microsoft ha superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari di ricavi annuali. Parallelamente, Microsoft 365 Copilot ha oltrepassato i 30 milioni di abbonamenti a pagamento, dimostrando che l’intelligenza artificiale sta iniziando a trasformarsi in una fonte concreta di ricavi.

Non si tratta quindi soltanto di promesse legate all’AI. Microsoft sta riuscendo a integrare questa tecnologia all’interno di prodotti già utilizzati da milioni di aziende, aumentando il valore dei propri abbonamenti e rafforzando ulteriormente il legame con i clienti.

Il vero punto di forza è il flusso di cassa

Il numero che distingue Microsoft dalle altre Big Tech è probabilmente il free cash flow trimestrale, pari a 19,6 miliardi di dollari.

Il flusso di cassa libero è diminuito del 23% su base annua, ma resta ampiamente positivo nonostante gli investimenti necessari per costruire data center, acquistare processori e potenziare l’infrastruttura dedicata all’AI.

Il confronto con Alphabet e Tesla è particolarmente interessante. Entrambe hanno registrato una forte crescita dei ricavi, ma anche un deterioramento del free cash flow e un aumento delle spese in conto capitale. Il mercato ha reagito negativamente, penalizzando i rispettivi titoli.

Microsoft, invece, sembra ancora in grado di finanziare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale attraverso la liquidità generata dalle proprie attività operative. Questo limita la necessità di aumentare il debito o ricorrere ad altre fonti di finanziamento, lasciando al gruppo maggiore libertà nella gestione degli investimenti futuri.

La società ha inoltre mantenuto sostanzialmente invariati i programmi di investimento. La nuova indicazione di circa 175 miliardi di dollari riflette soprattutto un cambiamento contabile relativo ad alcuni contratti di leasing, e non un vero ridimensionamento dei progetti.

La CFO Amy Hood ha anche sottolineato che Microsoft può modulare i tempi di costruzione dei data center qualora la domanda dovesse rallentare. Questa flessibilità riduce il rischio di investire eccessivamente in capacità produttiva che potrebbe rimanere inutilizzata.

Microsoft è ancora sottovalutata?

Al prezzo di circa 451,10 dollari, Microsoft presenta un rapporto prezzo-utili LTM di 25 volte. Non si tratta di una valutazione particolarmente bassa in termini assoluti, ma il multiplo appare più ragionevole rispetto ai picchi raggiunti dal settore tecnologico.

Il PEG ratio di 0,79 suggerisce inoltre che il prezzo del titolo non riflette completamente la crescita prevista degli utili.

Il fair value medio indicato dagli analisti è pari a 561,58 dollari. Anche i modelli di valutazione risultano positivi: il DCF segnala un potenziale rialzo dell’11,2%, mentre i modelli comparativi stimano un margine del 15,1%.

Il consenso resta fortemente favorevole, con una raccomandazione media di 1,33, equivalente a “Strong Buy”, su 53 analisti. Diversi target price recentemente pubblicati si collocano tra 586 e 647 dollari, anche se Stifel mantiene una valutazione più prudente a 450 dollari.

Il principale rischio resta legato alla sostenibilità della spesa per l’intelligenza artificiale. Se la monetizzazione di Copilot e Azure dovesse rallentare, il mercato potrebbe tornare a mettere in discussione investimenti annuali così elevati.

Conclusioni

Microsoft non può essere considerata un’azione economica, soprattutto dopo il balzo seguito alla trimestrale. Tuttavia, i risultati indicano che il gruppo è ancora moderatamente sottovalutato rispetto alla crescita di Azure, all’adozione di Copilot e alla capacità di finanziare gli investimenti nell’AI senza compromettere la generazione di cassa.

Nel breve periodo non si possono escludere prese di profitto dopo il rialzo del 15%. In un’ottica di lungo termine, però, Microsoft continua a distinguersi come una delle società meglio posizionate per trasformare gli investimenti nell’intelligenza artificiale in ricavi, utili e flussi di cassa reali.

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Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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