Payroll USA: mercato del lavoro più solido delle attese

di: Filippo Giannini 11 Maggio 2026 10:11

Borsa Wall Street

Nel mese di aprile, i Non Farm Payrolls statunitensi hanno mostrato una crescita di 115.000 posti di lavoro, superando nettamente il consensus fermo a 62.000 unità. Anche il dato di marzo è stato rivisto al rialzo, passando da 178.000 a 185.000 posti, mentre febbraio è stato corretto al ribasso a 156.000.

La media degli ultimi tre mesi si attesta così a 48.000 nuovi occupati, un livello considerato vicino alla soglia necessaria per mantenere stabile il mercato del lavoro americano.

A trainare l’occupazione continuano a essere soprattutto sanità e assistenza sociale, che hanno aggiunto 54.000 posti, seppur in rallentamento rispetto ai robusti numeri di marzo. Bene anche trasporti e logistica (+30.000) e il settore retail (+22.000).

Sul fronte opposto, continua invece la debolezza dell’occupazione pubblica federale (-9.000 posti), mentre il comparto informatico registra il sedicesimo mese consecutivo di calo occupazionale. In flessione anche il settore finanziario, che segna la terza contrazione negli ultimi quattro mesi.

Disoccupazione stabile, ma emergono segnali di raffreddamento

Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,3%, in linea con le attese del mercato. Tuttavia, osservando il dato non arrotondato, emerge un lieve incremento dal 4,256% di marzo al 4,337%.

Anche il tasso di partecipazione alla forza lavoro ha mostrato un piccolo deterioramento, scendendo al 61,8% dal precedente 61,9%. Il dato resta ormai ben distante dai livelli pre-pandemia e segna un calo complessivo di circa 100 punti base rispetto a novembre 2023.

Da segnalare inoltre il forte aumento del lavoro part-time per ragioni economiche: +445.000 unità, fino a 4,94 milioni di persone. Un dato che potrebbe indicare un progressivo raffreddamento della domanda di lavoro da parte delle imprese.

Salari sotto controllo: la Fed resta prudente

I salari orari medi sono cresciuti dello 0,2% su base mensile, in linea con marzo ma inferiori alle attese degli analisti, che stimavano un +0,3%.

Le ore lavorate settimanali sono salite leggermente a 34,3 da 34,2, confermando comunque una fase di sostanziale stabilità che dura ormai dall’inizio del 2024.

Nel complesso, il report occupazionale non sembra aver modificato in modo significativo le aspettative sui tassi di interesse. I mercati continuano infatti a prezzare uno scenario di tassi elevati ancora a lungo, senza tagli significativi almeno fino al 2026.

Durante l’ultimo meeting della Federal Reserve del 29 aprile, Jerome Powell ha sottolineato come il mercato del lavoro stia mostrando ulteriori segnali di stabilizzazione. Il presidente della Fed ha inoltre evidenziato che cresce il numero di membri del board che considera più probabile un futuro rialzo dei tassi rispetto a un taglio.

Fiducia dei consumatori ai minimi storici

Sul fronte macro emerge invece un segnale decisamente più debole dai consumatori americani.

L’indice preliminare di fiducia elaborato dall’Università del Michigan è sceso a 48,2 punti, sotto le attese e in calo rispetto al 49,8 del mese precedente. Si tratta del secondo minimo storico consecutivo registrato dall’indagine.

A pesare sul sentiment restano soprattutto le preoccupazioni legate all’inflazione. Circa un terzo degli intervistati ha indicato spontaneamente i prezzi della benzina come principale fonte di preoccupazione, mentre circa il 30% ha citato l’impatto dei dazi commerciali.

Le aspettative di inflazione a un anno sono comunque leggermente migliorate, scendendo dal 4,7% al 4,5%, mentre quelle di lungo periodo si sono ridotte al 3,4%.

All’interno del report, l’indice sulle condizioni economiche correnti è calato nettamente da 52,5 a 47,8, mentre le aspettative future dei consumatori hanno mostrato un lieve recupero, salendo a 48,5 da 48,1.

Cosa osservano ora i mercati

Il quadro che emerge è quello di un’economia americana ancora resiliente sul fronte occupazionale, ma con segnali crescenti di rallentamento nella fiducia dei consumatori e nella qualità del lavoro.

Per la Federal Reserve, la combinazione tra mercato del lavoro ancora relativamente forte e inflazione percepita elevata continua a giustificare un approccio prudente. Per questo motivo, gli investitori restano cauti sull’ipotesi di imminenti tagli dei tassi, mentre il dollaro e i rendimenti obbligazionari potrebbero continuare a beneficiare di uno scenario “higher for longer”.

Informazioni sull'autore: Filippo Giannini

Autore Articolo: Filippo Giannini
Laureato in ingegneria, ha 15 anni di esperienza sui mercati finanziari come trader indipendente. Membro Professional della Società Italiana di Analisi Tecnica (SIAT), per TradingFacile opera come trader quantitativo, analista tecnico e responsabile del settore formazione. La sua operatività si concentra su un approccio quasi esclusivamente automatico, attraverso algoritmi da lui creati e validati che sfruttano principalmente la volatilità e le inefficienze di mercato. Viene invitato regolarmente come relatore ai principali eventi italiani inerenti al trading e agli investimenti e collabora inoltre con broker e testate giornalistiche, realizzando analisi sui principali indici e cross valutari, oltre a seminari ed eventi formativi, sia dal vivo che on-line. Collabora con le principali testate giornalistiche di settore, realizzando report e analisi di mercato.

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