Gli investitori di SpaceX dovrebbero prepararsi in vista del 4 agosto

di: Alessio Moretti 24 Luglio 2026 10:42

3 aziende che beneficeranno di spacex

Per gli investitori di SpaceX, il 4 agosto 2026 potrebbe rappresentare la data più importante dalla quotazione in Borsa. La società di Elon Musk pubblicherà infatti la sua prima trimestrale da azienda quotata, offrendo al mercato nuovi elementi per valutare un titolo che, dopo un debutto spettacolare, ha attraversato una correzione altrettanto violenta.

SpaceX ha collocato le azioni a 135 dollari nella sua IPO di giugno, raccogliendo inizialmente 75 miliardi di dollari. Il titolo ha poi raggiunto un massimo post-quotazione di 225,64 dollari, sostenuto dall’entusiasmo per Starlink, Starship e dai progetti legati all’intelligenza artificiale. La fase euforica, però, è durata poco.

Oggi le azioni SPCX vengono scambiate intorno a 118,24 dollari: circa il 12% sotto il prezzo dell’IPO e quasi il 48% al di sotto dei massimi di giugno. Nel frattempo, l’elevata valutazione, le spese necessarie per finanziare i nuovi progetti e i ritardi di Starship hanno alimentato le posizioni ribassiste sul titolo.

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SpaceX pubblicherà la trimestrale il 4 agosto

SpaceX ha confermato che pubblicherà i risultati finanziari e operativi del secondo trimestre dopo la chiusura di Wall Street di martedì 4 agosto. Il management terrà successivamente una conference call alle 16:30 di New York, corrispondenti alle 22:30 italiane.

Non si tratterà di una trimestrale ordinaria. Sarà la prima occasione in cui gli investitori potranno confrontare le promesse presentate durante il roadshow dell’IPO con i risultati prodotti dopo la quotazione.

Il prospetto depositato in vista dell’offerta pubblica aveva già fornito molte informazioni sull’azienda, ma il rapporto del secondo trimestre permetterà di comprendere meglio la velocità di crescita delle diverse divisioni, il livello delle spese e la quantità di capitale ancora necessaria per sostenere i progetti più ambiziosi.

Le stime di consenso circolate il 22 luglio indicavano ricavi trimestrali vicini a 6,87 miliardi di dollari e una perdita di circa 0,28 dollari per azione. Si tratterebbe di una crescita significativa rispetto al primo trimestre del 2026, quando SpaceX aveva generato circa 4,7 miliardi di ricavi, registrando però una perdita netta superiore a 4,2 miliardi e una perdita di 1,27 dollari per azione.

Una parte consistente della perdita del primo trimestre era collegata agli investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale e allo sviluppo di tecnologie che devono ancora raggiungere una scala economicamente sostenibile. Per questo motivo, gli investitori non guarderanno soltanto alla crescita dei ricavi, ma anche al consumo di cassa e all’evoluzione dei margini.

Starlink rimane il pilastro del gruppo

Il primo tema da osservare sarà Starlink, il servizio di connettività satellitare in orbita terrestre bassa che rappresenta attualmente la parte più consolidata e redditizia delle attività di SpaceX.

Nel primo trimestre, la divisione connettività aveva generato circa 3,3 miliardi di dollari, rappresentando la maggioranza dei ricavi complessivi. Gli investitori cercheranno indicazioni sulla crescita degli abbonati, sui ricavi medi per cliente e sull’espansione nei mercati aziendali, governativi e della telefonia mobile.

Una crescita sostenuta di Starlink potrebbe contribuire a finanziare le iniziative più speculative del gruppo. Al contrario, un rallentamento della divisione aumenterebbe i dubbi sulla capacità di SpaceX di sostenere contemporaneamente Starship, le infrastrutture AI e la costruzione di nuove costellazioni satellitari.

Particolare attenzione sarà riservata anche ai margini. Un aumento dei ricavi accompagnato da costi altrettanto elevati potrebbe non essere sufficiente per convincere il mercato, soprattutto considerando la valutazione ancora superiore a mille miliardi di dollari.

Starship sarà probabilmente il tema centrale della conference call

Per il futuro di SpaceX, nessun progetto è più importante di Starship. Il razzo pesante completamente riutilizzabile dovrebbe ridurre drasticamente il costo dei lanci, trasportare satelliti Starlink più grandi e creare nuove opportunità commerciali nel settore spaziale.

Buona parte del modello industriale di lungo periodo dipende quindi dal successo del programma. Gli investitori vorranno conoscere le tempistiche dei prossimi test, i progressi tecnici e l’eventuale avvio delle prime missioni capaci di generare ricavi.

Il recente rinvio di un test di Starship ha contribuito alla debolezza del titolo. SpaceX aveva inoltre indicato nel prospetto dell’IPO l’intenzione di iniziare a utilizzare Starship per distribuire satelliti Starlink aggiornati nella seconda parte del 2026. Nuovi ritardi potrebbero mettere in discussione quella tabella di marcia.

Il mercato potrebbe quindi reagire più alle parole di Musk sulle tempistiche operative che ai risultati contabili del trimestre appena concluso.

Intelligenza artificiale, Grok e Terafab

La seconda area strategica riguarda l’intelligenza artificiale. SpaceX non viene più valutata soltanto come un’azienda aerospaziale o come un operatore satellitare, ma come una piattaforma integrata che punta a combinare connettività, capacità di calcolo e applicazioni AI.

Durante il roadshow dell’IPO, Goldman Sachs aveva stimato che i ricavi complessivi di SpaceX potessero passare da circa 18,7 miliardi di dollari nel 2025 a 474 miliardi entro il 2030. Una parte consistente di questa crescita dovrebbe derivare proprio dalle attività di intelligenza artificiale. Si tratta di una previsione estremamente aggressiva, che presuppone una rapida espansione delle infrastrutture e dei contratti commerciali.

Gli analisti potrebbero chiedere aggiornamenti sui contratti per i data center, sull’integrazione di Grok e sul progetto Terafab, l’impianto per la produzione di semiconduttori che coinvolge SpaceX, Tesla e Intel.

Saranno particolarmente importanti le indicazioni sulle spese. I data center e gli impianti di semiconduttori richiedono enormi quantità di capitale prima di produrre rendimenti, e il mercato sta diventando più selettivo nei confronti delle aziende che finanziano la propria crescita attraverso debito o nuove emissioni azionarie.

Il vero stress test potrebbe arrivare il 6 agosto

La trimestrale non avrà soltanto conseguenze fondamentali. La pubblicazione dei risultati attiverà anche una delle clausole più importanti del lock-up previsto dall’IPO.

Secondo l’accordo depositato presso la Securities and Exchange Commission, a partire dal secondo giorno completo di contrattazioni successivo alla pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, alcuni azionisti potranno trasferire fino al 20% delle azioni definite come idonee alla liberazione anticipata.

Dal momento che i conti verranno pubblicati dopo la chiusura del 4 agosto, la prima data utile dovrebbe essere giovedì 6 agosto.

Le azioni potenzialmente interessate potrebbero arrivare a circa 911,5 milioni. Non significa che tutti gli azionisti venderanno, ma significa che un quantitativo molto elevato di titoli diventerà improvvisamente negoziabile.

La differenza è importante: lo sblocco non costituisce automaticamente una vendita, ma aumenta l’offerta potenziale. Dipendenti e primi investitori potrebbero decidere di monetizzare almeno una parte delle partecipazioni accumulate quando SpaceX era ancora una società privata.

Una seconda tranche, pari a un ulteriore 10% delle azioni idonee, potrebbe essere liberata se il titolo chiudesse almeno il 30% sopra il prezzo dell’IPO per cinque delle dieci sedute terminanti il 4 agosto. La soglia corrisponde a 175,50 dollari.

Considerando che il titolo si trova intorno a 118 dollari, l’attivazione della clausola appare al momento poco probabile.

Cosa succederebbe in caso di vendite consistenti

Un risultato trimestrale positivo potrebbe essere controbilanciato dalle vendite degli insider. Anche in presenza di ricavi superiori alle attese, una forte crescita dell’offerta di azioni potrebbe esercitare pressione sul prezzo nel breve periodo.

Lo scenario più difficile per il titolo sarebbe costituito dalla combinazione di tre elementi:

  • risultati inferiori alle aspettative;
  • indicazioni prudenti sulla crescita o sulle tempistiche di Starship;
  • vendite consistenti da parte degli azionisti liberati dal lock-up.

Al contrario, risultati solidi, una guidance convincente e progressi concreti sui principali programmi potrebbero creare una domanda sufficiente ad assorbire almeno parte delle nuove azioni.

La reazione del mercato dipenderà quindi non soltanto dai numeri comunicati il 4 agosto, ma anche dai volumi e dall’andamento del titolo nelle sedute immediatamente successive.

Fusione tra Tesla e SpaceX: Musk non chiude la porta

A rendere ancora più delicato l’appuntamento è la crescente speculazione su una possibile combinazione tra SpaceX e Tesla.

Durante la conference call sui risultati di Tesla del 22 luglio, Musk ha sottolineato che le collaborazioni tra le due società stanno aumentando e che esistono sempre più aree di sovrapposizione. Alla domanda su una possibile fusione non ha escluso l’operazione, limitandosi a precisare che una transazione di questo tipo dovrebbe seguire un processo formale e non potrebbe essere discussa nel dettaglio durante una normale conference call.

Dopo queste dichiarazioni, Gene Munster, managing partner di Deepwater Asset Management, ha innalzato dall’80% al 90% la probabilità attribuita a una futura combinazione tra le due aziende. JPMorgan ha evidenziato la profonda integrazione operativa già esistente, mentre secondo Stifel molti investitori considerano una fusione quasi inevitabile nel lungo periodo.

Le sinergie potenziali sono evidenti. Tesla e SpaceX condividono competenze nella produzione, nelle batterie, nell’intelligenza artificiale e nella progettazione di semiconduttori. Terafab potrebbe diventare il principale punto di incontro, mentre Starlink potrebbe sostenere la connettività dei robotaxi e dei prodotti autonomi di Tesla.

Non esiste però, al momento, una proposta formale. Non sono stati comunicati un rapporto di concambio, una struttura societaria o un calendario. Restano inoltre ostacoli significativi sul fronte normativo e della governance, considerando il diverso peso dei diritti di voto detenuti da Musk nelle due società e la rilevanza dei contratti governativi di SpaceX.

Il crollo delle azioni SpaceX cambia i termini di un’eventuale operazione

Un eventuale acquisto di Tesla da parte di SpaceX potrebbe essere strutturato attraverso uno scambio di azioni. In uno scenario di questo tipo, il crollo di SPCX dai massimi di giugno avrebbe conseguenze rilevanti.

Con un titolo SpaceX più basso, la società dovrebbe teoricamente emettere un numero maggiore di azioni per offrire agli azionisti Tesla lo stesso valore economico. Questo aumenterebbe la diluizione per gli attuali investitori di SpaceX.

In alternativa, le parti potrebbero concordare un rapporto di concambio variabile, una componente in contanti o una valutazione differente delle due aziende. Non conta quindi soltanto il prezzo assoluto di SpaceX, ma il rapporto tra la capitalizzazione di SpaceX e quella di Tesla nel momento in cui venissero eventualmente negoziati i termini.

La situazione cambia giorno dopo giorno. La recente caduta di Tesla dopo la trimestrale e il contemporaneo ribasso di SpaceX stanno ridisegnando le valutazioni relative delle due società, rendendo più complessa qualsiasi ipotesi di aggregazione.

Il 4 agosto, Musk potrebbe ricevere nuove domande su questo tema. È tuttavia probabile che il management mantenga un atteggiamento prudente, proprio perché dichiarazioni troppo dettagliate su una possibile operazione straordinaria richiederebbero comunicazioni formali e il coinvolgimento dei consigli di amministrazione.

Conclusioni

Il 4 agosto non sarà soltanto la data della prima trimestrale pubblica di SpaceX. Sarà il momento in cui il mercato potrà verificare se la crescita operativa è abbastanza rapida da sostenere una delle valutazioni più ambiziose della storia di Wall Street.

Gli investitori dovranno osservare i risultati di Starlink, le spese per l’intelligenza artificiale, i progressi di Starship e le eventuali indicazioni sul futuro di Terafab. Subito dopo arriverà il test tecnico dello sblocco azionario del 6 agosto, con centinaia di milioni di titoli potenzialmente disponibili per la vendita.

Sullo sfondo rimane anche la possibilità, ancora puramente ipotetica, di una futura fusione con Tesla. Il calo di circa il 50% delle azioni SpaceX dai massimi rende l’operazione più complessa e potrebbe modificare profondamente un eventuale rapporto di concambio.

Per SpaceX, quindi, i giorni compresi tra il 4 e il 6 agosto potrebbero determinare non soltanto la direzione del titolo nel breve termine, ma anche il modo in cui il mercato valuterà l’intero progetto industriale di Elon Musk.

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Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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