Gli investitori di Tesla stanno attendendo con ansia uno degli appuntamenti più importanti dell’anno. Dopo la chiusura di Wall Street del 22 luglio, il gruppo guidato da Elon Musk pubblicherà i risultati del secondo trimestre, in un momento in cui i mercati in generale chiedono numeri concreti dopo mesi dominati da intelligenza artificiale, banche centrali e aspettative sui tassi.
Se i conti dovessero deludere, il mercato potrebbe tornare a interrogarsi sulla sostenibilità delle attuali valutazioni. Al contrario, margini in ripresa e segnali positivi sulla domanda potrebbero rilanciare l’interesse degli investitori verso il progresso del tech.
Se un tempo il valore dell’azienda dipendeva quasi esclusivamente dalla crescita delle vendite di auto elettriche, oggi il focus degli investitori si è spostato verso business completamente diversi, come robotaxi, guida autonoma e robot umanoidi.
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Trimestrale Tesla: le aspettative del mercato
Le attese per il secondo trimestre restano elevate. Il consenso degli analisti prevede:
- EPS: 0,52 dollari per azione
- Ricavi: 25,99 miliardi di dollari
- Crescita del fatturato: +15,7% su base annua
Non tutti, però, condividono questo ottimismo. Deutsche Bank, ad esempio, stima un utile per azione di appena 0,36 dollari, ben al di sotto del consenso, evidenziando come gli sconti applicati sui veicoli e l’aumento dei costi delle materie prime possano aver compresso ulteriormente i margini.
Anche il piano di investimenti continua a far discutere. Tesla ha infatti incrementato la guidance sul capitale investito a oltre 25 miliardi di dollari nel 2026, quasi tre volte rispetto a un anno fa. Alcuni analisti ritengono che questa accelerazione possa addirittura portare il free cash flow da un surplus di circa 6,2 miliardi a un deficit superiore ai 10 miliardi di dollari, almeno nel breve periodo.
Le consegne sorprendono, ma i margini restano il vero nodo
Dal punto di vista operativo, il trimestre ha comunque mostrato segnali incoraggianti.
I dati sulle consegne pubblicati il 2 luglio hanno mostrato che Tesla ha consegnato 480.126 veicoli, un risultato superiore del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e nettamente migliore delle aspettative di Wall Street, che si fermavano intorno alle 406.000 unità.
Si tratta della crescita annuale delle consegne più forte dal terzo trimestre del 2023.
Parte di questo miglioramento è stata favorita anche dal contesto macroeconomico. L’aumento dei prezzi del petrolio e del gas, alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ha riportato interesse verso i veicoli elettrici.
Eppure il mercato ha reagito con freddezza. Dopo la pubblicazione dei dati sulle consegne, il titolo ha perso terreno. Il motivo è semplice: gli investitori temono che la crescita dei volumi sia stata ottenuta sacrificando la redditività attraverso forti incentivi commerciali.
Robotaxi e Optimus: il futuro di Tesla passa dall’intelligenza artificiale
Se fino a pochi anni fa l’attenzione era concentrata esclusivamente sulle auto elettriche, oggi gran parte della valutazione di Tesla dipende da progetti ancora in fase di sviluppo.
Tra gli argomenti più attesi della conference call spicca sicuramente il Cybercab, il robotaxi già entrato in produzione.
Gli investitori vogliono conoscere una data precisa per il rilascio della versione completa del sistema Full Self Driving (FSD), elemento fondamentale per espandere la futura flotta di taxi autonomi.
Grande attenzione sarà dedicata anche a Optimus, il robot umanoide sviluppato da Tesla. Molti analisti ritengono che proprio la robotica possa rappresentare uno dei principali motori di crescita della società nel prossimo decennio, aprendo nuovi mercati sia nel settore industriale sia in quello consumer.
Non è quindi un caso se oggi il business automobilistico viene considerato sempre meno il vero driver della capitalizzazione di Tesla.
Musk prova a lasciarsi alle spalle le polemiche
Negli ultimi mesi anche Elon Musk è stato al centro delle critiche.
Secondo diverse stime, le sue attività politiche avrebbero avuto un impatto negativo sull’immagine del marchio, contribuendo alla perdita di oltre un milione di potenziali consegne.
Tuttavia, il forte recupero registrato nel secondo trimestre lascia pensare che almeno parte di questo effetto reputazionale possa essersi attenuato.
Resta però evidente come oggi il mercato giudichi Tesla molto più per la sua capacità di innovare che per le vendite di automobili.
Tesla è davvero sottovalutata?
È proprio qui che emerge il principale punto di dibattito.
Nonostante il titolo abbia registrato una performance negativa da inizio anno, con un calo superiore al 14%, le valutazioni continuano a essere estremamente elevate rispetto al resto del settore automobilistico.
I dati di InvestingPro mostrano chiaramente quanto il mercato continui a prezzare aspettative molto aggressive:
- P/E Forward: 190,8x
- P/E degli ultimi 12 mesi: 294,5x
- EV/EBITDA: 136,4x
- Price/Book: 18,7x
Numeri che non trovano paragoni tra le principali case automobilistiche mondiali.
Anche il consenso degli analisti appare meno entusiasta rispetto al passato.
Attualmente si contano:
- 22 raccomandazioni Buy
- 19 Hold
- 6 Sell
Il target price medio è pari a 425,22 dollari, solo moderatamente superiore alle quotazioni attuali, mentre alcune banche d’investimento mantengono obiettivi decisamente più prudenti.
Barclays valuta il titolo a 220 dollari, Cantor Fitzgerald tra 230 e 245 dollari, Piper Sandler a 300 dollari e Wells Fargo addirittura a 130 dollari.
Anche le stime quantitative risultano caute: secondo InvestingPro il fair value sarebbe intorno ai 280 dollari, ipotizzando un potenziale ribasso vicino al 40%.
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Conclusioni
Definire oggi Tesla un titolo sottovalutato appare difficile.
Dal punto di vista puramente fondamentale, i multipli rimangono tra i più elevati dell’intero mercato azionario e gran parte della crescita futura sembra già incorporata nelle quotazioni.
Allo stesso tempo, però, Tesla continua a essere un’azienda difficile da valutare con i tradizionali parametri finanziari. Il mercato non sta pagando soltanto un produttore di automobili, ma una società che punta a diventare protagonista nella guida autonoma, nella robotica e nell’intelligenza artificiale.
La trimestrale del 22 luglio potrebbe quindi rappresentare molto più di un semplice aggiornamento sui conti. Le indicazioni che arriveranno su FSD, Cybercab e Optimus potrebbero avere un impatto ben superiore ai numeri del trimestre e contribuire a ridefinire le aspettative degli investitori per i prossimi anni. In altre parole, più che gli utili, saranno le prospettive future a determinare la prossima direzione del titolo Tesla.
Informazioni sull'autore: Alessio Moretti
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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