Oracle -50% dai massimi di giugno, opportunità o trappola?

di: Alessio Moretti 23 Luglio 2026 14:59

Oracle società

Dopo essere stata una delle grandi protagoniste del boom dell’intelligenza artificiale, Oracle sta vivendo una brusca inversione di rotta. In meno di due mesi il titolo ha perso quasi la metà del proprio valore, passando dagli entusiasmi per la crescita del business cloud ai timori legati agli enormi investimenti necessari per sostenere l’espansione dell’infrastruttura AI.

Il crollo ha riacceso il dibattito tra gli investitori: si tratta di un’occasione per acquistare un leader del settore a prezzi scontati oppure di una classica value trap?

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Perché Oracle è crollata in Borsa

Solo dieci mesi fa Oracle sembrava inarrestabile. La società era considerata uno dei principali beneficiari della corsa all’intelligenza artificiale grazie alla forte crescita di Oracle Cloud Infrastructure (OCI), la piattaforma cloud destinata a supportare i carichi di lavoro AI delle aziende.

L’entusiasmo aveva spinto il titolo su nuovi massimi storici, contribuendo anche all’impennata del patrimonio del fondatore Larry Ellison.

Oggi lo scenario è completamente cambiato. Le azioni Oracle hanno perso oltre il 50% dai massimi, cancellando circa 213 miliardi di dollari dal patrimonio personale di Ellison e riportando il titolo sui livelli più bassi dall’aprile 2025.

La ragione principale del sell-off non è un rallentamento della domanda, bensì il costo enorme richiesto per costruire i nuovi data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Investimenti record, ma il mercato teme il ritorno economico

Il business cloud di Oracle continua a registrare numeri molto solidi.

Alla fine dell’esercizio fiscale 2026, le Remaining Performance Obligations (RPO) hanno raggiunto il livello record di 638 miliardi di dollari, evidenziando un portafoglio ordini estremamente robusto e una forte visibilità sui ricavi futuri.

Il problema riguarda invece la struttura finanziaria.

Per sostenere la crescita della propria infrastruttura cloud, Oracle ha aumentato drasticamente gli investimenti:

  • oltre 21 miliardi di dollari di investimenti nel fiscal 2026;
  • circa 7 miliardi nell’anno precedente;
  • oltre 25 miliardi di dollari previsti per il fiscal 2027.

Si tratta di un’accelerazione senza precedenti che inevitabilmente pesa sul cash flow e aumenta il fabbisogno finanziario della società.

A complicare ulteriormente il quadro è arrivato il recente downgrade del rating creditizio da parte di S&P Global Ratings a BBB-, appena un gradino sopra il livello “junk”. Un rating inferiore significa costi di finanziamento più elevati, proprio mentre Oracle sta affrontando uno dei piani di investimento più ambiziosi della sua storia.

Il business resta però molto solido

Nonostante il forte ribasso del titolo, i fondamentali dell’azienda non sembrano essersi deteriorati.

Oracle Cloud Infrastructure continua infatti a essere una delle divisioni a più alta crescita del gruppo e la domanda di capacità computazionale per l’intelligenza artificiale continua a superare l’offerta in gran parte del mercato.

Uno degli elementi distintivi della strategia Oracle è inoltre il rapporto con i principali hyperscaler.

Piuttosto che entrare in competizione diretta con Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud, Oracle sta sempre più spesso collaborando con questi operatori, ampliando il proprio mercato potenziale e rafforzando contemporaneamente la leadership storica nel settore dei database enterprise.

L’enorme backlog di contratti già sottoscritti offre inoltre una buona visibilità sulla crescita dei ricavi nei prossimi anni.

Oracle è davvero sottovalutata?

Dal punto di vista delle valutazioni, il titolo appare decisamente più interessante rispetto a pochi mesi fa.

Oracle capitalizza oggi circa 362,5 miliardi di dollari e quota intorno a 125,84 dollari, molto vicino ai minimi annuali di 120,03 dollari e ben distante dal massimo storico di 345,72 dollari registrato nel settembre 2025.

Diversi indicatori suggeriscono una valutazione decisamente più contenuta rispetto al passato:

  • Forward P/E: 15,3x, contro una media degli ultimi cinque anni pari a circa 21x;
  • PEG Ratio: 0,63, indicazione che la crescita attesa degli utili risulta superiore alla valutazione corrente;
  • Dividend Yield: 0,9%, con dodici anni consecutivi di incremento del dividendo.

Anche i modelli fondamentali mostrano un potenziale interessante.

Il Fair Value stimato da InvestingPro è pari a 155,12 dollari, circa il 23% sopra le quotazioni attuali.

Altri modelli confermano valutazioni simili:

  • Fair Value DCF: 149,33 dollari (+18,7%);
  • Valutazione per multipli di settore: 168,19 dollari (+33,7%).

Ancora più ottimista risulta il consenso degli analisti, che vede un target medio di 248,15 dollari, equivalente a un potenziale rialzo vicino all’89%, sebbene le ultime raccomandazioni mostrino una certa dispersione, con target che spaziano da 145 dollari fino a 400 dollari.

Conviene comprare Oracle oggi?

La risposta dipende soprattutto dall’orizzonte temporale dell’investitore.

Oracle non appare come un titolo destinato necessariamente a recuperare rapidamente terreno nei prossimi trimestri. Il sentiment rimane fragile e gli investitori continueranno probabilmente a monitorare con attenzione l’evoluzione del cash flow, del debito e della redditività degli investimenti.

Tuttavia, le valutazioni attuali raccontano una storia diversa rispetto a quella vista durante il picco dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. Multipli inferiori alle medie storiche, un fair value superiore del 20% rispetto ai prezzi correnti e un consenso analisti ancora costruttivo suggeriscono che il mercato stia già scontando molti degli scenari negativi.

L’opportunità esiste, ma non è priva di rischi. Per gli investitori con un orizzonte di lungo periodo Oracle potrebbe rappresentare un’interessante scommessa sulla crescita dell’infrastruttura AI globale. Chi cerca invece un recupero rapido dovrà probabilmente armarsi di pazienza: la strada per riconquistare la fiducia del mercato potrebbe essere ancora lunga.

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Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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