Martedì i mercati statunitensi hanno archiviato la seduta in territorio negativo, penalizzati soprattutto dal ritorno delle vendite sui titoli tecnologici. A guidare il ribasso è stato il Nasdaq Composite, che ha ceduto il 2,21%, mentre l’S&P 500 ha perso l’1,44%. Più contenuto il calo del Dow Jones, che ha limitato le perdite allo 0,09%, pari a 45,87 punti.
La giornata si è sviluppata con una dinamica ben definita: apertura in forte flessione, tentativo di recupero nelle ore successive e nuova pressione ribassista nel pomeriggio, con gli indici tornati a testare i minimi di seduta.
Le principali notizie societarie
Tra le notizie societarie più rilevanti, Alphabet entrerà ufficialmente nel Dow Jones Industrial Average a partire da lunedì prossimo, secondo quanto comunicato da S&P Global. Il gruppo prenderà il posto di Verizon Communications, diventando così la quinta società appartenente alle cosiddette Magnificent Seven a entrare nello storico indice ponderato sul prezzo.
L’ingresso di Alphabet avrà un impatto significativo anche sulla composizione del Dow: con un valore per azione superiore ai 300 dollari, il titolo avrà un peso decisamente più elevato rispetto a Verizon, che quota meno di 50 dollari. Le altre big tech già presenti nell’indice sono Microsoft, Amazon, Apple e Nvidia.
Sul fronte aziendale, Oracle ha comunicato di aver ridotto il proprio organico di circa 21.000 dipendenti, pari al 13% della forza lavoro, nell’ambito di una riorganizzazione orientata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Secondo il Wall Street Journal, SpaceX avrebbe definito i termini per un’emissione obbligazionaria da 25 miliardi di dollari dopo una serie di incontri con investitori istituzionali. Le risorse raccolte serviranno principalmente a rimborsare un precedente finanziamento bancario e sostenere ulteriori investimenti. L’operazione comprende cinque diverse scadenze, inclusa una tranche decennale da 6 miliardi di dollari con rendimento indicizzato ai Treasury USA. La domanda degli investitori avrebbe raggiunto circa 89 miliardi di dollari, rendendo l’operazione una delle più rilevanti dell’anno nel segmento investment grade.
Anche il credito privato resta sotto osservazione: Apollo Global Management ha deciso di limitare le richieste di rimborso dal fondo Apollo Debt Solutions, il più grande veicolo di private credit non quotato del gruppo. Le richieste di uscita hanno raggiunto il 16,8% delle quote, costringendo il fondo a imporre un tetto del 5% sui riscatti.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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di: Alessio Moretti 11 Settembre 2025 10:54
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