Trimestrali Microsoft e Meta: cosa sta prevedendo il mercato delle opzioni?
di: Filippo Giannini 29 Luglio 2026 14:45

Microsoft e Meta Platforms pubblicheranno oggi, mercoledì 29 luglio 2026, i rispettivi risultati trimestrali dopo la chiusura di Wall Street. La data è confermata dai calendari ufficiali delle due società.
L’attenzione degli investitori sarà inevitabilmente concentrata sulla crescita dell’intelligenza artificiale, sull’andamento del cloud e, soprattutto, sull’enorme quantità di capitale che le Big Tech stanno destinando alla costruzione di data center e infrastrutture di calcolo.
Prima della pubblicazione dei conti, però, è possibile osservare un’altra fonte di informazioni: il mercato delle opzioni.
I prezzi delle opzioni non consentono di conoscere in anticipo il risultato della trimestrale, ma possono indicare:
- quale movimento viene considerato plausibile;
- dove sono concentrate le principali coperture;
- quanto è elevata la domanda di call rispetto alle put;
- quali livelli di prezzo potrebbero diventare rilevanti dopo i risultati.
In questo momento il posizionamento appare orientato maggiormente verso le call sia su Microsoft sia su Meta. Il mercato, tuttavia, sta assegnando a Meta un rischio di movimento superiore.
Cosa indica il put/call ratio sull’open interest?
Il put/call ratio è un rapporto tra la quantità di opzioni put e la quantità di opzioni call presenti sul mercato.
Quando viene calcolato sull’open interest, la formula è:
Put/Call Open Interest Ratio = open interest delle put / open interest delle call
L’open interest rappresenta il numero complessivo di contratti ancora aperti, cioè non chiusi, non esercitati e non scaduti. Non misura quindi soltanto gli scambi effettuati durante la giornata, ma fotografa l’insieme delle posizioni ancora attive.
Un esempio permette di comprenderne meglio il significato.
Supponiamo che su un titolo siano presenti:
- 450.000 contratti put aperti;
- 1.000.000 di contratti call aperti.
Il put/call ratio sull’open interest sarà pari a:
450.000 / 1.000.000 = 0,45
Un rapporto di 0,45 significa quindi che, per ogni 100 call aperte, sono presenti 45 put.
In termini generali:
- un valore inferiore a 1 indica una prevalenza numerica delle call;
- un valore superiore a 1 indica una prevalenza delle put;
- un valore vicino a 1 segnala un posizionamento più equilibrato.
Una lettura superficiale porterebbe a considerare un rapporto inferiore a 1 automaticamente rialzista. Nella pratica, però, l’interpretazione è più complessa.
Perché più call non significa necessariamente più rialzo
Ogni contratto di opzione prevede sempre una controparte acquirente e una venditrice. L’open interest non consente di sapere immediatamente se le call siano state acquistate per scommettere sul rialzo oppure vendute nell’ambito di una strategia differente.
Una call aperta potrebbe infatti derivare da:
- un investitore che acquista una call perché prevede un rialzo;
- un azionista che vende covered call per incassare il premio;
- un market maker che assume la posizione opposta rispetto al cliente;
- una strategia spread che combina contemporaneamente call acquistate e vendute;
- una copertura su altre posizioni presenti in portafoglio.
Lo stesso vale per le put. Una put può rappresentare una scommessa ribassista, ma può anche essere semplicemente un’assicurazione acquistata da un investitore che possiede già le azioni.
Per questo motivo il put/call ratio deve essere considerato un indicatore di struttura e posizionamento, non una previsione direzionale infallibile.
Il segnale diventa più significativo quando viene analizzato insieme a:
- variazione giornaliera dell’open interest;
- volume degli scambi;
- strike maggiormente trattati;
- volatilità implicita;
- scadenza dei contratti;
- prezzo pagato per le opzioni;
- differenza di volatilità tra put e call.
Differenza tra put/call ratio sui volumi e sull’open interest
È importante distinguere due indicatori spesso confusi.
Il put/call volume ratio considera esclusivamente i contratti scambiati durante una determinata seduta. Rappresenta quindi il flusso più recente degli operatori.
Il put/call open interest ratio considera invece tutte le posizioni ancora aperte, comprese quelle costruite nei giorni o nelle settimane precedenti.
In sintesi:
- il volume racconta che cosa stanno facendo gli operatori oggi;
- l’open interest mostra come risulta complessivamente posizionato il mercato.
Un improvviso aumento del volume delle call può segnalare un’accelerazione dell’interesse rialzista, ma per capire se siano state realmente aperte nuove posizioni bisogna verificare l’open interest della seduta successiva. L’open interest aumenta soltanto quando vengono creati nuovi contratti; diminuisce quando posizioni esistenti vengono chiuse.
Microsoft: il mercato delle opzioni è moderatamente rialzista
Nelle rilevazioni disponibili questa mattina, Microsoft quota intorno a 393,35 dollari.
Il put/call ratio sull’open interest complessivo si colloca approssimativamente tra 0,45 e 0,46. Ciò significa che per ogni 100 call aperte sono presenti circa 45-46 put. Il put/call ratio sui volumi è ancora più basso, intorno a 0,38 nelle rilevazioni più recenti, confermando una maggiore attività sulle call.
Si tratta di un’impostazione tendenzialmente positiva, ma non necessariamente estrema. Una parte delle call potrebbe infatti essere stata venduta per incassare premi elevati prima della trimestrale.
Quale movimento prezzano le opzioni Microsoft?
Le opzioni a brevissima scadenza stanno incorporando un movimento atteso vicino al 6-6,2%.
Partendo da un prezzo di circa 393 dollari, l’intervallo teorico indicato dal mercato è approssimativamente compreso tra:
- 369 dollari sul lato ribassista;
- 418 dollari sul lato rialzista.
Il movimento implicito non rappresenta un obiettivo di prezzo. Significa semplicemente che i premi delle opzioni risultano coerenti con una variazione di questa ampiezza entro la fine della settimana.
In precedenza, quando la volatilità implicita era ancora più elevata, alcune rilevazioni indicavano un movimento vicino all’8%. La progressiva riduzione dell’intervallo mostra come i prezzi delle opzioni possano cambiare rapidamente nelle ore precedenti alla pubblicazione dei risultati.
Cosa si aspettano gli analisti da Microsoft
Il consensus si attende ricavi trimestrali vicini a 87,6 miliardi di dollari e un utile per azione di circa 4,24 dollari.
Il dato principale sarà ancora una volta la crescita di Azure. Gli investitori cercheranno di capire se il cloud di Microsoft riuscirà a mantenere una crescita vicina al 40%, nonostante l’aumento della base di confronto e i limiti di capacità che hanno condizionato i trimestri precedenti.
Saranno osservati soprattutto quattro elementi:
- crescita di Azure e dei servizi cloud;
- domanda per Microsoft 365 Copilot;
- margini operativi del segmento cloud;
- investimenti previsti per l’esercizio fiscale 2027.
Il mercato sembra disposto ad accettare investimenti molto elevati soltanto in presenza di una crescita altrettanto robusta dei ricavi AI. Una trimestrale superiore alle attese potrebbe quindi non essere sufficiente se Microsoft dovesse annunciare un ulteriore aumento particolarmente aggressivo del CapEx.
La possibile reazione di Microsoft
Il posizionamento delle opzioni suggerisce una lieve preferenza per uno scenario positivo.
Lo scenario centrale potrebbe essere rappresentato da un movimento compreso tra il 2% e il 5%, con il titolo in area 401-413 dollari, qualora Microsoft riportasse:
- ricavi ed EPS superiori alle attese;
- crescita di Azure almeno in linea con il consensus;
- indicazioni positive sulla domanda AI;
- una guidance sugli investimenti considerata sostenibile.
Lo scenario più rialzista porterebbe Microsoft verso la parte alta del movimento implicito, tra 417 e 430 dollari. Per raggiungere questi livelli servirebbero però una crescita di Azure superiore alle aspettative e indicazioni convincenti sul ritorno economico degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Al contrario, una crescita cloud deludente o una guidance molto aggressiva sul CapEx potrebbero spingere il titolo verso 369-370 dollari.
La lettura complessiva rimane quindi moderatamente rialzista, ma non abbastanza netta da escludere una reazione negativa.
Meta: più call aperte e maggiore volatilità attesa
Meta quota questa mattina intorno a 593,41 dollari.
Il put/call ratio complessivo sull’open interest si trova intorno a 0,46, un valore molto simile a quello di Microsoft. Sulla scadenza settimanale del 31 luglio, quella maggiormente influenzata dalla trimestrale, il rapporto risulta ancora più basso, vicino a 0,39.
In termini numerici, sulla scadenza settimanale risultano quindi presenti circa 39 put ogni 100 call.
Il posizionamento appare maggiormente orientato verso le call, ma Meta presenta anche il rischio di una posizione rialzista relativamente affollata. Quando molti operatori acquistano call prima della trimestrale, le aspettative implicite diventano elevate e una trimestrale semplicemente buona potrebbe non bastare.
Quale movimento prezzano le opzioni Meta?
Il mercato sta prezzando un movimento vicino al 7% entro la fine della settimana.
Partendo da circa 593 dollari, l’intervallo indicativo è compreso tra:
- 552 dollari sul lato ribassista;
- 635 dollari sul lato rialzista.
Meta presenta quindi un movimento implicito superiore rispetto a Microsoft.
Questa differenza riflette la maggiore incertezza sulle spese per l’intelligenza artificiale, sulla generazione di cassa e sulla possibilità che la società possa aumentare ulteriormente i propri investimenti.
Cosa si aspettano gli analisti da Meta
Il consensus prevede ricavi vicini a 60,2 miliardi di dollari e un utile per azione di circa 7,19 dollari.
Il business pubblicitario dovrebbe continuare a mostrare una crescita sostenuta, grazie anche al miglioramento degli algoritmi di raccomandazione e degli strumenti pubblicitari basati sull’intelligenza artificiale.
Il vero elemento decisivo sarà però il CapEx.
Meta ha precedentemente indicato investimenti per il 2026 compresi tra 125 e 145 miliardi di dollari. Gli operatori vogliono capire se questa previsione verrà confermata, portata verso il limite superiore o ulteriormente aumentata.
Saranno particolarmente importanti:
- la guidance sui ricavi del terzo trimestre;
- l’andamento dei prezzi pubblicitari;
- la crescita delle impression;
- le spese previste per i data center;
- le prime indicazioni sugli investimenti del 2027;
- la monetizzazione dei prodotti AI;
- l’evoluzione del free cash flow.
La possibile reazione di Meta
Il put/call ratio più basso sulla scadenza settimanale mostra una netta prevalenza delle call, ma la volatilità implicita segnala anche che il mercato si aspetta una reazione particolarmente ampia.
Lo scenario centrale potrebbe vedere Meta guadagnare tra il 3% e il 7%, portandosi indicativamente tra 611 e 635 dollari, qualora la società riportasse:
- ricavi pubblicitari superiori alle attese;
- una guidance robusta;
- investimenti per il 2026 confermati nell’intervallo attuale;
- indicazioni credibili sulla monetizzazione dell’AI.
Lo scenario più positivo potrebbe spingere il titolo oltre il limite superiore del movimento implicito, verso 640-655 dollari. Sarebbe però necessaria una combinazione molto favorevole di crescita pubblicitaria, disciplina finanziaria e maggiore chiarezza sui ritorni degli investimenti.
Il principale rischio è invece rappresentato da un nuovo forte aumento del CapEx. In questo caso, anche risultati superiori alle attese potrebbero essere accolti negativamente.
Un calo del 7% riporterebbe Meta in area 552 dollari. Una reazione ancora più severa potrebbe verificarsi se il management anticipasse investimenti per il 2027 nettamente superiori alle aspettative o un deterioramento significativo del free cash flow.
Microsoft o Meta: quale trimestrale presenta il miglior rapporto rischio-rendimento?
Il mercato delle opzioni sembra indicare due situazioni differenti.
Microsoft presenta un posizionamento moderatamente rialzista e un movimento implicito più contenuto. La trimestrale dipenderà principalmente dalla crescita di Azure e dalla guidance sugli investimenti.
Meta mostra un posizionamento ancora più concentrato sulle call, ma anche una volatilità attesa superiore. La società dispone quindi di maggiore potenziale rialzista, accompagnato però da un rischio più elevato di delusione.
Tra le due, Microsoft appare la trimestrale più prevedibile. Meta rappresenta invece l’evento più esplosivo, nel quale le dichiarazioni sugli investimenti potrebbero contare più dei risultati economici del trimestre appena concluso.
Attenzione all’effetto della Federal Reserve
La lettura delle opzioni è resa più complessa dalla concomitanza con la riunione della Federal Reserve.
La decisione della banca centrale statunitense è prevista nella stessa giornata delle trimestrali. Di conseguenza, una parte della volatilità presente nelle opzioni settimanali di Microsoft e Meta non riflette esclusivamente il rischio societario, ma anche il possibile movimento generale del Nasdaq e dei rendimenti obbligazionari dopo la Fed.
Il movimento implicito non deve quindi essere interpretato come una misura pura della reazione agli utili.
Previsione finale
Sulla base del posizionamento delle opzioni, Microsoft e Meta mostrano entrambe una prevalenza delle call rispetto alle put.
Per Microsoft il put/call ratio sull’open interest vicino a 0,45 indica un mercato orientato positivamente, ma senza un eccesso particolarmente evidente. Il movimento implicito vicino al 6% suggerisce un intervallo compreso tra circa 369 e 418 dollari.
Per Meta il put/call ratio complessivo vicino a 0,46 e quello settimanale vicino a 0,39 segnalano una maggiore concentrazione sulle call. Il mercato sta però prezzando un movimento più ampio, vicino al 7%, con un intervallo indicativo tra 552 e 635 dollari.
La previsione più probabile è quella di risultati superiori alle attese per entrambe le società, ma la direzione finale dipenderà soprattutto dalle rispettive guidance sugli investimenti AI.
Microsoft potrebbe registrare una reazione moderatamente positiva, compresa tra il 2% e il 5%, se Azure confermerà una crescita vicina al 40%.
Meta dispone di un potenziale rialzista maggiore, ma dovrà evitare di sorprendere il mercato con un nuovo aumento incontrollato del CapEx. Per il titolo di Mark Zuckerberg, una trimestrale semplicemente positiva potrebbe non essere sufficiente.
Il put/call ratio fornisce quindi un’indicazione utile sul posizionamento, ma non deve essere utilizzato da solo. Più call aperte non significano necessariamente che il titolo salirà: indicano soprattutto che, prima dell’evento, l’esposizione del mercato risulta maggiormente concentrata sul lato call.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono una raccomandazione di investimento. I dati sulle opzioni possono variare rapidamente durante la seduta.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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