Petrolio in calo, ma le tensioni Usa-Iran preoccupano ancora

di: Alessio Moretti 22 Maggio 2026 11:08

titoli petroliferi più sopravvalutati

I prezzi del petrolio hanno vissuto una giornata estremamente movimentata giovedì, chiudendo infine in lieve calo mentre gli investitori continuano a monitorare con preoccupazione gli sviluppi geopolitici legati all’Iran e allo Stretto di Hormuz.

Il Brent ha terminato le contrattazioni a 104,92 dollari al barile, in ribasso dello 0,53%, mentre il WTI statunitense ha chiuso a 98 dollari al barile, perdendo l’1,09%. Entrambi i contratti hanno toccato i livelli più bassi delle ultime due settimane.

Tensioni con l’Iran e timori per lo Stretto di Hormuz

Nel corso della seduta, il mercato aveva inizialmente registrato un forte rialzo, con quotazioni salite fino al 4%, dopo indiscrezioni riportate da Reuters secondo cui la guida suprema iraniana avrebbe adottato una linea più rigida nei negoziati con Washington.

Secondo fonti iraniane di alto livello, Teheran avrebbe irrigidito la propria posizione su una delle principali richieste avanzate dagli Stati Uniti, complicando ulteriormente le trattative diplomatiche.

A rafforzare il clima di tensione sono arrivate anche le dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui gli Stati Uniti intenderebbero recuperare le scorte iraniane di uranio altamente arricchito, considerate da Washington potenzialmente destinate a un programma nucleare militare.

Nel frattempo, l’Iran ha annunciato la creazione di una nuova “Autorità dello Stretto del Golfo Persico”, organismo incaricato di supervisionare una zona marittima controllata nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio globale di greggio.

Le quotazioni petrolifere hanno accelerato ulteriormente dopo che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che l’eventuale introduzione di pedaggi nello stretto renderebbe quasi impossibile qualsiasi accordo diplomatico. Successivamente, però, il mercato ha ridimensionato i rialzi quando Rubio ha confermato l’avvio di una missione diplomatica pakistana diretta a Teheran per favorire il dialogo.

Domanda estiva e scorte in calo sostengono il mercato

Nonostante la volatilità, diversi elementi continuano a sostenere il prezzo del greggio. L’Iran ha infatti annunciato nuove misure per rafforzare il controllo sullo Stretto di Hormuz, che resta in gran parte chiuso, alimentando i timori sulle forniture globali.

Secondo indiscrezioni raccolte da Reuters tra i delegati OPEC+, il gruppo sarebbe orientato ad approvare un aumento combinato delle quote produttive pari a 188.000 barili al giorno durante la riunione prevista per il 7 giugno.

Tuttavia, Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, ha avvertito che l’arrivo del picco di domanda estiva, unito alla mancanza di nuove esportazioni dal Medio Oriente e al progressivo calo delle scorte, potrebbe spingere il mercato petrolifero in una vera e propria “zona rossa” tra luglio e agosto.

Diversi report e analisi pubblicati nelle ultime ore evidenziano infatti una rapida riduzione delle riserve mondiali di greggio e carburanti raffinati proprio mentre aumenta la domanda legata alla stagione estiva.

Anche Sultan Al Jaber, amministratore delegato di ADNOC, ha sottolineato che, persino in caso di cessazione immediata del conflitto in Medio Oriente, il pieno ripristino dei flussi petroliferi attraverso Hormuz non avverrebbe prima del 2027.

Sul fronte geopolitico resta alta anche la tensione tra Russia e Ucraina: nella notte, Kiev ha colpito la raffineria russa di Syzran, controllata da Rosneft. Secondo le autorità ucraine, si tratta dell’undicesimo impianto petrolifero russo preso di mira nel corso del mese.

Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

Autore Articolo: Alessio Moretti
Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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